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Calcio

Uefa Nations League: i come e i perché del Campionato delle Nazioni

Massimiliano Guerra

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E’ iniziato ieri il nuovo torneo UEFA dedicato alle Nazionali. Oggi tocca all’Italia che affronterà la Polonia allo Stadio dall’Ara. Ecco cosa c’è da sapere e come funziona la Nations League.

Le Nazionali da sempre sono un tema al quanto discusso nel mondo del calcio. Viste come una scocciatura per i club che devono mandare dei propri dipendenti a giocare rischiando infortuni più o meno gravi e che possono incidere sul corso di una intera stagione, le Nazionali delle volte rappresentano un vero e proprio incubo per allenatori e tifosi di club. Il caso relativo all’infortunio di Milik dello scorso anno scatenò una vera e propria disputa tra il Napoli e la Polonia ma fu solo l’ultimo di una lunga serie che negli anni ha messo a dura prova il rapporto tra club e federazioni. Molte volte accade anche che giocatori non in perfette condizioni fisiche si lascino anche convincere a giocare in Nazionale, assaliti da un encomiabile quanto, in alcuni casi, evitabile patriottismo che li induce a rischiare la propria incolumità esponendosi al rischio di infortuni. Ad alimentare le future polemiche ci ha pensato la Uefa con la Nations League.

CHE COS’E’?- La Uefa Nations League è la nuova competizione europea a cadenza biennale per le Federazioni calcistiche iscritte alla Uefa. Non sostituirà affatto il Campionato Europeo ma accompagnerà quest’ultimo rinnovandone anche i criteri di qualificazione. L’obiettivo principale è quello di cancellare quasi definitivamente le inutili amichevoli internazionali, che intasano il calendario senza regalare nessun riscontro a livello mediatico ed economico. Nella Nations League le 55 federazioni nazionali sono suddivise in quattro Divisioni; queste Divisioni sono ulteriormente suddivise in gironi da tre o quattro squadre. Per l’Italia, oltre alla Polonia, toccherà il Portogallo. Le 55 squadre partecipanti vengono divise in quattro Divisioni, A-B-C-D, a seconda della loro forza. Ovviamente la Divisione A conterrà le squadre più in alto del ranking Uefa. In questa divisione ci sono anche gli azzurri di Roberto Mancini. In ciascuna Divisione, le quattro vincitrici dei gironi vengono promosse o, nel caso della Divisione A disputeranno la Final Four, e quattro squadre retrocedono per il torneo successivo. Nelle Final Four parteciperanno le vincitrici dei quattro gironi della prima Divisione e si affronteranno in scontri diretti (semifinali e finale).

La vincente delle Final Four sarà la squadra campione della UEFA Nations League. La nuova competizione Uefa regalerà anche quattro posti aggiuntivi ai Campionati Europei che saranno assegnati tramite un sistema di Play-Off:  Sedici squadre parteciperanno ai play-off e verranno raggruppate in gruppi da quattro. Ogni Divisione si contenderà un posto che vale la qualificazione. Se una qualsiasi vincitrice si è già qualificata tramite le Qualificazioni Europee, allora il suo posto negli spareggi verrà preso dalla squadra con il ranking più alto all’interno della Divisione in questione, prendendo in considerazione il ranking globale all’interno della Divisione stessa, poi se necessario si passa alla Divisione seguente in ordine decrescente prendendo in considerazione il ranking globale della Divisione relativa. Le quattro squadre di ciascuna Divisione si affronteranno in semifinali secche e una finale in gara unica per determinare le quattro vincitrici.

QUALI VANTAGGI?- Un regolamento che dire cervellotico è veramente poco: un intreccio di partite, play-off, classifiche che farebbe impallidire anche il più attento dei tifosi. Cerchiamo però di capire se ci sono dei vantaggi: sicuramente a livello di spettacolo (forse) non ci saranno più partite inutili dato che tra qualificazioni europee o mondiali, e Nations League, tutte le gare saranno ufficiali e varranno i tre punti. Questo però al tempo stesso può essere considerato un fattore negativo perché se il livello agonistico sarà sempre alto, maggiore sarà la possibilità di infortuni per i giocatori che creerebbero così un danno enorme ai loro club. A livello di competitività sicuramente questa competizione rientra nel quadro di “Calcio Democratico” che l’ex presidente della Uefa Michel Platini aveva cercato di introdurre e che ha avuto il suo apice con la riforma (discutibile) della Champions League. Anche qui praticamente tutte le nazioni hanno la possibilità di qualificarsi agli Europei. Anche qui, però, le due facce della stessa medaglia: da una parte il bello di dare un possibilità a tutte le nazionali, anche quelle più scarse, dall’altro il rischio di abbassare notevolmente il livello del Campionato Europeo, che già in Francia non è sembrato essere eccelso. D’altra parte, però, in un calcio sempre più dipendente dai diritti tv e dai soldi che ne derivano, anche le Federazioni vogliono una fetta della torta. E questo intricatissimo torneo potrebbe essere un pasto extra per le bocche sempre affamate del mondo pallonaro.

1 Commento

1 Commento

  1. TheGlide22

    settembre 7, 2018 at 5:19 pm

    “Un regolamento che dire cervellotico è veramente poco : un intreccio di partite, play-off, classifiche che farebbe impallidire anche il più attento dei tifosi e intricatissimo torneo” a me non pare proprio così,anzi.

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