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Calcio

SuperClasico: 11 + 1 aneddoti e curiosità del Derby più caldo di sempre

Emanuele Sabatino

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SuperClasico: 11 + 1 aneddoti e curiosità del Derby più caldo di sempre

Se Dio è del Boca è il momento di dimostrarlo. Nell’inferno del Monumental, senza il proprio tifo, va in scena il ritorno della finale di Copa Libertadores, andata finita 2-2, ed in un paese intero, l’Argentina, da 15 giorni non si parla d’altro tra attesa, paure e soprattutto follie. Abbiamo voluto raccogliere le 11 + 1 curiosità di questa sfida e i suoi eccessi, spinti sempre e solo dall’anima dello sport e del calcio, la passione più profonda e senza freni. La rivalsa di un quartiere ed in questo caso di un modo di vivere e di una filosofia completamente agli antipodi.
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1 – Non solo la stessa città ma anche lo stesso Barrio
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Cosa hanno in comune Boca e River? La città, Buenos Aires, i fondatori di entrambe le squadre che hanno avuto origini genovesi ma soprattutto il Barrio “la Boca”. Eh sì perchè nel 1901 venne fondato il River e la leggenda narra che uno dei fondatori Martinez, osservando dei marinai inglesi giocare a calcio vide delle casse con sopra la scritta “The River Plate” traduzione inglese di Rio de la Plata e decise di dare questo nome alla sua squadra. Quattro anni più tardi nel 1905, nello stesso barrio, prese vita il Boca Juniors.
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2 – I soprannomi ufficiali
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Il River Plate è la squadra dei quartieri ricchi del nord, il Boca dei poveri del sud. Anche i soprannomi delle due squadra, quelli ufficiali, rispecchiano questa divisione. Los Millionarios sono quelli del River è fu un soprannome dato anche dalla stampa dopo la cessione di Omar Sivori alla Juventus ed Alfredo di Stefano al Real Madrid che permise alla squadra di incassare un’ingente somma di denaro ed allestire squadre fortissime negli anni a seguire. Il soprannome del Boca invece è quello di “Xeneizes” che vuol dire proprio “Genovesi” in onore delle origini dei loro fondatori.
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3 – I soprannomi dati dagli avversari
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Gallinas per il River Plate e Bosteros per il Boca. Il primo risale alla finale di Libertadores del 1966 contro il Penarol. Il River era avanti 2-0 ma si fece raggiungere e superare perdendo la finale per 4-2. Al ritono venne tirata in campo una gallina a mo’ di schermo. Il soprannome invece del Boca è Bosteros, letteralmente amanti della cacca di cavallo. 
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4 – Paure presidenziali
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Il presidente dell’Argentina ed ex presidente del Boca Mauricio Macri, durante le semifinali del torneo ha sperato fino in fondo che una tra River e Boca, più il River a dire la verità, venisse eliminata. “Una finale tutta argentina sarebbe una tragedia per il paese”. Evidentemente conscio sui rischi dell’ordine pubblico. Molti però hanno risposto “Ma quale sciagura, è un dono de Dios”.
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5 – Bolgia senza replica
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Proprio per l’ordine pubblico è stato deciso di non permettere sia all’andata che al ritorno la presenza della tifoseria ospite. Ma sempre Macrì in preda al panico ha detto: “Possiamo vietare alla gente di entrare dentro lo stadio, ma non di non andarci intorno”.
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6 – Sfotto’ di 50 anni
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Mauro German Camoranesi, campione del mondo azzurro nel 2006 conosce bene l’atmosfera. “Chi perde non si rialza più. Forse tra 50 anni”.
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7 – Il Boca in casa al Monumental
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Impossibile da credere ma nel 1984 per problemi con la Bombonera il Boca giocò alcuni match, tra cui il SuperClasico, al Monumental ma come squadra di casa. In quell’occasione finì 1-1 il match tra Boca e River con los Millionarios stranamente in “trasferta”.
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8 – Alfredo di Stefano Portiere
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La leggenda del calcio mondiale con il Real Madrid Alfredo di Stefano, attaccante che in carriera ha segnato caterve di goal, quando militava nel River il 30 giugno 1949 fu costretto a mettersi in porta a causa dell’espulsione del portiere Carrizo. Furono solo 6 minuti ma riuscì a respingere gli attacchi del Boca e portare a casa l’1-0 per i suoi. 
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9 – La tragedia “Puerta 12”
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Il 23 giugno 1968 durante un SuperClasico al Monumental caddè il settore “Puerta 12” procurando 71 morti e 100 feriti di età media di 19 anni. Una delle tragedie più grandi all’interno dello sport argentino.
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10 – I biglietti per la finale
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Il costo del biglietto per assistere a questa partita, sold-out da tempo, è arrivato tramite il secondary ticketing a 4500 € per una tribuna. Nei giorni scorsi è salita alla ribalta la storia di un bambino che ha organizzato “al volo” un mercatino dove vende i suoi giocattoli per andare ad assistere alla partita al Monumental.
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11 – L’esultanza di Tevez
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Abbiamo detto prima che il soprannome dispregiativo con cui i tifosi del Boca chiamano quelli del River è “Gallinas”. Ed è così che Carlitos Tevez dopo un goal nel SuperClasico sotto la curva ospite ha mimato una gallina. Il risultato? Espulsione diretta. 
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11 / bis- Separati a scuola
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Qui si entra nella leggenda metropolitana ma come dice il grandissimo Federico Buffa “Perchè rovinare una bellissima storia con la verità”. Pare che in alcune scuole di Buenos Aires (non abbiamo trovato riscontri ma solo post e foto su facebook) da giorni i bambini tifosi del River e quelli del Boca vengano messi in classi diverse per evitare scontri. Chissà quante volte, durante la ricreazione, rigorosamente con la maglia dei propri beniamini indosso, i ragazzi abbiano già disputato questa finale di ritorno che un popolo intero, una nazione e forse anche un pezzetto di mondo (ci sarà anche Putin) aspetta con trepidazione di gustare.
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Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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