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Chi vinceva il Pallone d’Oro al posto di Maradona?

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Chi vinceva il Pallone d’Oro al posto di Maradona?

Il Pallone d’Oro 2018 è stato finalmente assegnato. Dopo 10 edizioni in cui il trofeo di France Football è finito nelle mani dei due fenomeni Cristiano Ronaldo e Leo Messi, quest’anno a gioire è il croato Luka Modric, Campione d’Europa con il Real Madrid e vice-campione del Mondo con la Croazia. Un premio che nella sua storia per molto tempo ha visto esclusi tutti quei calciatori non europei ma che per qualità potevano davvero farne collezione. Un nome su tutti Maradona. Ma chi vinceva il Pallone d’oro ai tempi del Diez?

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Tra quarant’anni, quando Leo Messi e Cristiano Ronaldo viaggeranno più o meno verso le settanta primavere, nel mondo del calcio si continuerà a parlare di loro. Di due fenomeni che hanno monopolizzato il pallone con un dominio di risultati e prestazioni praticamente inavvicinabili. Un duopolio che solo quest’anno pare essersi fermato con la vittoria del Pallone d’Oro 2018 al croato Luka Modric ma che non mette in dubbio il valore fuori classifica dei due.

Chi vinceva al posto di Maradona?

Tra i fenomeni senza Pallone d’Oro c’è sicuramente Diego Armando Maradona, che gli argentini ricordano oggi e ricorderanno ancora, come un simbolo, più che un calciatore. Il più grande di tutti i tempi. L’unico, da quando esiste l’Albiceleste (la nazionale argentina), ad aver vinto un campionato del mondo (quello disputato in Messico nel 1986) “da solo”. Con buona pace di Leo Messi infatti, sono in tanti a pensare ancora che Maradona, nonostante tutto, sia ineguagliabile; che nessuno potrà mai rappresentare per l’Argentina, quello che è stato lui. E fino a quando Messi non vincerà il Mondiale “come ha fatto Diego”, tra i due, non potrà esserci alcun paragone. Eppure, tra quarant’anni, quando i bambini argentini sfoglieranno gli almanacchi del calcio leggeranno che Messi, e non Diego, è stato uno dei pochi calciatori argentini, se non l’unico, a vincere 5 volte, se non di più (chissà quanti potrà vincerne ancora), il “Pallone d’Oro”. A quel punto, con la bocca aperta e gli occhi spalancati, guarderanno i loro padri e domanderanno loro: Papà, ma perché Messi ha vinto tante volte e Maradona neanche una?”.

Già perché? “Bisognerebbe domandarlo a quelli che lo assegnano”, sarebbe allora la risposta probabile del padre di turno. Eh già, proprio così. Bisognerebbe chiederlo a loro. A quelli della nota rivista francese France Football i quali, nel 1956, vollero inventarsi il premio (che all’epoca si chiamava infatti “Calciatore europeo dell’anno”) per lasciarlo vincere, solo e soltanto ai calciatori nati nel Vecchio Continente. Un premio per pochi intimi che non premiava il merito ma la provenienza. Discriminazione? Forse no, forse sì ma non è questo il punto. Il punto è invece che quelli come Maradona, che nel Vecchio Continente non erano nati ma giocavano a calcio, il premio non potevano vincerlo. Erano tagliati fuori.

Gli sconosciuti del Pallone d’Oro

Nel 1986,  tanto per fare un esempio, nell’edizione successiva ai Mondiali messicani (che Maradona vinse praticamente da solo), a vincere fu infatti Ihor Belanov, un calciatore ucraino della Dinamo Kiev, che oggi probabilmente nessuno, tra i bambini di tutto il mondo, ricorda per averlo mai sentito nominare. Il quale, nonostante tutto, in quell’anno riuscì a vincere il Pallone d’Oro piazzandosi davanti a gente del calibro di Emilio Butragueno o Gary Lineker. Ma Belanov non è l’unico caso di calciatori poco conosciuti che sono stati premiati. Altri ce ne furono. E soprattutto provenienti dall’allora Unione Sovietica, una terra famosa per aver dato i natali a ben altre personalità che non a giocatori di pallone. Eppure, dall’Unione Sovietica, e sempre da Kiev arrivava anche Oleh Blochin, ex allenatore della Dinamo Kiev, che vinse l’edizione del 1975. Un attaccante considerato un talento puro, di classe cristallina, forse il migliore della sua generazione, del quale si ricorda la splendida doppietta realizzata contro il Bayern Monaco nelle finali di Supercoppa Europea del 1975.

Sempre dall’Est, ma questa volta dall’Ungheria, proveniva invece l’attaccante Florian Albert, che nella sua carriera ha vestito soltanto una maglia, quella del Ferencvaros, realizzando 258 gol in 350 partite. Oggi di Albert si potrebbe dire, che da questo punto di vista, è certamente stato più fortunato di gente come Francesco Totti il quale, vestendo anch’egli soltanto la maglia della Roma, e meritando probabilmente di vincere il premio, non è invece mai riuscito a vincerlo.

E poi, che dire di Allan Simonsen? Centravanti danese, vincitore del premio nel 1977, quando vestiva la maglia della squadra tedesca del Borussia Moenchengladbach. Un “folletto”, alto 1,66 che seppe strappare il titolo a gente come Johann Cruijff, non a caso soprannominato il “Pelè bianco”.

Belanov, Blochin, Albert, Simonsen, tutti protagonisti di un altro calcio che non esiste più. Come non esiste più il “Pallone d’Oro” che loro riuscirono a vincere. Dal 1994 è stato infatti concesso anche a calciatori non europei di gareggiare per l’assegnazione del premio. E i vari Belanov, Blochin, Albert e Simonsen sono diventati i vari Ronaldo, Ronaldinho, Messi, che hanno vinto quello che non poterono vincere Maradona e Pelè. Per questo, qualcuno si sarà domandato:

Ma quelli di France Football, non potevano pensarci prima?

Una laurea in Relazioni Internazionali di cui non si vanta e tre master di cui non si pente. Iscritto a due albi professionali, life planner di lavoro e giornalista per passione. Persegue l’impossibile sogno di una rivoluzione intellettuale. Nel 2013 ha partorito il suo libro, e adesso è in attesa del secondo".

7 Commenti

7 Comments

  1. Avatar

    Domenico

    Gennaio 15, 2016 at 8:18 pm

    Le regole attuali dipendono dal fatto che oggi il pallone d’oro si è fuso col FIFA world player of the year. Se ci fossero state queste regole negli anni 80 probabilmente Maradona lo avrebbe vinto per 10 anni di fila, rendendolo quella noia mortale che diventerà tra breve.
    Il vecchio regolamento premiava proprio il merito (a differenza di questo) e c’era un premio per ogni continente (Maradona essendo sudamericano ha vinto quello del Sudamerica), per essere candidati bisognava aver vinto qualcosa durante l’anno (Cristiano Ronaldo non avendo vinto nulla nel 2015 non sarebbe stato candidabile). Veniva eletto, non il più forte o famoso (come oggi), ma chi aveva fatto meglio. Belanov nell’ 86 vinse campionato e coppa delle coppe, e fece un grandissimo mondiale. Con le vecchie regole quasi certamente quest’anno lo avrebbe vinto Buffon. Il premio si è trasformato da un premio al merito ad una celebrazione del migliore, e non vedo come possa essere un bene.

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    Vincenzo Smorto

    Dicembre 4, 2018 at 8:15 pm

    Concordo con il precedente commento; Belanov fu uno dei calciatori migliori dei suoi anni guidato da quella leggenda del calcio non solo ucraino che fu Lobanowsky. Stesso discorso vale per l’ungherese Albert, ottimo interprete del ruolo di centravanti alla Hideguti, altra leggenda del calcio magiaro e non solo.

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    Mario

    Dicembre 7, 2018 at 9:08 pm

    Maradona e Pele’: i giocatori che sono “IL CALCIO” gli altri sono bravi ma pensate a Maradona che giocava nel Napoli ed affrontava squadre come il Milan con la difesa piu’ forte di tutti i tempi(Tassotti, Baresi, Costacurta e Maldini) in un campionato italiano che allora era il numero uno al mondo. Messi gioca in un campionato dove ci sono due squadre e oggi gli attaccanti vengono coccolati dagli arbitri cosa che non si faceva 30/40 anni fa.
    Paragonare Messi a Maradona e’ blasfemia, e poi ci sono stati tanti giocatori meglio di Messi a partire da Cruiff ed anche Baggio.
    Non ritengo giusto come vengono assegnati i premi del calcio a partire dal pallone d’oro, gli attaccanti sono sempre favoriti mentre, come altri hanno evidenziato, devono tenersi in conto diversi fattori, non solo quello di segnare goals.

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    Frank McOnion

    Dicembre 7, 2018 at 9:17 pm

    Il pallone d’oro secondo me lascia il tempo che trova.
    A calcio si vincono trofei vincendo le partite, non con i voti di una una giuria come per ginnastica artistica o tuffi.
    Ad esempio Raul non l’ha mai vinto nonostante le 6 Liga e 3 Champions, così come Henry nonostante 2 Premier League, 2 FA Cup, 2 Liga, 1 Copa del Rey, 1 Champions, 1 Mondiale e 1 Europeo.
    Proprio non capisco tutta questa risonanza per un premio dato con i voti di pochi eletti.

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    kaisaros

    Dicembre 7, 2018 at 11:09 pm

    Considero Simonsen uno dei più grandi calciatori mai visti. Maradona ha vinto il mondiale 1986 grazie alla dabbenaggine dell’arbitro che non ha visto il macroscopico fallo di mano contro l’Inghilterra. Alto che “mano de Dios”, si tratta di uno dei gesti più antisportivi della storia del calcio, che da solo basta e avanza a (s)qualificare l’autore.

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    RGK

    Dicembre 8, 2018 at 9:43 pm

    Articolo senza senso; sarebbe come dire che Dante e Shakespeare non hanno mai vinto il Premio Nobel (al caso, che i bambini di tutto il mondo si informino sul fatto che il Nobel viene assegnato dal 1901) o che Sergej Ėjzenštejn nom ha mai vinto l’Oscar – c’era il Premio (in realtà più di uno)che si dava al miglior giocatore sudamericano che Maradona ha vinto più volte.
    Nel 1995 peraltro gli diedero un Pallone d’Oro “alla carriera.
    Se anche volessimo ragionare sul fatto che il Pallone D’Ore fosse un premio mondiale e non solo europeo (fino al 1994)è ben difficile pensare che Maradona lo avrebbe vinto “10 volte” – nel 1985 se la sarebbe giocata con Platini, l’avrebbe vinto sicuramente nel 1986 con il Mondiale vinto, nel 1987 se la giocava con Gullitt, nel 1988 se la giocava con Van Basten (si fa per dire perchè Van Basten aveva vinto il Campionato Europeo e la Coppa dei Campioni), nel 1989 ancora con Van Basten(ancora Champions e molti più gol di Maradona – forse ancora nel 1990 (fa un buon Mondiale ma non eccelso) dal 1991 in poi il suo rendimento cala vistosamente, i problemi con la droga, le squalifiche e tutto il resto e di sicuro nessuno lo avrebbe inserito tra i primi ; molto difficilmente sarebbe arrivato ai 5 di Messi.
    Ps Cosa c’entra l’ottimo Florian Albert? Non era mica contemporaneo di Diego…

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    DRAKA

    Gennaio 31, 2019 at 8:23 pm

    Maradona era un dopato, non doveva giocare al calcio figuriamoci vincere il Palone d’Oro.

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