Connettiti con noi

Altri Sport

Pierpaolo De Filippi, il Campione del Mondo racconta l’impresa dell’Italia ai Mondiali di Bowling

Fabio Bandiera

Published

on

Advertisements
Advertisements

Pierpaolo De Filippi, il Campione del Mondo racconta l’impresa dell’Italia ai Mondiali di Bowling

Il 2018 sportivo tricolore sarà ricordato da un lato per l’onta subita a livello calcistico culminata con l’esclusione dal mondiale e dall’altro per un evento storico, unico ed imprevedibile. Il 4 dicembre 2018 la nazionale italiana di bowling è campione del mondo a squadre superando in finale gli strafavoriti e pluri campioni del mondo statunitensi, un’impresa titanica che sa di favola miracolosa: i dilettanti azzurri che battono 2 a 1 i professionisti canadesi in una tiratissima semifinale per vincere poi la finale 2 a 0 contro i numeri uno. Davide che batte Golia contro ogni pronostico riscattando anni di umiliazioni e piazzamenti mediocri tra commissariamenti federali, un movimento poco visibile e finanziariamente non sostenuto adeguatamente. A chi il merito di questo riscatto? Sicuramente una delle figure chiave è quella del coach Massimo Brandolini, artefice numero uno di un rilancio tecnico che ha puntato sul reclutamento e sulla crescita di nuovi atleti. Un progetto autofinanziato che è partito dal basso e si è consolidato grazie al sacrificio e ad una metodologia di lavoro che ha dato i suoi frutti nel tempo, con raduni periodici finalizzati a formare una squadra il cui valore aggiunto fosse superiore alla somma algebrica dei singoli elementi. Missione compiuta e un grazie doveroso va dato a questi sei ragazzi che si barcamenano tra il “loro” lavoro e la passione per i “birilli”: Antonino Fiorentino, Marco Parapini, Nicola Pongolini, Marco Reviglio, Erik Davolio e Pierpaolo De Filippi. Con quest’ultimo abbiamo avuto il piacere di discutere del recente trionfo hongkongese e sui riflessi di quest’impresa nel futuro del bowling italiano.

Pierpaolo buongiorno, partiamo ovviamente da questa incredibile medaglia d’oro. Sensazioni a freddo?

Sono sensazioni bellissime anche se è passato qualche mese, ogni tanto rivedo le immagini e le foto e ricevo complimenti da tanta gente che incontro di volta in volta. Siamo andati ogni oltre previsione, dopo il ventiduesimo posto dei mondiali precedenti il nostro obiettivo era al massimo entrare nei dieci. Poi nel tempo ci renderemo conto di quello che abbiamo fatto, per ora ci godiamo questa gioia e va benissimo così.

Solo cinque anni fa la federazione veniva commissariata e molti bowling center chiudevano. Cos’è successo nel frattempo?

Io parlo da atleta, e per quanto mi riguarda la nomina di Brandolini ha avuto un effetto decisivo sul nostro percorso. Si è formato un gruppo ricco di giovani che ha cominciato pian pianino a fare esperienza nei migliori tornei internazionali. In questo progetto ci ha anche aiutato in parte la federazione e da lì siamo costantemente saliti di livello. Il commissariamento è un discorso più amministrativo che tecnico e non ci ha toccato più di tanto. Il problema è più strutturale visto che il bowling vive di buona volontà e di passione amatoriale per cui ci siamo dovuti organizzare per crescere. Dobbiamo ringraziare il nostro coach per le opportunità che ci ha dato e ovviamente noi stessi per i sacrifici fatti che si sono tramutati in risultati sul campo.

L’importanza di Brandolini si è vista anche sotto l’aspetto psicologico. Vi ha aiutato a gestire la tensione ad un livello così alto?

Assolutamente sì. Il bowling è uno sport prettamente di testa e rimanere concentrati è basilare altrimenti la paura ti divora, specie in una gara a squadre. Non avevamo niente da perdere, questo è  vero, e il coach ha saputo darci quell’adrenalina positiva gestendo con la sua calma i momenti più difficili.  Per un’impresa del genere tutti i tasselli devono essere al loro posto, e Brandolini è stato il nostro punto di riferimento da quando questo progetto è partito.

La tua storia, avrai iniziato sicuramente per divertimento. Da qui ad essere campione del mondo c’è un universo in mezzo.

Ho cominciato per diletto con mio papà a quattordici anni, poi abbiamo fatto amicizia sulle piste e il discorso è un po’ cambiato. Ho comprato la mia prima boccia e da li i primi i tornei, quelli aziendali in primis per poi allenarsi con vari corsi anche internazionali. A questo devi aggiungere tanti allenamenti e sacrifici, ho cominciato a fare sul serio per essere competitivo, dedicando tutto il mio tempo libero a questo sport. Non essendo professionisti come gli statunitensi e i canadesi ci siamo gestiti anche finanziariamente in maniere autonoma, ma posso dire con certezza che questo sport mi ha dato grandi soddisfazioni personali e professionali.

La questione economica attuale del bowling. Chi vi finanzia e in che modo?

Per quanto riguarda la nazionale, noi ci tassiamo per raduni periodici ricevendo qualche piccolo contributo per le spese di trasferta mentre il Coni sovvenzione annualmente la Federazione per tutte le attività agonistiche. E’ chiaro che avendo poco più di 2.500 tesserati a noi resta ben poco, la speranza è che nei prossimi anni aumenti sensibilmente il numero di iscritti per poter ricevere somme più elevate. Noi abbiamo fatto la nostra parte cercando di diffondere una cultura che porti la gente al bowling per farla rimanere, trasformando una piacevole evasione in qualcosa di più concreto e stimolante. Il tempo ci darà delle risposte.

Il ranking a livello internazionale. Come funziona, come si acquisiscono e migliorano le relative categorie?

In generale si parte in ingresso come nuova leva per poi risalire le categorie dalla D alla A in base alle medie punti ottenute nei singoli tornei. Da tre anni a questa parte c’è un vero e proprio ranking simile a quello dell’Atp del tennis che attribuisce un punteggio a seconda al coefficiente di importanza della gara data dal montepremi e dal numero di partecipanti cercando di accorpare le kermesse nazionali più importanti in due sedi distinte a nord e sud. Personalmente dedico almeno due giorni a settimana agli allenamenti, che salgono anche a quattro a ridosso di tornei. E’ importante seguire anche le evoluzioni dei materiali e del modo di giocare per non rimanere indietro, a volte un certo tipo di boccia può darti delle prestazioni superiori su alcuni tipi di piste. Come in tutti gli sport nel bowling non va tralasciato alcun aspetto se si hanno ambizioni di crescita.   

 L’ambiente italiano è competitivo o è una grande famiglia allargata? Nel bowling si gioca pulito?

Sulle piste c’è una grande competitività e si lotta per vincere e non per partecipare, questo è certo. Poi al di fuori ci si conosce bene o male tutti e si va abbastanza d’accordo, non ci sono mele marce da estirpare e ci si rispetta com’è giusto che sia. Qualche scorrettezza c’è, ma non è la regola e  posso dirti per la mia esperienza che i valori di questo sport sono sostanzialmente sani.

Il dopo mondiale. Per fare in modo che questo exploit non rimanga un caso, in che direzione bisognerà andare in futuro?

Tenere vivo innanzitutto questo progetto che oggettivamente ha dato i suoi risultati. Continuare a fare esperienza nei tornei internazionali, sperando in un supporto maggiore dalla federazione, umiltà e lavoro. Vincere un mondiale non è frutto di un’improvvisazione, ma è la somma di anni di sacrifici e dedizione per cui visto che ripetersi è sempre più difficile, il nostro impegno dovrà essere maggiore. Anche l’aspetto del reclutamento non è affatto secondario, in tal senso andrebbe fatto molto di più partendo dal basso creando un movimento di nuove leve e talenti pronti da subito ad alto livello. I risultati aiutano a creare un entusiasmo che dobbiamo alimentare tutti insieme facendo ognuno la propria parte.

Napoletano, Diplomato in Ragioneria, impiegato al M.E.F., due anni presso la testata www.lineadiretta24.it per il patentino da giornalista pubblicista. Amo gli sport meno battuti – ciclismo, sci e basket - e le storie brutte, sporche e cattive ad essi connesse. Adoro la libertà dello scrivere e lo sport ti da la possibilità di raccontare favole di vita vissuta, quella vera, dove ogni uomo è costretto a mettersi in gioco e scendere in campo lottando con i propri limiti.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

due + 20 =

Sito web realizzato da Why Not Web Communication | IoGiocoPulito.it è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale Civile di Roma - Autorizzazione N° 184/2018 del 22-11-2018 - Direttore Responsabile Antonio Padellaro | Società Editrice Io Gioco Pulito srls | Mail: redazione@iogiocopulito.it |