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Lo strano caso del nuotatore Sun Yang

Emanuele Sabatino

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Lo strano caso del nuotatore Sun Yang

Il futuro di Sun Yang è nelle mani della WADA l’agenzia anti-doping mondiale che ha fatto un appello in merito al rifiuto dell’atleta cinese di sottoporsi ad un controllo anti-doping. Dovesse la WADA vincere l’appello di fronte al CAS (Corte Arbitraggio Sportivo) Sun già precedentemente sospeso per 3 mesi per uso di Trimetazidine nel maggio del 2014 sarebbe recidivo e rischierebbe la squalifica a vita.

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In Italia ci ricordiamo di Sun Yang quando nell’agosto del 2015 durante i mondiali di Nuoto  non si presentò nonostante fosse il campione olimpico in carica e uno dei temibili avversari del nostro Paltrinieri ai blocchi di partenza dei 1500 metri dandosi per disperso. Alcuni attribuirono la sua assenza alla paura di un test anti-doping che avrebbe svelato la sua positività. La notizia fece molto clamore ma soprattutto alcuni giornali italiani volenti o nolenti titolarono, generando ilarità:“Nuoto, il cinese Sun Yang non si presenta. E’ giallo”. 
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Tornando in argomento il motivo dell’appello della WADA è per il rifiuto di Yang di sottoporsi ad un test antidoping ma i connotati di questa vicenda sono grotteschi e inaspettati. Secondo quando riporta il Sun infatti lo scorso settembre un controllo a sorpresa è stato effettuato a casa di Yang che riluttante e dopo una lunga sequela di insulti ai medici si è fatto prelevare il sangue. A quel punto la mamma del nuotatore cinese, evidentemente già conscia dell’esito dell’analisi di quella provetta, ha chiesto alle guardie di sicurezza di strapparla dalle mani dei medici e distruggerla. Detto fatto e quello che si cercato comunque di analizzare ovviamente non ha dato nessun esito per mancanza del quantitativo minimo di sangue necessario all’analisi
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Furiosa la Wada nei confronti della FINA, la federazione internazionale del nuoto, che non ha deciso di punire il tre volte campione olimpico per l’accaduto e non ha perso tempo nei 21 giorni disponibili per presentare appello.
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Nelle mani del CAS quindi il futuro e la carriera del nuotatore cinese che anche dai suoi colleghi  è stato più volte definito “Drug Cheat” imbroglione dopato durante le ultime apparizioni. Al di là di come andrà a finire la vicenda la sua reputazione, visto il suo gesto è rovinata e la sua carriera avvolta sempre da dubbi e sospetti.
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Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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