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L’Orlando City e i seggiolini arcobaleno in memoria della strage del Pulse

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L’Orlando City e i seggiolini arcobaleno in memoria della strage del Pulse

Il 12 Giugno 2016 nel locale Pulse di Orlando, punto d’incontro della comunità LGBT, un’attentato omofobo portò alla morte di 49 persone. Per ricordarlo l’Orlando City ha dato vita a questa bellissima iniziativa.

Il nuovo stadio di Orlando, inaugurato il 24 Febbraio 2017 in tempo per la data della prima gara ufficiale, contro il New York City, del 5 Marzo dello stesso anno, è un piccolo gioiellino da 25mila posti a sedere, interamente dedicato al calcio.

Un impianto che due anni fa finì al centro della cronaca per una decisione presa dal Presidente della squadra che ha mostrato grande vicinanza verso la popolazione della città della Florida, squarciata dall’attacco omofobo avvenuto proprio il 12 Giugno del 2016.

La franchigia viola, in MLS dal 2015, ha deciso infatti di colorare 49 seggiolini del nuovo stadio con i colori dell’arcobaleno.

Il motivo? Orlando, come dicevamo, è stata teatro di una delle peggiori stragi nella storia degli Stati Uniti. 49 morti e più di 50 feriti in seguito ad una sparatoria all’interno del Pulse, locale notturno frequentato dalla comunità omosessuale cittadina.

 “Sono posti che saranno visti da tutto lo stadio, proprio dietro le panchine, e questo ci è sembrato un buon modo per ricordare quel giorno” ha raccontato Phil Rawlins, presidente dell’Orlando City.

I seggiolini sono stati posti nella tribuna Ovest, settore 12.

Non una scelta casuale.

“Il settore è il 12 perché la data della strage è il 12 giugno” ha aggiunto Rawlins.

Chiudendo la presentazione dell’iniziativa e ringraziando chi ha reso possibile realizzarla, Phil Rawlins ha ricordato come scelte di questo tipo rafforzino l’immagine del club ed il suo obiettivo di creare una comunità “inclusiva, variegata ed aperta a tutti”.

Geografo di Provincia con indole ultras e destino da perdente cronico. Un amore per il calcio nato da un gol di Gigi Sala al minuto 87' e morto al termine di Atalanta-Piacenza 3-0. Quel che resta è una passione per le storie di periferia che coltivo ogni domenica sulla tribuna di legno del campetto dove sono cresciuto e dove gioca la mia unica malattia: l'Unione Sportiva Pierino Ghezzi.

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