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Giochi di palazzo

Olimpico, svuotatelo del tutto: provate con le scosse elettriche

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dal Fatto Quotidiano del 13 Settembre 2016

Al signor ministro degli Interni e ai signori Capo della Polizia, Prefetto, Questore e a tutte le Autorità del cielo, di terra, di mare. Eccellenze illustrissime, mi preme richiamare la vostra attenzione, che so rivolta senza pausa alcuna agli interessi supremi della Nazione, al fine di segnalare un fenomeno davvero increscioso verificatosi nella Capitale, in un luogo denominato Stadio Olimpico in occasione dell’evento calcistico Roma-Sampdoria. Quivi nel primo pomeriggio di domenica 11 settembre si davano convegno 27.630 individui paganti (sì, pagavano pure il che sembra indicare un’alterazione del loro stato psichico). E ciò malgrado l’operoso e incessante prodigarsi delle Istituzioni, affidate alle assidue cure delle SS. VV (Signorie Vostre) affinchè fossero studiate e attuate tutte le misure atte a contenere, dissuadere e se necessario a stroncare, simili deplorevoli frequentazioni che recano nocumento all’immagine della nostra meravigliosa Città e dell’Italia tutta.

E’ pur vero che nell’arco di pochi anni l’azione di contrasto brillantemente portata avanti dagli organismi responsabili (parcheggi a distanza siderale dagli ingressi, controllo degli spettatori modello Guantanamo e sugli spalti applicazione di regole a capocchia con multe esemplari per i trasgressori) ha ridotto progressivamente a meno di un terzo questa triste affluenza che un tempo non lontano superava, incredibilmente, le settantamila unità. Purtuttavia occorre fare di più, molto di più per scoraggiare definitivamente un fenomeno dalle caratteristiche davvero inspiegabili. Come per esempio, domenica scorsa, l’ostinazione mostrata dei superstiti che, nonostante le saette di Giove Pluvio, sostavano all’interno dello stadio rischiando di annegare sotto la furia degli elementi pur di assistere di persona all’esibizione di un anziano calciatore (invece che seduti comodamente davanti a un televisore, mah).

A tal’uopo mi permetto di suggerire alle SS. VV alcuni semplici provvedimenti che se attuati con la dovuta celerità e il necessario rigore potranno in breve tempo portare, com’è auspicio comune, alla definitiva desertificazione del suddetto luogo. E dunque alla definitiva soluzione dell’annoso problema dell’ordine pubblico, non essendoci più pubblico alcuno. Primo: negare l’ingresso a che non è in grado di certificare la propria assoluta osservanza di tutte le leggi dello Stato, compresa quella sul divieto di sosta. Secondo: onde sradicare l’odiosa abitudine di sedersi in un posto diverso da qull’assegnato (e non fa nulla se il settore è semivuoto) fare obbligo a ciascuno di portarsi direttamente da casa il seggiolino, che poi sarà sua cura imbullonare nello spazio prescritto. Terzo: sconsigliare qualunque contatto con le barriere divisorie e le vetrate attraverso scariche di basso voltaggio, come per le vacche nei pascoli di montagna. Sono convinto che così facendo e ridotto il numero dei frequentatori soltanto ai vip muniti di biglietto omaggio e parcheggio riservato, finalmente abbandonato il triste deserto dell’Olimpico per l’esibizione delle squadre della nostra amata Urbe, la capienza del civettuolo impianto di Ostia Mare sarà più che sufficiente. Altro che nuovo stadio della Roma.

Con osservanza. Un cittadino ligio e grato.

Giornalista professionista dal 1968, sono stato responsabile della redazione romana del Corriere della sera, vicedirettore de L’Espresso, direttore de L’Unità, co-fondatore de Il Fatto Quotidiano di cui direttore fino al 2015, divenendone Presidente fino al maggio 2018. Ho scritto libri (Non aprite agli assassini, Senza cuore, Io gioco pulito e Il Fatto personale, Il gesto di Almirante e Berlinguer), ho sempre tifato Roma, mi sono sempre battuto per la libertà di stampa. E continuerò a farlo.

8 Commenti

8 Comments

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    marco

    Settembre 13, 2016 at 5:43 pm

    Bell’articolo… purtroppo è la triste realtà che affligge SOLO i tifosi di Roma e Lazio da due anni, mentre per il resto d’Italia nulla è cambiato…. non è forse questo un esempio di DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE? forse le istituzioni dovrebbe farsi un bell auto daspo per rispettare le loro stesse regole.

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    riccardo

    Settembre 13, 2016 at 6:19 pm

    Voi tifosi di calcio avete sempre chiuso gli occhi a fronte a tutti gli scandali del calcio pur di avere le vostre partite, negli U.S.A tutti gli sport quando hanno avuto dei problemi si sono fermati per risolverli, voi li volete risolvere al massimo con le tasse dei cittadini. Se domani in Italia questo calcio professionistico si fermasse, oltre a un po’ di evasione in meno, ci sarebbero tanti altri vantaggi. saluti da un ex, ex, ex tifoso di calcio.

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    FABIO

    Settembre 13, 2016 at 7:01 pm

    Ci hanno a forza trasformato da tifosi (ingenui, caciaroni, appassionati) in utenti (esigenti, freddi, cinici). Questo è il risultato… e non è detto che sia poi un male. Forse sempre più persone accenderanno i neuroni. Ricordate come gestivano “er popolo cojone” gli antichi romani? Con “panem et circenses”. Qui mi pare che via via stanno mancando entrambi gli ingredienti.

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    Bauherr

    Settembre 13, 2016 at 8:06 pm

    Stupendo!
    Mi permetta però di dissentire. Qualora i paganti fossero tutti allontanati perché ritenuti indegni di figurare negli spettacoli dell’Urbe, chi pagherebbe i biglietti omaggio e i parcheggi dei VIPs (plurale… e che plurale, a Roma).
    Forse anche lo stadio dell’Ostia Mare sarebbe troppo vasto. Mi consénta, ho un suggerimento: il campetto di Valle Aurelia, con tifo registrato e diffuso da opportuni altoparlanti, stile adunata oceanica.

    Anche io, grato e ligio, ho deciso di dare il mio contributo. Non frequento lo stadio dai tempi di Bruno Conti ed ho fatto installare un metal detector sulla porta di casa, in modo da immettermi puro nell’Urbe condíta dalla mafia che nessuno vedeva

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    Antonio

    Settembre 14, 2016 at 12:16 am

    “Voi tifosi di calcio avete sempre chiuso gli occhi a fronte a tutti gli scandali del calcio pur di avere le vostre partite, negli U.S.A tutti gli sport quando hanno avuto dei problemi si sono fermati per risolverli”

    hahahahahahaha ma serio? nella MLB si sono dopati per vent’anni con la federazione che faceva finta di niente, e ancora oggi molti tifosi rimpiangono quel periodo. Evviva l’ignoranza.

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    Bauherr

    Settembre 14, 2016 at 1:00 am

    Mi consénta ancora un dubbio, stimato dott Padellaro. Quando scrive di controlli “modello Guantanamo”, si riferisce al fatto che, malgrado tali controlli, continuino a girare e ad essere utilizzati all’interno dello stadio, da anni, ordigni simil-nucleari le cui esplosioni vengono avvertite fino ad Hiroshima?
    Inspiegabilmente, si intende…

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    Dino

    Settembre 14, 2016 at 9:22 am

    Ancora devo capire come sia possibile andare allo stadio per vedere giocare a pallone. Con un abbonamento a qualche pay tv vedi molto di più, meglio e spendi un sacco di soldi in meno. Puoi stare da solo o in compagnia con chi vuoi tu. E’ proprio strano il tifoso calcistico. Capisco solo i fans del moto mondiale, almeno loro si divertono prima, durante e dopo il gran premio. Quelli si che sanno fare festa!

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    danilo

    Settembre 14, 2016 at 9:50 am

    Se l italiano medio si interessasse alla politica che lo governa come col calcio, oggi avremmo un Italia diversa. Ma forse in fondo nn è mica questo che vuole la politica stessa? Ignoranti e disinteressati per fare i propri porci comodi

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