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Roger Federer, Uniqlo e il Paradosso dei paradossi

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Roger Federer, Uniqlo e il Paradosso dei paradossi

Come ormai ben noto, l’accordo commerciale che legava Roger Federer e la Nike è scaduto nel 2018 e non è stato rinnovato, per la gioia del marchio giapponese Uniqlo che ha potuto così assicurarsi il volto del tennista elvetico come testimonial, sborsando una cifra che si aggira attorno ai trenta milioni di dollari annui.

Tra le altre cose. il ventennale accordo tra il maestro svizzero e lo storico brand statunitense aveva partorito una linea di prodotti che portava le iniziali dello stesso campione, RF, e che ancora oggi è contesa tra il suo vecchio sponsor e quello nuovo.

Tra i motivi che hanno convinto Federer a legarsi al marchio giapponese c’è sicuramente la possibilità che gli è stata offerta di poter avere voce in capitolo nel design dei suoi completini, oltre all’assicurazione del fatto che Uniqlo terrà conto delle preferenze del tennista anche nel disegno di tutti gli outfit studiati per la vita fuori dal campo e che saranno indossati soprattutto dopo il ritiro dall’attività agonistica, i quali rappresentano la vera novità di questa partnership commerciale.

E’ perciò certamente paradossale che tutti i prodotti Uniqlo non siano acquistabili nel territorio svizzero; la reazione alla notizia dei fan locali, abituati a poter acquistare qualunque tipo di cimelio legato al tennista, è stata e continua ad essere furiosa, come racconta la rivista inglese Express.

L’eccessiva tassazione del paese che ha dato i natali al genio di Basilea sembra essere la ragione principale del divieto imposto dall’azienda asiatica, valido tanto per le vendite nei negozi cittadini che per quelle degli shop online.

Si stima perciò che questa ingenua svista da parte di Uniqlo abbia provocato perdite economiche e di immagine da non sottovalutare, essendo ovviamente il mercato svizzero uno dei più prosperi attorno alla figura di Federer.

Nella speranza che gli appassionati elvetici potranno un giorno godere della possibilità di acquistare i prodotti del proprio campione, considerato all’unanimità come uno dei più grandi atleti della storia dello sport, è importante sottolineare come anche in questo caso la geopolitica e la globalizzazione si siano frapposte al tifo sportivo, che inerme è costretto a sottomettersi alle logiche del mercato.

Ho studiato al liceo classico. Lì mi sono appassionato all'arte delle parole e ho iniziato a vedere lo sport come uno strumento di scambio fra popoli e culture. Studio relazioni internazionali all'Università degli studi di Milano e provo ad essere attento su ciò che avviene nel mondo. Mi piace scrivere.

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