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Calcio

Si scrive Atalanta, si legge Autostima

Ettore Zanca

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Non so se vi è mai capitato. Ma sì, che domanda stupida, capita a tutti. Si vive un momento meraviglioso in cui tutto va bene e si raggiungono obiettivi oltre le proprie capacità oggettive. Tutto a meraviglia. Poi di colpo avviene una sorta di tsunami emotivo, sembra che ci sia un complotto per non farti godere quello che hai, o più semplicemente, prima o poi la sorte cambia. A quel punto hai due strade, cominciare a piangerti addosso e stare seduto sul marciapiede in posizione fetale, oppure reagire e fare le nozze con i fichi secchi, ovvero tirare fuori il meglio da quello che hai.

La favola dell’Atalanta, è più o meno così. L’anno scorso hanno fatto un campionato onorevole e oltre le più rosee aspettative. Il loro allenatore è una persona per bene che crede nel lavoro, Gian Piero Gasperini. Umile ma determinato, che per primo non si è abbattuto dopo aver perso un autobus importante come allenatore dell’Inter. Ha fatto giocare una manica di ragazzini, contornati da giocatori non di primo pelo e con alle spalle campionati per nulla da ricordare. Ha creato un’orchestra che sembrava unica e irripetibile. Raggiungendo direttamente la qualificazione in Europa League, si pensava che tutto finisse lì. Anche perchè i pezzi pregiati dell’orchestra, hanno tutti o quasi fatto fagotto. Preferendo ovviamente squadre più blasonate. Il Gasp, come chiamano l’allenatore, non ha fatto un plissè. Ha chiesto ed ottenuto un giocatore che se è in giornata apriti cielo, ma se non lo è passeggia in maniera irritante, Ilicic. E ha scommesso su un ragazzo abbastanza anonimo dopo una fiammata di celebrità, essendo passato tempo fa dal Milan al Benfica, Cristante. Insomma quest’anno ci si è ricominciati a divertire, anche con le pause fisiologiche che il doppio impegno campionato-coppa comporta. Ma qui viene il bello.



In coppa, l’Atalanta è stata messa nel girone con due squadre non da poco. Everton e Lione. Alla partita con l’Everton già si pensava che forse c’era un errore, la squadra di Rooney è stata letteralmente sezionata e fatta a tocchettini da una squadra grandiosa, con il risultato finale di 3-0. Ma il bello è che quando i bergamaschi dovevano andare a Lione, i giocatori francesi hanno fatto gli spocchiosetti, facendo finta di non sapere nemmeno chi fossero gli avversari. Bene, hanno tremato di fronte a una squadra che li ha fatti sudare non poco, pareggiando. Un modo molto signorile per rinfrescare la memoria. La perla di ieri poi, è meravigliosa, l’Everton ospita l’Atalanta per il ritorno, risultato: 5-1 per i nerazzurri, che passano il turno di coppa oltre ogni previsione. Citazione a parte per un giocatore. Andrea Masiello. Tempo fa era finito nel vortice del calcioscommesse, ammettendo le sue colpe. L’Atalanta non lo ha abbandonato e gli ha dato un’altra possibilità, il ragazzo è andato a segno per primo contro l’Everton all’andata e sta facendo prestazioni da cardine difensivo indiscutibile. Perchè in ogni letteratura sportiva, in fondo c’è chi si sporca le mani, ma stavolta è stato atteso e ripreso dal gruppo. Perchè si scrive Atalanta, ma si legge autostima.

Blogger freelance, amante del fresco profumo della legalità e del mare della sua terra, la Sicilia. Tifoso uno e trino, per ragioni di sangue, ha nel cuore il Palermo, il Toro e la Samp. Convinto fino al midollo che la vita sia un immenso circo di storie da ascoltare, oppure uno stadio. In ogni caso un posto pieno di vite degne di essere raccontate. Specie quelle di chi non ha voce. Ha per colonna sonora Enrico Ruggeri e i suoi portafortuna sono un ragno e un asterisco. Il suo motto è la frase di Leonida quando gli intimarono di deporre le armi e arrendersi. Molòn Labè. Venitevele a prendere se avete coraggio.

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