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Nestor “Nenè” Gomez: il Professore, eternamente Ragazzo, della stecca (Parte Terza)

Maurizio Cavalli

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Nestor “Nenè” Gomez: il Professore, eternamente Ragazzo, della stecca (Parte Terza)

Carlo Cifalà, il nuovo fenomeno del biliardo mondiale, arriva al Palace Club di Padova, nel tardo pomeriggio del 12 luglio 1983. Di lì a un paio d’ore dovrà misurarsi con Gomez in una delle sfide più attese degli ultimi anni. Sembra non avere fretta di andare a provare il biliardo, quel tavolo che l’avversario conosce a menadito per averci giocato a più riprese nelle ultime settimane, in sfide al calor bianco contro i migliori giocatori sulla piazza. Carlo, che è arrivato da solo, dà un’impressione di tranquillità e sicurezza tali da far pensare subito che sarà dura per Nenè, stasera. E’ abbronzatissimo, di rientro dalle vacanze nella sua adorata terra d’origine, la Sicilia. Lui è di Messina, ma vive da qualche anno a Torino, dove si è formato alla scuola di Re «Paolino» Coppo e del suo delfino Gastone Cavazzana. Nelle ultime stagioni ha vinto ben 5 titoli italiani, di cui 2 in coppia con «Carlino» Sandri.

Al Mondiale di Loano 82 si è piazzato al quarto posto e sembra pronto a dare la scalata al titolo. Come sempre si presenta elegante con mocassini neri, lucidi, pantaloni chiari di color panna, camicia di seta bianca. Sul petto il logo del suo sponsor tecnico – la DYKO 2000 – e lo scudetto di campione italiano in carica. Sulla spalla sinistra, ben in vista, un logo di color blu che suscita al tempo stesso ammirazione e invidia tra i suoi colleghi, dato che si tratta della prima sponsorizzazione fuori settore mai vista su un giocatore in Italia. A dargli fiducia e immagine è la Grimaldi, prestigiosa compagnia del settore immobiliare che dimostra di credere sia nel personaggio, sia nel biliardo come gioco e sport dai grandi numeri. Alla fine una sponsorizzazione che gli conferisce un’aria di superiorità traducibile, perché no, anche in un piccolo vantaggio psicologico nella sfida che andrà a disputarsi tra poco. Resta da chiedersi come ci sia arrivato a quella sponsorizzazione, ma se potenzialmente c’era uno che poteva riuscirci, quello era proprio lui. Il motivo? Ma perchè sa vendersi bene e ti compra  con le parole come nessun altro nell’ambiente. Un tipo davvero convincente e lo dimostra anche questa volta perchè, senza avere nemmeno il supporto  psicologico di un accompagnatore, riesce a  persuaderci – dico noi del Club che siamo «in puntata» con Gomez – che per lo spettacolo è sicuramente meglio giocare partite relativamente brevi, ai 100 punti, e in numero consistente. Proprio come era successo qualche mese prima con «il nostro» Marcello Stoppa, pluricampione italiano e bandiera del biliardo triveneto, quando da parte nostra, invece, sarebbe stato sensato proporre la goriziana, mentre alla fine ci siamo lasciati convincere per i 5 birilli sui tavoli a sponda tamburata. E noi «furbi» a credergli e A SBORSARE SEMPRE alla fine. Fortunatamente si tratta di cifre contenute, perchè in questo genere di sfide abbiamo sempre privilegiato l’aspetto sportivo e spettacolare, piuttosto che l’interesse economico. Non certo come a Torino, la piazza di Cifalà, dove all’epoca si era venuto a creare un giro di partite tale da far sì che in un pomeriggio al bar potessero esserci sbilanci anche di cinquanta o CENTO MILIONI  in una seduta ai TUTTI  DOPPI. Roba da non credere. Intanto sulle ampie tribune del Palace Club c’è già un bel pubblico – pagante – che attende con impazienza l’inizio della sfida. In veste di speaker annuncio in sala i due protagonisti, introducendoli con un piccolo discorso così come ho imparato a fare  negli ultimi anni quando ho organizzato alcuni tour di esibizione per campioni del calibro dei fratelli Navarra – maghi della carambola di fantasia – e del grande Emilio Biagini, asso indimenticato del gioco ai birilli . Lì ovviamente si giocava per lo spettacolo, a far divertire il pubblico. Adesso, invece, con Gomez e Cifalà si fa sul serio, dato che la posta in palio è di MEZZO KILO a partita, in un match previsto in due serate, al meglio delle 21 partite, sulla distanza dei 100 punti. Vince chi arriva a 11 . Parte bene Cifalà che si aggiudica le prime due frazioni per 100-86 e 100-85, rispettivamente in 23 e 22 minuti. Gomez va al contrattacco e il match procede con un certo equilibrio finchè Carlo chiude sul 6-4 la prima serata, prendendo con autorità l’ultima partita col punteggio di 100-48.

Il gioco riprende l’indomani sera con buone prospettive per il nostro CAVALLO che incamera le prime due partite, così da fissare il 6-6. C’è da stropicciarsi le mani perchè è evidente che questa sarà la nostra giornata fortunata. Siamo pronti al sorpasso ormai, con Gomez in vista del traguardo nella tredicesima partita. Esecuzione magistrale a tre passate del «nostro» che realizza 10 di castello più 4 di pallino, però NOOOOOO! La battente finisce sfortunatamente in buca d’angolo e i punti bevuti sono addirittura 16. Non basta, perchè c’è anche la palla in mano dalla quale Carlo ricava altri 10 punti. La situazione è tragica, ma Nenè non demorde e le prova tutte per rientrare. Niente da fare alla fine, SIAMO COSTRETTI a perdere sul filo di lana per 100-94. Neanche a dirlo arriva il classico uno-due e cadiamo in disgrazia. Carlo si gasa e vola in alto come il pallone della GOODYEAR. Chiude l’incontro sul 11-6, infilando 5 partite consecutive! Non ci resta che pagare per IL DISTURBO, ma sia ben chiaro che domani dovrà concederci la rivincita, alle nostre condizioni. Non potrà imbambolarci come al solito con tanti discorsi.

E’ poco ma sicuro che da adesso in poi  si giocherà tassativamente ai 250 punti, come in un campionato del mondo. Devo riconoscere, però, che mi sto alterando un po’ troppo. Non vorrei che mi succedesse come l’ultima volta quando mi si è prodotto uno squarcio nella MEMORIA STORICA e sono dovuto uscire immediatamente dal corpo per evitare conseguenze più gravi. Neanche a dirlo, questi sono pensieri che non mi dovrebbero neppure sfiorare…infatti ci siamo, eccomi uscire un’ altra volta dal corpo e chissà dove andrò a finire stavolta! Di sicuro so riconoscere che mi muovo secondo uno schema preordinato. Prima passo in volo sopra le piramidi di Giza, perchè la loro visione ha da sempre il potere di rasserenarmi e ricaricarmi. Poi punto dritto verso la costellazione di Orione e mi affido alla bussola dell’inconscio perchè mi conduca LADDOVE ho bisogno di andare per cercare le risposte ai miei quesiti più nascosti. Pare strano, ma in genere finisco sempre per tornare negli stessi posti. Questo poi è un classico DEJA VU . Mi ci vuole un attimo per riconoscere L’AREA DI PARCHEGGIO della dimensione JUPSILON, riservata ai MAGHI SOGNATORI che sono in SOSTA e restano in attesa di venir inviati  in missione nelle più remote parti dell’universo a tener viva la fiamma della passione per la cultura, le arti, lo sport, lo spettacolo e in genere tutto ciò che di bello esiste nel creato.

Non resto per nulla sorpreso quando a ricevermi trovo l’amico Nenè che è qui nella sua CONTROPARTE ASTRALE. Mi appare più sottile del solito, come una fotocopia di sè stesso. Lo sento parlare con voce greve e metallica, come in un film di GUERRE STELLARI. Mi dice che è qui come mago dell’INTENTO E DEL PENSIERO POSITIVO e da qualche parte deve esserci pure Carlo. I due sono diventati ormai come Rio e Gian. Se c’è uno, non può mancare l’altro. Eccolo che arriva Carlo, infatti, avvolto in un’AURA dai colori brillanti, come si addice a colui  che è considerato la mente più originale dell’AREA DI PARCHEGGIO, lui che figura in questa dimensione come il mago DEI POTERI MENTALI E DELL’ANTICIPO, proprio per  la capacità di leggere nella mente degli avversari, così da poter anticipare costantemente le loro mosse. Era esattamente quello che volevo sapere  e adesso mi rendo conto del perchè si è stabilito a Torino piuttosto che a Pescara, giusto per fare un esempio. Infatti il capoluogo piemontese è considerato la capitale del mondo occulto in Italia ed è qui che Carlo ha potuto sviluppare un particolare rapporto di amore e odio con la figura dell’ANTIQUARIO, un personaggio che ha oscure radici nel passato e che per lui rappresenta una sorta di sostituto della figura paterna alla quale rimanere incollato per succhiare conoscenza e finanze. Che dire poi di quello «Stino» OCCHI DI BRAGIA, sorta di bonario RASPUTIN POLESANO, che è ormai di casa presso la famiglia Cifalà, dove religione e misticismo sembrano mescolarsi in una sofisticata visione TEOSOFICA del mondo? Adesso sono certo di avere capito il suo gioco e so come mi devo difendere. Sono pronto a rientrare al Palace Club per organizzare la rivincita con Nenè.

Questa volta è certo che si giocherà alle nostre condizioni. Lo spettacolo lo demandiamo alle gare ufficiali, perché questo incontro è ciò che nel pugilato si chiama un GRUDGE MATCH, cioè una sfida all’ultimo sangue. Prima di prendere commiato, comunque, vado a salutare Nenè, che resta il mio mentore NEL MONDO ASTRALE. Infatti  se ho il PASS per accedere liberamente alla dimensione IUPSILON, lo devo a lui che ha sempre avuto grande fiducia in me e mi ha procurato questa opportunità lavorativa come CUSTODE  – in prova per i prossimi 200 anni – dell’AREA DI PARCHEGGIO. Ma non solo perchè, quando A TEMPO DEBITO ci sarà il concorso per il posto vacante di MAGO DELLO SPAZIO-TEMPO che è stato appannaggio di MERLINO per lunga pezza, allora Nenè sostiene che potrei essere pronto. «E’ risaputo che per quanto riguarda il passato godi di un grosso vantaggio per i tuoi trascorsi di  ARCHEOLOGO, soprattutto nel campo della PIRAMIDOLOGIA § AFFINI. Hai dimostrato di vederci chiaro anche nel futuro con l’introduzione del SISTEMA DEL DIAMANTE  e l’adozione del guantino di NYLON, già  negli anni settanta. Dove devi migliorare è nel presente, perchè fai fatica a restare concentrato a lungo nel QUI E ORA. Credo possa dipendere dal funzionamento intermittente DEL TERZO OCCHIO, ma non è poi un problema così grave. Si tratta infatti di una tipica disfunzione di tipo REINCARNASTICO, curabilissima nel tempo con adeguati esercizi di meditazione, combinati con la respirazione e la visualizzazione creativa. Personalmente ritengo che tu ce la possa fare , ma ci DEVI CREDERE». E’ bellissimo vedere, intanto, come l’AURA del mio mentore vibri con grande intensità mentre prende sempre più nitidamente i colori dell’ IRIDE, come si conviene ad un vero CAMPIONE DEL MONDO dell’universo astrale. Qui Nenè primeggia per credibilità e autorevolezza, così come Carlo eccelle per velocità di pensiero e COEFFICIENTE DI INTELLIGENZA . La macchina di precisione che ne registra le fluttuazioni giornaliere per tutti gli appartenenti all’area AVENTI DIRITTO – dunque non per il CUSTODE o gli INSERVIENTI – proietta questi dati su un MAXISCHERMO dove tutto è in costante aggiornamento, come alla stazione centrale di Milano. Butto l’occhio e come volevasi dimostrare Carlo è in testa con un COF (coefficient of intelligence) pari a 0,0377, davanti a Harry Barns – giuro, MAI SENTITO PRIMA questo soggetto – che per quanto è dato sapere dovrebbe essere il MAGO DEL DENARO, perchè alla fine i soldi – non si sa come – fanno comodo anche nel rarefatto mondo astrale. A ruota, in terza posizione, troviamo il telecronista della RAI, Franco Trandafilo, che è qui in veste di MAGO DEL MICROFONO. Mi sembra giusto, anche per un senso di solidarietà con la categoria dei giornalisti, sottolineare come sia bello veder figurare anche un rappresentante dei MEDIA sul podio ideale del COF.  A seguire, staccato di una corta incollatura, c’è l’onnipresente Mariano Maggio, il MAGO DELLA COMPARSATA TELEVISIVA, che entra e esce come vuole dai principali programmi tivù, dove ha modo di mettere in vetrina non solo i suoi biliardi , quelli  della MBM di Roma, ma anche un talento di presentatore e showman dall’invidiabile PHYSIQUE DU ROLE. Come dire, UBI MAIOR MINOR CESSAT! Certo sarà per lui una grande soddisfazione poter dire un giorno di aver preceduto DI UNA TACCA, NIENTEPOPODIMENOCHE’  il  MAGO DEI VOLI SPAZIALI, il mitico astronauta russo Yury Gagarin. Un personaggio, tra l’altro, molto legato al mondo del biliardo. Bravi comunque, come sempre, Nene’ e Carlo a tenere alta la bandiera del panno verde anche nel rarefatto MONDO ASTRALE, ma per quanto riguarda il sottoscritto è già ora di rientrare alla base. Sono atteso al Palace Club di Padova, per le trattative del match di rivincita tra Gomez e Cifalà . Adesso ho ben chiare le idee di come devo torchiare «Carletto» soprattutto per quanto riguarda la  distanza delle partite, che è certo non scenderà  mai sotto i 250 punti , perchè questa è la  lunghezza che si addice ad un match di autentica caratura mondiale, come quello che andrà in scena questa sera a Padova . Sarà, ma il passaggio dal freddo clima astrale a quello caldo, terrestre, questa volta mi manda un po’ fuori giri. Mi sento con la testa pesante, svuotato di energie e fuori fase come ci si sente passando da un continente all’altro, dopo un lungo viaggio in aereo.

E’ il classico JET LAG e adesso che mi viene in mente … direi che è proprio tipico dello sfasamento temporale che esiste tra le due dimensioni, dove gli ACCADIMENTI IN ASTRALE impiegano circa un giorno per manifestare i loro effetti nel MONDO REALE. Mai avvertito quel dolorino alla schiena quando il brutto tempo arriva puntuale l’indomani? Quindi accuso di base circa 24 ore di ritardo per il FUSO ORARIO più – è evidente – anche una sorta di PENALIZZAZIONE per aver superato il limite di esposizione consentito agli esseri umani nel mondo astrale. Da un mio conteggio personale, FATTO A SPANNE, ritengo che si tratti di circa 8 ore di penalizzazione per ogni 5 minuti di ritardo, sulla base di 15 minuti consentiti per quella che possiamo genericamente definire una VISITA PARENTI. Questo per provare a spiegare come, per mezz’ora secca di orologio in compagnia di Nenè e Carlo, mi trovo a rientrare con due giorni di ritardo al Club. Sono ANDATO VIA infuriato verso la mezzanotte del giorno 13 e mi ritrovo a rientrare alla base verso la mezzanotte del 15. In effetti il match di rivincita fissato per il 14 e 15 luglio sta volgendo al termine. Me ne accorgo dalla lavagna segnapunti, impeccabilmente tenuta come sempre dall’inappuntabile Arnaldo GESSOD’ORO Coin , che è zeppa di segni e di numeri . Incrocio lo sguardo incredulo del gestore, Dino Scarso, e di mia sorella Anna – la minore – di rinforzo al lavoro al bar, che sembrano voler dire «Ma dove sei sparito stavolta?». Ecco cosa voleva intendere IL MAGO Nenè, probabilmente, quando parlava della necessità di essere PIU’ PRESENTI NEL PRESENTE. Provo grande imbarazzo ad aver piantato tutti in asso sul  più bello, ma come potete ben capire sono stato vittima degli EVENTI e non voglio neanche lontanamente pensare come i miei collaboratori siano riusciti a gestire i rapporti con i  MEDIA LOCALI, o come si siano disimpegnati in fase di presentazione delle serate.  Non se ne parla poi della conduzione della trattativa con Cifalà per stabilire la distanza delle partite e la lunghezza dell’incontro. Speriamo bene, ma di certo sto attento a non incrociare lo sguardo degli astanti per timore che qualcuno mi chieda come sta procedendo questo incontro di rivincita, perchè non ne so assolutamente niente! Quatto, quatto scivolo in sala e mi metto in fianco a Sandro Tentori, un amico fidato e uno che ci capisce di questi incontri di cartello. Quanti ne abbiamo seguiti  in notturna al vecchio Club Quirinetta negli anni settanta, a fare le otto di mattina per quattro, o cinque giorni la settimana come se fosse la cosa più normale di questo mondo. Gli chiedo adesso come stiamo andando, visto che pure lui è «in puntata», anche se come sempre con una quota modica, giusto per il piacere di essere coinvolto emotivamente nella partita. «Tra ieri e oggi stiamo andando meglio. Si vede che Nenè è più a suo agio nella partita lunga, ma Carlo non ha voluto cedere nella trattativa e così si è deciso di allungare le partite ai 200 punti, ma non oltre. Naturalmente abbiamo raddoppiato la posta, visto che si giocano meno partite rispetto al match di andata. Carlo, allora, ha proposto di QUADRUPLICARE, ma abbiamo preferito non forzare perchè UN KILO a partita è sempre un bel giocare. Adesso siamo all’ultima partita. Nenè è avanti di una, per cui se vinciamo questa facciamo un  pari virtuale  nel totale delle due sfide. Carlo, in tal caso, vincerebbe la CLASSICA NEBBIA  IN VAL PADANA, cioè le spese di viaggio e d’albergo, niente di più». Purtroppo non va così, perche Cifalà fa davvero il mago nell’ultima partita e strappa il pari sul punteggio conclusivo di 5-5. Nessun problema per il Club che ha investito in pubblicità  – diciamo così – recuperando ampiamente con l’incasso al botteghino e al bar. L’unico rimpianto è di non aver potuto proporre questo straordinario spettacolo ad un pubblico più vasto rispetto a quel migliaio di appassionati che grosso modo hanno gremito l’ambiente nelle quattro serate di gara. Saremo mai capaci di arrivare a proporre degnamente in tv questo magnifico sport, come si sta facendo già da qualche anno con lo snooker in Inghilterra ed il pool in America?

Naturalmente noi tre non vediamo l’ora, ma ci vuole la persona giusta per dare concretezza ad un progetto ardito, ma sempre con una sua base di credibilità. Questa persona l’abbiamo qui vicino a noi. Si tratta di un amico e di un appassionato di biliardo, chi risulta tra l’altro tra i soci fondatori del Circolo. E’ un brillante uomo d’affari abituato a prendere ogni giorno decisioni importanti nelle sue svariate attività imprenditoriali. Caratterialmente è anche uno abituato A CANTARE FUORI DAL CORO. Si chiama Renzo Grego e vuole fare gruppo con noi. Nasce la Marfil Arma di Re, la prima società  in Italia con l’obiettivo di  lanciare il biliardo spettacolo in tv. Sarà un’iniziativa di alto livello, una specie di versione nostrana della ben più famosa Matchroom di Barry Hearn e Steve Davis. Li incroceremo tra l’altro sulla nostra strada, ma consentitemi, data la complessità e il fascino della storia di rimandarvi ad un nuovo articolo che mi auguro di poter pubblicare in tempi relativamente  brevi.

Leggi le puntate precedenti QUI

 

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