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Sicilia patria del Fumetto e della Cultura Pop: all’Etna Comics 80 mila amanti dell’inchiostro e non solo

Angela Failla

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Per il settimo anno consecutivo, Catania diventa capitale del fumetto e dei manga con Etna Comics, uno degli eventi più attesi dell’anno.

Grandissimo successo per la settima edizione di Etna Comics, il Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop che, dal 2011, porta a Catania decine di migliaia di visitatori, grandi firme dell’universo comics, blasonate case editrici, mostri sacri del grande cinema, super ospiti del mondo Japan, idoli del Tubo e del doppiaggio e travolgenti spettacoli in Area Palco. Con ben 78.000 presenze, 310 espositori e 190 ospiti, la settima edizione del Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop ha confermato di essere tra le prime fiere di settore del panorama nazionale. Un continuo bagno di folla e di presenze. La kermesse, della durata di quattro giorni, inaugurata dal celebre regista Dario Argento, ha preso il via l’1 giugno. Tanti i super ospiti: dal maestro del “brivido” Dario Argento ad Aldo Baglio, componente del trio “Aldo, Giovanni e Giacomo”, passando per la regina delle sigle dei cartoni animati, Cristina D’avena fino al Ciro di “Gomorra”, Marco D’Amore. Grande novità di quest’anno è stata la quarta kermesse del body painting del Mediterraneo, che ha visto trionfare Giusy Campolungo, sul podio insieme a Lucia Postacchini ed Alla Krashnova.

Importanti firme del fumetto italiano ed internazionale sono stati a disposizione dei fans: una su tutte Moreno Burattini, ormai veterano del Festival. Presenti anche molti youtubers: Kyrenis, Blink46, Boban Pesov, Filippo Pedrini, vKlabe, Virginia Messina, Tyler Strikes, Sistiana, Paolo Cellammare, Maghi Merrino, MatchaLatte, Federico Frusciante, Paolo Cannone, Debbyarts, Dario Moccia, Christian Ice.

L’edizione 2017 di Etna Comics è stata impreziosita dalla presenza del maestro del brivido italiano, Dario Argento. Prima la presentazione del libro “Rosso come il sangue, rosso come la passione”, curato da Adriano Pintaldi, che ha voluto omaggiare il maestro dell’horror, poi l’incontro con gli spettatori dopo la proiezione della versione restaurata del celebre “Suspiria” a 40 anni dall’uscita, e la consegna del Premio speciale alla carriera. Altro premio speciale alla carriera è andato ad Aldo Baglio, l’indimenticabile protagonista, insieme a Giovanni e Giacomo del film “Tre uomini e una gamba”. A Etna Comics, Aldo ha anche presentato il libro “Tre uomini e una vita”, la lunga storia una amicizia, fatta di aneddoti, ricordi e immagini. Special guest Cristina D’Avena che è riuscita a far ballare e cantare più di tre mila persone corse lì solo per lei. File interminabili, sotto il sole, già alle 2.30 del pomeriggio per vedere la beniamina che ha fatto sognare più di una generazione. Trentacinque anni di carriera ripercorsi con oltre 30 sigle, in un concerto di due ore piene.

Anche quest’anno il team diretto da Antonio Mannino, è riuscito nell’impresa realizzando un evento destinato a rimanere nella storia dell’Etna Comics. «L’anno scorso ci siamo lasciati con oltre 50 mila presenze, quest’anno siamo arrivati a 78 mila, un successo sperato ma inaspettato» ha commentato Mannino. «Questo era un anno un po’ strano, perché siamo giunti alla settima edizione e il sette, si sa, è l’anno della crisi o della conferma. Penso sia stato l’anno della maturità perché Etna Comics è diventato un Festival internazionale del fumetto ma anche della cultura popolare, e lo dimostra la varietà di attività che abbiamo organizzato, circa 400 al giorno, e anche gli ospiti: da Aldo Baglio, legato all’area movie, alle web star della youtube valley, a fumettisti di portata internazionale che colorano i padiglioni dedicati ai comics. Sono davvero contentissimo del risultato ottenuto, è bellissimo respirare questa atmosfera» continua Mannino. E mentre la kermesse prosegue, già si pensa al futuro. «La prossima settimana inizieremo a lavorare per l’evento del 2018» aggiunge. Ma le difficoltà per realizzare un evento del genere non sono state poche e si è registrato anche qualche piccolo problema come la mancanza di aria condizionata o in una misura insufficiente a coprire determinate aree in alcuni padiglioni, tra cui quello della sala stampa. Problema non imputabile alla gestione del team Mannino che si è premurato di scrivere a tutti per risolvere il problema. Nel padiglione F, inoltre, che poi è quello principale di oltre 20 mila metri quadrati, si è fatto carico dell’aria condizionata lo stesso direttore artistico contattando una ditta di Roma.

Ma l’Etna Comics è stato comunque un successo e, soprattutto, una conferma. Ottimo staff, ottimo team e perfetta organizzazione. La manifestazione si è conclusa con gli applausi, a scena aperta, per il direttore Antonio Mannino che ha ringraziato i visitatori e tutto lo staff, svelando le date dell’ottava edizione, in programma l’anno prossimo dal 31 maggio al 3 giugno 2018.

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Fanbody: arriva in Italia il progetto che, attraverso la chirurgia estetica, aiuta le donne che non riescono più ad accettarsi dopo un tumore

Angela Failla

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FanBody è un progetto rivoluzionario, tutto al femminile, unico nel suo genere: un vero e proprio crowdfunding della chirurgia estetica, creato per aiutare tutte le donne che combattono quotidianamente con la propria immagine e che non riescono più ad accettarsi dopo un incidente o un tumore.

L’idea nasce dall’esperienza di tante donne e dalla volontà di dare vita ad un progetto con un forte contenuto etico, conferendo un nuovo valore alla bellezza, soprattutto per chi ha combattuto dure battaglie contro il cancro e ne porta ancora le cicatrici sul corpo. Il portale si avvale infatti della collaborazione dei migliori professionisti della bellezza e di aziende leader del settore con lo scopo di offrire una possibilità a tutte coloro che vogliono correggere grandi e piccoli difetti fisici.

Fanbody ha uno scopo: permettere ad ogni donna di sentirsi bene con se stessa, aiutandola ad accettarsi, anche a causa di un evento traumatico come un tumore o un incidente.

E’ una nuova idea di bellezza.

E’ la chirurgia al servizio delle donne: un progetto mai sperimentato prima in Italia, social ma dal valore etico, perché chiunque potrà aiutare ogni donna a realizzare il proprio sogno, aderendo ad una o più campagne, acquistando prodotti o attraverso una donazione. In cambio si riceveranno premi e omaggi, ma il regalo più grande sarà la possibilità di aiutare qualcuno a ritrovare il sorriso.

Protagonisti del portale, oltre a donne dalla forte personalità con alle spalle storie intense, sono i chirurghi. Primo fra tutti il dottor Luca Grassetti, esperto in diastasi addominale, da sempre dalla parte delle donne. Definito anche il “chirurgo dal cuore d’oro” perché ha permesso a centinaia di pazienti con storie di traumi e sacrifici alle spalle, di sottoporsi ad interventi di addominoplastica a costi davvero accessibili.

Accanto a lui altri grandi professionisti del settore come: il dottor Vincenzo Nunziata, esperto in chirurgia plastica ricostruttiva; la dottoressa Mariza Moio, specializzata in tecniche ricostruttive soprattutto in ambito cranio-facciale; e il dottor Gianfranco Petrolo, spesso ospite di trasmissioni televisive in qualità di esperto di chirurgia estetica della mammella e del viso.

Le donne che combattono in silenzio le loro malattie e la loro immagine adesso avranno una voce in più e potranno sentirsi davvero meno sole.

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Terry Gilliam e il suo Don Quixote conquistano l’Ischia Global fest

Angela Failla

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Visionario, dal talento geniale. Una lunga carriera formata da grandi intuizioni intervallate a rovinose cadute, un cinema incantato e al contempo crudele. Questo e tanto altro è Terry Gilliam: regista, sceneggiatore, attore e all’occorrenza anche disegnatore, capace di creare nei suoi film piccoli mondi sospesi tra favola e realtà senza tralasciare il suo ecclettismo figurativo e quel suo personalissimo delirio poetico. Dall’apocalittico e distopico “Brazil” (che gli è valsa la candidatura agli Oscar come miglior sceneggiatura nel 1986) al Medioevo di “Jabberwocky”, attraversando la storia con i viaggi de “I banditi del tempo” e il beffardo “Le avventure del barone di Munchausen”. E poi ancora i bassifondi di New York in “La leggenda del Re Pescatore”, in viaggio per le strade di “Paura e delirio a Las Vegas”, nell’universo fiabesco e deformato dei “Fratelli Grimm”, senza tralasciare il faustiano “Doctor Parnassus”.

Finalmente, dopo quasi 30 anni di attesa, fatti di traversie inenarrabili, Terry Gilliam ha presentato quest’anno, all’Ischia Global Festival di Pascal Vicedomini l’anteprima italiana di “The Man Who Killed Don Quixote”.

«Ci sono voluti tanti anni per fare il mio “Don Quixote”, è stato un vero e proprio viaggio nel tempo, ma anche il mio primo western. Ho sempre amato e desiderato fare un western».

Ha esordito così Terry Gilliam raccontando quello che è il suo Don Quixote, liberamente ispirato all’opera incompleta di Welles, che l’autore di Bazil ha ambientato nell’epoca moderna.

«Ho sempre avuto il lavoro di Orson Welles in testa, probabilmente perché non è riuscito a portarlo a termine. Io sono stato, forse, più determinato. Mi piaceva molto la sua idea di portare Don Chisciotte nel XX secolo. Ma il mio progetto era diverso. Quando ho cominciato a lavorare al film, nel 1989, il problema principale che mi si è presentato è stato quello di spiegare al pubblico la differenza tra diciassettesimo e ventesimo secolo. Il film dell’epoca prevedeva un personaggio contemporaneo e la storia era ambientata tra XVII e XX secolo. Il mio film è completamente diverso perché è tutto ambientato nel XXI secolo. E sono davvero molto soddisfatto del risultato ottenuto».

Un Don Chisciotte diverso da quello che siamo abituati a vedere nell’opera di Cervantes e che, grazie a Gilliam si colora di chiaroscuri e debolezze umane. «La storia di Cervantes parlava di cavalieri ma anche di quel mondo che aveva corrotto la mente di Don Chisciotte. Più che sognatore lo definirei un pazzo con una visione confusa della realtà. L’immaginazione è il mezzo più potente che abbiamo e spesso mi ci perdo dentro. Per questo ringrazio mia moglie che riesce sempre a tenermi con i piedi per terra! A volte smarrisco completamente il senso del tempo».

E se Don Chisciotte è il protagonista indiscusso del libro di Cervantes, nel film di Gilliam assume una connotazione diversa e altri personaggi vanno alla ribalta.

«Don Chisciotte, a differenza di quanto si pensi, non è l’unico protagonista della storia. Accanto a lui c’è infatti Sancho Panza e tutti noi abbiamo dentro una parte dell’uno e dell’altro. Racconto questa storia attraverso gli occhi di Toby, il personaggio di Adam Driver».

Un film che diventa anche una denuncia verso quel mondo magico che travolge e spesso corrompe le persone. «Oggi è il cinema, con i suoi film, a corrompere la mente delle persone del nostro tempo. Ho fatto questo film per vedere  l’effetto che il cinema ha sulle persone e per mostrare cosa voglia dire realizzare un film».

Un lungo lavoro, durato quasi trent’anni, pieno di insidie. Una su tutte è stata, come racconta lo stesso regista, quella di trovare i finanziamenti per raggiungere il budget che serviva a completare l’opera.

«Non è facile, oggi, produrre un film a medio budget. Le difficoltà di finanziamento per produrre “The Man Who Killed Don Quixote”, sono state enormi. Avevamo 12 milioni e mezzo di dollari ma dovevamo arrivare a 16. Per fortuna ci è venuta incontro  una ricca signora che ha creduto nel progetto. Mi sembra ridicolo che oggi non si riescano a fare film a medio budget. E’ davvero una cosa assurda».

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Vite Spezzate

Patrizia Angelozzi

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Genova. Stavamo per augurarci questa mattina un buon ferragosto. Invece non sarà così.
Non lo sarà con l’ennesima tragedia che in moltissimi stanno seguendo in diretta per sapere se qualcuno, vicino o lontano, è vivo o no.
L’ennesima strage senza un perché.
Abbiamo imparato a restare inebetiti di fronte a un Paese che non funziona pi
, Ustica, l’irpinia, Rigopiano, il terremoto in Molise, la terra dei fuochi con tutti i malati di cancro…e molto altro.
Un’altra tragedia immensa dalla quale, insieme agli abitanti di questa nazione speriamo che questa Italia possa imparare a recuperare e tornare a vivere dentro la legalità dei controlli, dei collaudi, delle manutenzioni e non più garante di bandi da far gestire al minimo ribasso, perché stiamo pagando con la vita, tutto il fallimento di un Paese che crolla inesorabilmente. Mentre restiamo in attesa del numero delle vittime, allo stato attuale, sono 
440 evacuati e aumenteranno, 11 palazzi svuotati, in corso sopralluoghi…tra loro,un bambino di 10 anni. Solo dieci anni. E come lui, arriveranno nomi, facce, vite spezzate per incuria.
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