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Azzardo e piaghe sociali

L’ombra dei bookmakers su quei replay tardivi e postumi al VAR

Emanuele Sabatino

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L’ombra dei bookmakers su quei replay tardivi e postumi al VAR

Nel mondo super tecnologico pallonaro  dove si vede tutto sempre, subito e da più angolazioni, nelle ultime settimane c’è qualcosa che stona col contesto appena descritto. Durante le partite, infatti, le tantissime telecamere sempre pronte in tempo reale a farci vedere ogni singolo dettaglio, anche non richiesto, come sputi e “scaccolamenti vari” stanno facendo marcia indietro, per non dire le finte tonte, di fronte a determinate situazioni, che poi sono sempre le stesse, quelle del VAR.
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Eh si perchè al di là dell’aberrante prova al fischietto di Abisso durante Fiorentina-Inter , molti hanno notato che sia in occasione del goal del vantaggio viola con Chiesa partito in linea per un millimetro, sia in quello di Vecino sempre in gioco per pochissimo e infine nelle situazioni dei due rigori concessi, i replay non siano stati così celeri e tempestivi come quelli di un normale fallo a centrocampo. Perchè?
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La risposta è complessa. Il Var ha dato incertezza non solo ai tifosi sugli spalti, sempre più timorosi ad esultare per evitare brutte figure in caso di goal poi annullato, ma anche a chi con il calcio e tramite la passione ci fa soldi a palate: i bookmakers.
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Questo perchè gli episodi sospetti delle partite possono influenzare di molto il risultato ma anche le scommesse live arrecando grossi danni agli allibratori.
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C’è da specificare che il replay non arriva sempre dopo il VAR ma può arrivare anche in concomitanza con l’arbitro davanti al monitor o addirittura anche prima ma quasi sempre a velocità normale. In tutti questi casi, però, c’è uno stesso comun denominatore: il mercato delle scommesse chiuso.
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Se il replay arriva prima è perchè il bookmaker è già coperto col mercato chiuso e non corre rischi con il VAR perchè in quel momento non si può scommettere.
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Quello che intendiamo noi è quando c’è un silent check ma il gioco prosegue e non è fermo, in attesa dell’esito della comunicazione arbitro-VAR. Lì il rischio è veramente grosso per il bookmaker se venissero mostrati replay chiari in modo tempestivo.
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L’esempio? Il rigore concesso all’Inter contro la Fiorentina. Il gioco non è stato interrotto e inizialmente nessuno aveva visto il fallo di mano da parte del difensore viola. Cosa sarebbe potuto succedere se si fosse visto un replay chiaro con fermo immagine immediatamente? Semplice, che con il mercato aperto e una concreta possibilità di un calcio di rigore assegnato da li a pochi secondi si sarebbe potuto  giocare in ordine: “prossimo goal su calcio di rigore” quotato a 15.00 o “prossimo goal Inter” quotato a 2.50.
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Capite bene che con queste quote e avendo un’altissima probabilità di conoscere il futuro da lì a pochi istanti sul lungo termine si guadagnerebbe molto facendo male al bookmakers. 
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Anche lo stesso Marchegiani, seconda voce della sfida, evidentemente in imbarazzo per il ritardo delle immagini ha dovuto dire: “I replay chiari con fermo immagine si vedranno dopo la decisione presa dall’arbitro”, come ad alleggerire l’imbarazzo per un qualcosa evidentemente strano. una Excusatio non petita che come vuole la locuzione latina ha il sapore dell’ accusatio manifesta. Insomma come al solito chi tenta di vincere non è il benvenuto perchè chi è ricco, il book,  lo vuole essere sempre di più. “Oh però giocate responsabilmente eh…”
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