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Azzardo e piaghe sociali

Truffa Match Fixing, la testimonianza di uno, la disgrazia di tanti: “Io truffato, insultato e minacciato”

Emanuele Sabatino

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Nei giorni scorsi avevamo parlato della truffa dei siti di matchfixing che vendono partite agli acquirenti millantando il fatto di conoscere il risultato in quanto partite truccate. A seguito della pubblicazione dell’articolo è arrivato in redazione il messaggio di un nostro lettore, Enrico (nome di fantasia), che vittima di questi approfittatori ha chiesto di poter raccontare la sua storia. Non potevamo che dargli ascolto ed intervistarlo.

Enrico come inizia il tuo rapporto con le pagine di matchfixing?

“E’ iniziato tutto quest’estate quando ho provato a fregare il sistema affidandomi ad una pagina Facebook di fixed match che sembrava affidabile, ovviamente ho perso i soldi ma oltre al danno economico ho avuto anche la beffa di essere stato infamato da questo presunto combinatore della partita, inoltre molti dei miei contatti sono stati importunati ricevendo minacce e insulti nei miei confronti”.

Cosa ti ha incuriosito, qualcuno ti ha consigliato la pagina?

“Era inizio luglio, Facebook mi suggerisce una pagina di pronostici, il cui cambierà nel tempo nome numerose volte, entro in questa pagina e vedo di cosa si tratta. Sembra diversa dalle altre, è più attiva, in molti commentano e sembra che il “combinatore” abbia a cuore la gente con cui tratta”.

Sei rimasto quindi folgorato e colpito dall’empatia mostrata dall’amministratore?

“Sì, avevo già visto altre pagine su Facebook ma questa sembrava diversa, preso dalla noia decido di contattare la pagina per vedere se era l’ennesimo bluff o qualcuno di affidabile. Premetto che io amo lo sport visceralmente, in particolare il calcio, ma purtroppo crescendo ho dovuto prendere atto che quello che vediamo non sempre è sport al 100%”

Come è avvenuto il primo contatto?

“Tramite messaggio privato contatto il sig. A.S., che dice di vivere a Nizza ma vive a Secondigliano, e lui risponde subito. Parliamo senza problemi per due giorni: sabato e domenica. Contatto anche la gente che ha messo mi piace alla pagina o ha commentato per vedere la loro esperienze e mi rispondono tutti in modo positivo. Comincio a fidarmi.”

Di cosa avete parlato?

“Del servizio che lui offriva. Diceva di avere informatori in giro per il mondo e che riusciva a sapere i risultati esatti con quote oltre il 20”.

Nella prima conversazione ha provato a venderti subito una pronostico?

“No, nella prima conversazione lui, facendosi forte della policy soddisfatti o rimborsati, mi dà un pronostico gratis, io gioco 8 euro ma il risultato non esce. Allora lui mi chiede i dati della Postepay e mi rimborsa 20 euro, più del doppio della mia puntata. Pensavo fosse un signore”.

A questo punto immagino abbia caricato a testa bassa cercando di venderti un pronostico. E’ così?

“Esattamente. Il sabato mi pressa per comprare una partita ma io rifiuto. In serata mi scrive dicendomi che la partita truccata era quella dell’Inter contro una squadra austriaca che finí 0-0. Litighiamo un po’ e poi mi blocca. Poco dopo mi contatta una tale C.T., che come tutti quelli che commentano i post della pagina poi si rivelerà essere uno dei tanti contatti falsi che usa per invogliare la gente, dicendomi che questo tale era molto arrabbiato con me per il tempo che gli avevo fatto perdere. Lui è un professionista che offre un servizio serio e dall’altra parte pretende lo stesso livello di professionalità.”

A quel punto cosa hai pensato?

“A dir la verità sono rimasto abbastanza basito ma ho pensato: “Vuoi vedere che questo ha davvero le partite truccate?”. Lo contatto il giorno dopo, convinto del fatto che lui fosse affidabile, e pago.”

Quanto?

300 euro per un pronostico”.

Che pronostico era?

“Il risultato esatto di una partita del campionato norvegese”.

Il pronostico si è rilevato esatto?

“Neanche lontanamente”.

 Cosa hai fatto a quel punto?

“Ho provato a contattarlo ma mi aveva già bloccato quando la partita era ancora in corso”.

La questione è morta lì o ci sono stati altri contatti?

“No la questione è andata avanti. Nei giorni seguenti decido di creare un profilo falso per vedere se continua, ma soprattutto per contattare chi commenta interessato, in modo da potergli fare risparmiare questi 300€. L’inizio della fine.”

Perche?

Perché intanto ho appurato che più della metà dei contatti che commentano sono gestiti da lui, In più mi contatta arrabbiato dicendomi che se avessi voluto indietro i miei soldi dovevo convincere la gente a comprare le partite da lui.

Hai accettato la sua condizione?

“Sì, ma per sabotarlo dall’interno facendo il doppio gioco”.

Come?

“Contattando tutti quelli che lui mi indica come potenziali vittime e avvertendoli che è un truffatore e un approfittatore. Lui però se ne accorge e la tattica smette di funzionare. Da lì in poi inizia a commentare tutte le mie foto con minacce anche pesanti, contatta tutte le persone che sono taggate con me offendendomi e minacciandomi. Nel frattempo ho continuato a seguirlo, tramite profili falsi, e ho visto che è un truffatore seriale che oltre alle scommesse frega la gente con una pagina che promette di vendere telefoni sottocosto. Anche qui stesso modus operandi: tanti account, recensioni false e commenti di account gestiti da lui. Questa storia è andata avanti fino allo scorso settembre”.

Come fai a sapere che è sempre lui con la pagina dei telefoni?

“Prima di tutto perchè usa lo stesso hashtag per entrambe le pagine: #solonoiglioriginali. E poi perché i profili che commentano in modo positivo la pagina di scommesse sono gli stessi che commentano in modo entusiasta l’acquisto di telefoni a prezzi stracciati”. 

In tutto questo tempo non ti sei mai chiesto: perché se qualcuno dovesse sapere di partite truccate dovrebbe diffonderle?

“Si me lo sono chiesto ed infatti se io mi fossi trovato in quella situazione avrei scommesso solo io e basta

Ti sei fatto soggiogare dal tuto stesso pensiero.

“Lo so. Però ti ci devi trovare. Mi ha convinto con la storia del rimborso, i commenti positivi ecc. Tutte piccole cose che hanno alimentato ai miei occhi la sua credibilità.”

Hai denunciato questa truffa alla polizia postale?

“No. Non credo molto alle istituzioni in fatto di microcrimini. Preferisco parlare con un sito famoso come il vostro che magari, vista l’importanza, la portata e la serietà riesca a far fare alla gente un’idea completa della situazione. Ho parlato con uno della postale in modo informale e mi ha dato l’idea di essere molto distaccato quasi come non gliene importasse nulla”.

Abbiamo controllato tutte le cose dette da Enrico e risultano essere esatte. Di seguito gli screen delle pagine e degli insulti che ha dovuto ricevere il povero Enrico, studente universitario, che cercava di mettersi da parte qualche soldo extra per l’ estate. Non fidatevi mai e poi mai di nessuno che vi dice di avere partite sicure o truccate e che tenta di vendervele dietro generoso compenso. Se fosse vero e le avesse davvero non avrebbe bisogno dei vostri soldi ma ci metterebbe tutti i suoi senza proferire una parola. Internet è diventato una giungla dove il rapporto tra cose utili e quelle dannose ed illegali non pende più troppo dalla parte delle prime.

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Azzardo e piaghe sociali

Il grande inganno dei Bonus di Benvenuto: quando il “regalo” è utile solo ai Bookmaker

Emanuele Sabatino

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Sono messi in grandissima mostra, scritti grandi e con colori sgargianti, sono i bonus dei bookmakers attui ad invogliarci a iscriverci e puntare sulle loro piattaforme. In piccolo invece, molto in piccolo, talmente in piccolo che ci vuole o un monitor 60 pollici o una lente d’ingrandimento, troviamo scritto in un color grigio tristezza i “termini e condizioni” di questi bonus ed è proprio qui che scopriamo le cose più interessanti.

IL BONUS E LA FORMULA DO UT DES

Iniziamo con l’importo del bonus “fino a 100€ per te”. 100 euro di bonus ma per sbloccarlo ci vogliono altrettanti soldi. Ma questo è solo la punta dell’iceberg. Perché alcuni bookmakers sbloccano il bonus solo dopo aver giocato interamente il versamento iniziale. Quindi verso 100 e devo giocare 100 per avere i 100 di bonus. Non solo perché i problemi veri, la trappola, arriva dopo, una volta che il bonus è stato effettivamente accreditato.

LA TRAPPOLA DEL PRELIEVO CONDIZIONATO

Per prelevare bisogna giocare l’importo versato più quello bonus per un numero di volte prestabilito. Di solito più il bonus è alto e più il numero di volte in cui bisogna scommettere il tutto sale. Si va dalle 3 volte, passando alle 6, fino addirittura alle 8 volte. A questo punto il lettore/scommettitore potrebbe pensare: “Ok, nessun problema, mi gioco tutto su una partita live a 1.01 così sono sicuro che la prendo e dopo il numero di volte stabilito dal bookmaker posso prelevare”. Seeee, ti piacerebbe. I bookmakers sono aziende internazionali e non hanno mica “l’anello al naso e la sveglia al collo”. Se vuoi prelevare devi puntare in singola su una partita con quota minima di 1.5, alcuni bookmakers alzano l’asticella a quota 2. In multipla, invece, almeno una partita deve avere una quota pari o superiore a 1.5. Il vantaggio matematico in singola di un bookmaker italiano si aggira dal 5 al 10%, percentuale che lievita vertiginosamente nel momento che aumentiamo il numero di eventi. Facile quindi capire che giocare versamento + bonus per un numero considerevole di volte a quota minimo 1.5 sia il modo migliore, dal punto di vista matematico, di regalare i soldi alle agenzie di scommesse. Al mondo nessuno regala niente, specialmente i soldi, figuriamoci un’azienda internazionale. Il bonus di benvenuto è quindi una pubblicità, ai limiti dell’inganno e della truffa, atta ad intrappolarci il patrimonio, facendoci credere che quei soldi siano effettivamente nostri, per farcelo perdere piano piano.

LO SCIACALLAGGIO SUI BISOGNI PRIMARI DELLE PERSONE:

E’ come se fosse tutto un grande effetto domino: la crisi, la disoccupazione e la povertà portano alla disperazione, quando si è disperati non ci resta che sperare, e noi speriamo che la bolletta di due euro si tramuti in una vincita di 1000. Il problema è questo non avviene quasi mai e così i bookmakers si arricchiscono sempre di più investendo in altri tipi di giochi “invitanti” ma soprattutto in tanta tanta pubblicità che ormai è ovunque e a tutte le ore, formando un circolo vizioso indistruttibile. D’altronde una volta un saggio disse: “Il bookmaker è un borseggiatore che ti lascia fare tutto da solo”.

 

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Altri Sport

NeuroDoping: se l’Elettroshock è la nuova frontiera delle prestazioni sportive

Matteo di Medio

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Dimenticatevi flebo, siringhe e pasticche. L’ultima trovata per migliorare le prestazioni sportive di un’atleta riguarda direttamente il motore dei nostri movimenti: il cervello. Stimolazione cerebrale o Neurodoping per l’appunto. Una metodologia molto semplice che prende spunto dalla fortunatamente abbandonata pratica dell’elettroshock nei lontani anni ’50. In sintesi, la prassi è molto simile anche se il voltaggio è 500/1000 volte più basso: si posizionano due elettrodi ai lati della scatola cranica e si scarica corrente elettrica con l’intento di cambiare i livelli di eccitabilità dei neuroni da essa colpiti.

A portare all’attenzione questa nuova pratica è stata la partnership siglata lo scorso anno tra la squadra di ciclismo Bahrain Merida, per la quale corre il nostro Vincenzo Nibali, con il gruppo Cidimu dell’Istituto delle Riabilitazioni Riba di Torino. Ugo Riba è il Professore che presiede il gruppo ed è convinto che attraverso questa metodologia sia possibile intervenire sulla fatica ma anche sulla rapidità di esecuzione sportiva e recupero da affaticamento post gara.

La tecnica, nota come stimolazione transcranica a corrente continua (tDcs) era stata pensata per il recupero di alcune lesioni al cervello o al midollo spinale. Oggi, trova applicazione per stimolare quei centri neuronali che, già degli anni ’90, si era pensato fossero i responsabili dell’affaticamento e del movimento muscolare. A sperimentare la tDcs è stata la squadra di sci e snowboard statunitense (Ussa) per quanto riguarda il salto con gli sci e le prestazioni dopo 4 applicazioni per due settimane hanno mostrato un aumento della forza e della coordinazione.  Soprattutto per quel che concerne la fatica, e il ciclismo può essere considerato lo sport che più ne sente l’impatto, la stimolazione andrebbe ad intervenire sulla corteccia motoria che è responsabile di inviare segnali di affaticamento. Aumentando l’eccitabilità di quest’ultima, si ottiene una minore percezione cerebrale di sforzo, consentendo al corpo di ottenere performance atletiche più durature. E come ha detto Samuele Marcora, scienziato dell’Università del Kent al FattoQuotidiano.itoltre al reale impatto della pratica si aggiunge anche l’effetto placebo con risultati ancora più incoraggianti.

La stimolazione transcranica può trovare terreno fertile in molti settori anche non sportivi come i videogiochi dal momento che aumenta la concentrazione e la velocità di reazione. Non a caso l’azienda Halo vende già delle cuffie da collegare allo smartphone per un utilizzo fai-da-te. Le evidenze per adesso analizzate, però, non hanno portato a reali conclusioni definitive e, come dice sempre Marcora, non sempre gli esperimenti hanno dato risultati confortanti e ha anche messo in guardia circa i rischi di un utilizzo continuativo della stimolazione, non essendoci ancora studi conclusivi sugli effetti a lungo termine. E se proprio dovesse essere utilizzato, consiglierebbe un uso solo pre-gara e non in fase di allenamento.

Altro discorso sul quale si dovrà ragionare se tale pratica dovesse prendere definitivamente piede, è relativo al concetto di Doping. Ad oggi la stimolazione transcranica è assolutamente legale ma non è escluso che, agendo sulle performance dell’atleta, possa essere considerato alla stregua dei farmaci proibiti in quanto strumento di alterazione del corretto svolgimento di una gara. Ma al riguardo sembrerebbe difficile riuscire a dimostrare un suo utilizzo prima di una evento sportivo. Senza contare che già vengono assunte alcune sostanze, come la caffeina che in certi dosaggi è permessa, che di fatto influiscono a livello cerebrale.

Ma su questo sarà la Wada a dire l’ultima parola. Nel frattempo teniamoci forte, che il futuro è oggi. E non sembra un granché.

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Altri Sport

Doping e Scommesse, la dura vita “da cani”

Emanuele Sabatino

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Un allenatore è stato accusato di aver drogato il proprio cane con un cocktail di droghe tra cui la metanfetamina a cristalli per farlo correre più veloce. E’ stato arrestato.

Un uomo del Queensland (Australia), Anthony Hess di 44 anni, è stato indagato con 70 accuse di frode e possesso illegale di stupefacenti dove aver volontariamente dopato il suo cane per vincere le corse e approfittare delle quote molto alte.

I detective hanno dichiarato che il suo levriero Bonknocka Lass, è stato dopato principalmente con la metanfetamina in tre diverse gare. La prima, la più clamorosa datata il 2 agosto scorso, vide il levriero vincere la gare agevolmente nonostante la sua quota di partenza fosse addirittura di 44.70.

Secondo le analisi di laboratorio, il cocktail era principalmente a base di metanfetamina mischiato con pseudoefedrina e altri eccitanti. Ross Barnett, commissario dell’integrità per la corsa dei levrieri si è detto ovviamente shockato e ha sospeso immediatamente la licenza all’allenatore. Sospensione che con alta probabilità verrà resa definitiva.

Per ottenere la licenza di allenatore di levrieri bisogna mostrare ad una commissione apposita di essere in forma, avere una buona educazione e soprattutto avere il rispetto delle regole.  Al di là del singolo caso, il problema è sicuramente generale. Doping misto al maltrattamento sugli animali per fare più soldi con le corse. Tutto il marcio dello sport e della competizione in una sola frase. Chissà in altre parti del mondo, dove i controlli sono ancor più blandi e dove fanno scommettere gli “animali” sui combattimenti tra animali fino alla morte, quali sostanze diano ad essi per prendersi un vantaggio. E l’anfetamina, purtroppo, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg.

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