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Quei luoghi comuni sul Golf che devono essere sfatati

Emanuele Sabatino

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Terminata da pochi giorni la Ryder Cup 2018 in Francia con la vittoria del Team Europe e con un grandissimo Francesco Molinari sugli scudi, sempre di più nell’Olimpo dei giocatori più forti al mondo e indissolubilmente icona del movimento italiano ed Europeo, come spesso accade quando un evento diventa popolare, virale, o per dirla con il linguaggio dei giorni nostri un trending topic, tutti ma proprio tutti sentono ribollire il sangue nelle vene e devono per forza dire la loro.

Ed ecco allora che si sono tirati fuori i soliti luoghi comuni triti e ritriti sul golf dal “non è uno sport”, passando per “è classista, elitario e solo i ricchi se lo possono permettere”, “è troppo semplice e non ci vuole niente” fino a “i golfisti non sono atleti”.

Oggi siamo qui in difesa di questo sport cercando di fare chiarezza.

“Non è uno sport” – FALSO –  Nel 1900 e nel 1904 fu sport olimpico poi venne abbandonato per 112 anni e reintrodotto nel 2016 alle Olimpiadi di Rio. Già questo di per sé basterebbe come risposta ma aggiungiamo anche che se si coprissero a piedi tutte le 18 buche del course  si consumerebbero in media 387 calorie. Quindi coordinazione, concentrazione, forza e anche un bel po’ di calorie bruciate. Se questo non è la definizione di sport…

“E’ classista, elitario e solo i ricchi se lo possono permettere” – FALSO – Siamo abituati a vedere solo i ricconi e celebrità giocare a golf in club esclusivi e la mente di quasi tutti fa l’equazione matematica: ricchi che giocano + club esclusivi = sport elitario e classista. Questo in realtà è un falso mito. Il golf è uno sport rilassante e per questo molti imprenditori o persone con grandi responsabilità per togliersi un po’ di stress praticano il golf. Poi è ovvio che se sono persone abbienti cercano di giocare nei migliori campi e con tutti i comfort, ma non è che gli tutti gli altri siano tagliati fuori. Ci sono tantissimi club, non esclusivi e molto meno costosi, che permettono a tutti di avvicinarsi a questo sport.

during singles matches of the 2018 Ryder Cup at Le Golf National on September 30, 2018 in Paris, France.

“E’ troppo semplice e non ci vuole niente” – FALSO – E’ un gioco semplice nel capire le regole e nell’essere in grado di giocare, molto difficile invece è diventarne un professionista. Scegliere il ferro giusto, calcolare la pendenza, il vento, il tipo di campo sono cose che vanno studiate appositamente ed attentamente. Fosse facile, essendo uno degli sport più ricchi dal punto di vista di sponsor e montepremi, saremmo tutti dei giocatori professionisti ma purtroppo non è così.

“I golfisti non sono atleti” – FALSO – Per giocare a golf bisogna essere in forma? Non necessariamente. Per essere un campione ed un professionista di golf bisogna essere in forma? Assolutamente sì. E’ come se ci domandassero se per giocare a calcetto il giovedì con gli amici bisogna essere in forma? Ovviamente no. Per giocare una finale di Champions League?  Certo che sì altrimenti la palla non la tocchi mai.

Il golfista dal momento che non scatta e non salta non viene considerato un atleta ma anche altri sport, che non vengono denigrati così pesantemente, dovrebbero essere inclusi allora nello stesso ragionamento, come il curling, il tiro con l’arco, il tiro al piattello ecc. Anche questi sono sport per lo più statici ma nessuno mai si indigna o prova a sindacare il fatto che questi siano veri e propri sport olimpici per giunta come il golf. Il golfista deve allenare la forza, la coordinazione per colpire bene la pallina e l’alimentazione per rimanere sempre concentrato e gestire la pressione. Il golf come tutti gli sport individuali non ha alibi, se vinci o se perdi è merito o colpa solo tua. Solo perché i golfisti non compiono gesti spettacolari agli occhi dei più non vuol dire che non siano atleti.

IL CASO RADIO DEEJAY E LA RISPOSTA DEI GOLFISTI ITALIANI

Radio Deejay attraverso le voci di Linus e Nicola Savino ha coperto l’evento della Ryder Cup. Nonostante un avvio promettente man mano che i giorni passavano, il duo, probabilmente non troppo competente di golf, è sfociato nei classici pregiudizi su questo sport molti dei quali elencati sopra. I golfisti italiani si sono sentiti presi in giro, offesi e denigrati e per questo hanno dato il via ad un hashtag  #showyourhandstosupportgolf dove i golfisti mostravano la loro mano segnata da numerosi calli per via delle tante ore di allenamenti e sacrifici.

Uno dei più attivi in questo senso è stato il giovane e talentuoso golfista romano Enrico Di Nitto che sui suoi social ha mostrato la mano e postato questo: “Cari Linus dj e Nicola Savino, mi associo pienamente alle parole ed ai pensieri del mio amico e collega Francesco Laporta, che come me e come tutti i professionisti si allena duramente e quotidianamente in palestra e sui campi da golf.  Avete dato delle informazioni inesatte e superficiali sul nostro sport, sulla nostra vita, e ridicolizzato un evento di importanza mondiale come la Ryder Cup, non sapendo nemmeno spiegare la formula di gioco e il numero di giocatori che vi partecipa. Tutti noi golfisti professionisti italiani ci sentiamo insultati e offesi dalle vostre parole. Mi alleno quotidianamente tra le 6 e le 9 ore, di cui 6 ore in palestra ogni settimana. Tecnica, muscoli, testa, serve tutto questo nel golf come in TUTTI gli altri sport”.

Lo sport ha la funzione di unire e non di dividere. Detto questo ognuno è libero di pensarla come vuole e di esprimere la propria opinione, l’importante è che lo faccia  informandosi prima e avendo un minimo di competenza a riguardo.

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