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Povero Calcio Italiano, Vittima di quelli che “Benpensano” e Malparlano

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Povero Calcio Italiano, Vittima quelli che Benpensano e Malparlano

“Arroganti con i piú deboli, zerbini con i potenti”. Nel 1997 usciva il capolavoro di Frankie Hi-NRG “Quelli che benpensano” canzone attuale allora e sempre di piú oggi ogni giorno che passa. Uno spaccato preciso della societá tutta, incluso il suo ambiente piú popolare in Italia ovvero quello del calcio.

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Pochi giorni fa il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis interrogato sul calcio italiano dal New York Times, ha risposto con un duro attacco nei confronti delle piccole del campionato:”Club come il Frosinone non attirano fan, né interessi, né emittenti nel campionato. Arrivano, non cercano di competere e tornano indietro. Se non possono competere, se finiscono per ultimi, dovrebbero pagare una multa”. Il presidente nel Napoli, ospite in America ha poi strizzato l’occhio allo sport a stelle e strisce fantasticando un sistema simile a quello delle leghe americane anche per il calcio europeo:La promozione e la retrocessione sono la più grande idiozia nel calcio. Soprattutto quando anche la Uefa ha cercato di costringere i club a rispettare le regole del fair play finanziario. Le società dovrebbero essere strutturate geograficamente, in modo che possano essere autosufficienti. Se non possono sopravvivere finanziariamente, se non possono essere autosufficienti, dovrebbero essere espulse“. Parole forti a cui siamo abituati quando si parla di De Laurentiis e i tifosi del Napoli lo sanno bene, più volte attaccati dal proprio Presidente.
Parole che riportano alla mente quelle dell’ altro”Benpensante” Claudio Lotito datate 2015: “Se me porti su il Carpi, se me porti squadre che non valgono un cazzo noi tra due o tre anni non c’abbiamo più una lira. Se c’abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?”.
Con in testa il ritornello della canzone “Sono intorno a me, ma non parlano con me. Sono come me, ma si sentono meglio” svegliatosi di soprassalto con l’attacco frontale di ADL d’oltreoceano, l’orgoglio del presidente del Frosinone Stirpe non é tardato ad arrivare: “Nella vita ancora prima che nel calcio serve rispetto e io qua non ne vedo. Io i soldi nel calcio li ho sempre investiti, con quelli che ho ricavato dai diritti tv ci ho costruito uno stadio nuovo. Cosa che De Laurentiis non mi sembra abbia ancora fatto. E poi mi permetto di dire che non voglio neanche accettare consigli da chi non ha vinto praticamente niente negli ultimi anni“.
Insomma é un pensiero comune che il campionato italiano sia poco competitivo ma ADL e Lotito sono vittime di un’ incoerenza fondamentale: il campionato a 20 squadre lo hanno voluto loro per vendere piú partite. É inevitabile che se aumenti le squadre diluisci e diminuisci la qualitá media delle sfide. Si lamentano di una regola che hanno voluto loro in primis. Ora però la regola c’é e va rispettata, nessuno può sindacare sul gioco e le ambizioni di realtá piú piccole che la Serie A se la sono guadagnata sul campo con sacrificio e sudore dando grandi gioie ai propri tifosi. Lo sport deve premiare il sacrificio e le imprese e non la visibilitá di un club o la sua ricchezza. Se vogliono fare soldi a palate si comprassero un albergo, un ristorante o una discoteca, lo sport ed il calcio si é giá aperto troppo al business allontanando molti tifosi e appassionati, sindacare anche sui risultati sportivi guadagnati é uno sgradevole ed arrogante sconfinare inaccettabile.
Purtroppo il calcio italiano é vittima di questi “Benpensanti” e Malparlanti e si andrá sempre peggio fino a toccare il fondo ma d’altronde “l’imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro…Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se I primi sono irraggiungibili”

Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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