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Giochi di palazzo

Serena Williams e il problema Roland Garros

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Dopo le emozioni degli Internazionali d’Italia, eccoci pronti a essere catapultati nel secondo Slam dell’anno. Al Roland Garros si prevede bagarre: se in campo maschile Nadal, il favorito per eccellenza, dovrà fare i conti con Zverev, Thiem, Nishikori e Djokovic, nel femminile l’incertezza regna sovrana, con le varie Halep, Svitolina, Kvitova, Wozniacki tutte pronte a darsi battaglia.

E a poche ore dall’inizio sono già iniziate le polemiche. Motivo? Il trattamento riservato dagli organizzatori a Serena Williams. Niente testa di serie per la campionessa americana. Ma andiamo con ordine, facendo un passo indietro.

 Nel gennaio dello scorso anno Serena vince il titolo agli Australian Open, per poi annunciare poche settimane dopo di essere incinta. E così è costretta da numero 1 al mondo ad abbandonare il circuito WTA per molto mesi. A settembre partorisce la splendida Alexis Olimpia Ohanian, dopo diverse complicazioni e un’embolia polmonare che mette a rischio la sua vita. Ora, dopo un lungo periodo di quasi totale inattività, Serena è numero 453 al mondo, ma questo fortunatamente non le impedisce di entrare nel tabellone principale al French Open. Esiste infatti una regola che le permette di iscriversi al torneo col ranking protetto, sfruttando la classifica pre-maternità.

 Il punto è che la Williams, pur avendo accesso al tabellone, non potrà godere di nessuna testa di serie. Il main draw verrà infatti stilato in base all’attuale classifica, senza che la statunitense possa ottenere nessun posto nel seeding. Questo implica che, a discrezione della dea bendata, Serena potrebbe capitare già al primo turno con giocatrici ai vertici, come Muguruza, Halep, Wozniacki.

Una situazione simile era già successa agli Australian Open, tant’è che la Williams aveva poi deciso di non prendere parte al torneo. E anche a Miami si ritrovò al primo turno faccia a faccia con Naomi Osaka, che la settimana prima si era aggiudicata Indian Wells. Non proprio le condizioni migliori per rientrare, motivo per cui forse anche al Roland Garros la stella americana potrebbe dare forfait.

 In questi giorni sono state tante le giocatrici che si sono schierate a favore di Serena. La Halep si è detta favorevole all’istituzione del seeding protetto per chi partorisce, visto che il parto va oltre le dinamiche tennistiche. Sulla stessa linea d’onda la Svitolina, che ha sottolineato come Serena fosse numero 1 al mondo quando si è dovuta fermare e che quindi meriterebbe maggiori garanzie. E anche la Sharapova ha detto la sua: “Mi piacerebbe che le norme cambino. Mettere al mondo un bambino è uno sforzo incredibile per una donna, fisico ed emotivo. Il tennis è uno sport egoista, ma quando un bambino entra nella tua vita le cose cambiano”.

 D’altronde gli organizzatori del French Open non hanno potuto fare granché, ma hanno dovuto applicare ciò che prevede il regolamento. Anche se la WTA ha già dichiarato di voler applicare modifiche in questo senso, magari aggiungendo proprio il seeding protetto per chi si allontana dal circuito per maternità.

Va detto però che esistono motivi anche per non apportare una simile modifica. Anzitutto, fino a pochi anni fa erano le giocatrici stesse a essere dubbiose su una simile protezione alle neomamme. Inoltre, andrebbe concessa la stessa posizione del seeding che si aveva nella classifica pre-parto? Perché in questo caso Serena avrebbe avuto la prima testa di serie, scalzando la Halep, attuale numero 1 al mondo, il che sarebbe apparso comunque strano.

Inoltre, concedere una testa di serie a Serena implicherebbe scartare una giocatrice che nell’ultimo anno si è sudata proprio quella testa di serie. Sarebbe davvero giusto?  L’argomento è ben più intricato di quanto sembri.

Anche se è innegabile che le giocatrici post-maternità meriterebbero maggiori garanzie. In questo caso si parla di Serena, che fortunatamente non ha problemi economici di nessun tipo, ma in molte altre situazioni le tenniste rientranti andrebbero tutelate maggiormente, a differenza di quanto viene fatto.

Per ora non ci resta che aspettare il 2019, l’anno per cui sono previste le modifiche al regolamento. Sperando che questi cambiamenti possano giovare tanto alla Williams quanto a qualsiasi tennista post-maternità.

 

Nato nella città eterna nei primi anni ’90, dopo essermi diplomato in studi classici mi sono iscritto a Matematica presso l’Università di Roma Tor Vergata, lasciandomi trasportare da un profondo interesse per la rigida astrattezza del mondo matematico. Da sempre appassionato di sport come il tennis e il basket a stelle e strisce, amante della scrittura di stampo giornalistico, sono riuscito a combinare queste due passioni in un’unica soluzione: scrivere di sport e di tutto ciò che regna dietro le quinte del mondo sportivo.

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