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Lo chef Roberto Toro vola a Washington per inaugurare la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

Angela Failla

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Il Belmond Grand Hotel Timeo si conferma protagonista di due importanti eventi internazionali dedicati all’eccellenza italiana nel settore F&B.

L’Executive Chef Roberto Toro, dopo lo straordinario successo ottenuto lo scorso maggio durante il G7 di Taormina, è volato a Washington in occasione della seconda edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo che si è svolta negli Stati Uniti dal 13 al 19 novembre 2017.

Contemporaneamente – dal 23 al 26 novembre – l’iconico Hotel de Paris a Montecarlo ha visto protagonista Alfio Liotta, Bar Manager di Belmond Grand Hotel Timeo, in qualità di guest bartender. Dietro il mitico bancone, il barman ha sorpreso con alcuni dei suoi celebri cocktail, tra cui il famoso Etna Spritz, recentemente incluso da Condé Nast Traveler tra i migliori 8 cocktail al mondo.

L’iniziativa, promossa dal Governo italiano, celebra le tradizioni culinarie ed enogastronomiche quali segni distintivi dell’identità e della cultura italiana.

Toro è stato protagonista della cena di gala del 18 novembre 2017 nella Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Washington. Per l’occasione lo Chef ha reinterpretato il menu del Vertice G7 di Taormina, includendo piatti ispirati alla tradizione siciliana. «E’ stata una grandissima emozione poter rappresentare la Sicilia alla Settimana della Cucina Italiana negli Stati Uniti, curando la cena di gala all’Ambasciata Italiana a Washington del 18 novembre, interamente dedicata alle eccellenze enogastronomiche della nostra terra. Il protagonista di questo appuntamento lo scorso anno era stato lo Chef Massimo Bottura, che non ha bisogno di presentazioni, e quindi mi sento doppiamente onorato di aver ricevuto questo invito dall’Ambasciatore Armando Varricchio. Dopo la cena di gala dei capi di stato del G7, che si è tenuta al Belmond Grand Hotel Timeo lo scorso 26 maggio, questo evento si aggiunge a coronare un anno pieno di successi e grandi soddisfazioni per me e tutto il mio team».


 

Durante l’evento è stato presentato, in anteprima assoluta, Piacìri”, libro della collana In Viaggio con Bianca, con cui lo Chef Toro invita a un viaggio in Sicilia attraverso ricette, ingredienti e atmosfere uniche al mondo.

Il menù proposto dallo chef Roberto Toro era così composto:

Tortelli ripieni di basilico e pecorino siciliano con salsa di gamberi rossi di Mazara

 Trancio di dentice all’Eoliana, con polvere di capperi delle Eolie e pomodorini di Pachin)

Selezione di dolci siciliani: cassata, cannolo e sette veli.

Il tutto preceduto da un aperitivo: Arancini al ragù; Crema di castagne con scampo e frutto della passione; Mousse di tonno con gelatina di peperone e caviale; Caponata siciliana.

I piatti, così come accaduto durante il G7, hanno conquistato tutti gli ospiti, tra cui due Ministri Americani e il Capo di Stato Maggiore. Proprio per questo i commensali si sono trattenuti oltre l’orario in cui sono soliti lasciare questi eventi, per ringraziare personalmente lo chef Roberto Toro per l’ottima cena e per la straordinaria atmosfera conviviale venutasi a creare.

Agli ospiti intervenuti alla cena è stato regalato Piacìri, un libro che ripercorre la tradizione siciliana attraverso le ricette di Roberto Toro, libro che uscirà a dicembre. Il dono è stato così gradito che alcuni degli ospiti hanno dichiarato che proveranno a casa a rifare qualche piatto siciliano dello Chef. Tra le curiosità, arrivato negli States, lo Chef non ha trovato la macchina per stirare la pasta e quindi ha tirato a mano 200 tortelli.

Belmond Ltd.

Belmond è una collezione globale di hotel unici e di lussuose esperienze di viaggio in alcune delle destinazioni più affascinanti e interessanti del mondo. Fondato quasi 40 anni fa con l’acquisizione di Belmond Hotel Cipriani di Venezia, il portfolio unico di Belmond oggi comprende 49 hotel, incluso quello di Londra con apertura prevista nel 2018, itinerari su rotaia e crociere fluviali in molte delle più celebri mete a livello internazionale. Dai city landmark ai boutique resort, la collezione include Belmond Grand Hotel Europe di San Pietroburgo; Belmond Copacabana Palace a Rio de Janeiro; Belmond Maroma Resort & Spa nella Riviera Maya; Belmond El Encanto a Santa Barbara. Belmond dispone anche di safari, sei treni di lusso, tra i quali il leggendario Venice SimplonOrient-Express e tre crociere fluviali. Belmond gestisce inoltre il ristorante ‘21’, uno dei luoghi di ritrovo più rappresentativi di New York. belmond.com.

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Fanbody: arriva in Italia il progetto che, attraverso la chirurgia estetica, aiuta le donne che non riescono più ad accettarsi dopo un tumore

Angela Failla

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FanBody è un progetto rivoluzionario, tutto al femminile, unico nel suo genere: un vero e proprio crowdfunding della chirurgia estetica, creato per aiutare tutte le donne che combattono quotidianamente con la propria immagine e che non riescono più ad accettarsi dopo un incidente o un tumore.

L’idea nasce dall’esperienza di tante donne e dalla volontà di dare vita ad un progetto con un forte contenuto etico, conferendo un nuovo valore alla bellezza, soprattutto per chi ha combattuto dure battaglie contro il cancro e ne porta ancora le cicatrici sul corpo. Il portale si avvale infatti della collaborazione dei migliori professionisti della bellezza e di aziende leader del settore con lo scopo di offrire una possibilità a tutte coloro che vogliono correggere grandi e piccoli difetti fisici.

Fanbody ha uno scopo: permettere ad ogni donna di sentirsi bene con se stessa, aiutandola ad accettarsi, anche a causa di un evento traumatico come un tumore o un incidente.

E’ una nuova idea di bellezza.

E’ la chirurgia al servizio delle donne: un progetto mai sperimentato prima in Italia, social ma dal valore etico, perché chiunque potrà aiutare ogni donna a realizzare il proprio sogno, aderendo ad una o più campagne, acquistando prodotti o attraverso una donazione. In cambio si riceveranno premi e omaggi, ma il regalo più grande sarà la possibilità di aiutare qualcuno a ritrovare il sorriso.

Protagonisti del portale, oltre a donne dalla forte personalità con alle spalle storie intense, sono i chirurghi. Primo fra tutti il dottor Luca Grassetti, esperto in diastasi addominale, da sempre dalla parte delle donne. Definito anche il “chirurgo dal cuore d’oro” perché ha permesso a centinaia di pazienti con storie di traumi e sacrifici alle spalle, di sottoporsi ad interventi di addominoplastica a costi davvero accessibili.

Accanto a lui altri grandi professionisti del settore come: il dottor Vincenzo Nunziata, esperto in chirurgia plastica ricostruttiva; la dottoressa Mariza Moio, specializzata in tecniche ricostruttive soprattutto in ambito cranio-facciale; e il dottor Gianfranco Petrolo, spesso ospite di trasmissioni televisive in qualità di esperto di chirurgia estetica della mammella e del viso.

Le donne che combattono in silenzio le loro malattie e la loro immagine adesso avranno una voce in più e potranno sentirsi davvero meno sole.

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Terry Gilliam e il suo Don Quixote conquistano l’Ischia Global fest

Angela Failla

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Visionario, dal talento geniale. Una lunga carriera formata da grandi intuizioni intervallate a rovinose cadute, un cinema incantato e al contempo crudele. Questo e tanto altro è Terry Gilliam: regista, sceneggiatore, attore e all’occorrenza anche disegnatore, capace di creare nei suoi film piccoli mondi sospesi tra favola e realtà senza tralasciare il suo ecclettismo figurativo e quel suo personalissimo delirio poetico. Dall’apocalittico e distopico “Brazil” (che gli è valsa la candidatura agli Oscar come miglior sceneggiatura nel 1986) al Medioevo di “Jabberwocky”, attraversando la storia con i viaggi de “I banditi del tempo” e il beffardo “Le avventure del barone di Munchausen”. E poi ancora i bassifondi di New York in “La leggenda del Re Pescatore”, in viaggio per le strade di “Paura e delirio a Las Vegas”, nell’universo fiabesco e deformato dei “Fratelli Grimm”, senza tralasciare il faustiano “Doctor Parnassus”.

Finalmente, dopo quasi 30 anni di attesa, fatti di traversie inenarrabili, Terry Gilliam ha presentato quest’anno, all’Ischia Global Festival di Pascal Vicedomini l’anteprima italiana di “The Man Who Killed Don Quixote”.

«Ci sono voluti tanti anni per fare il mio “Don Quixote”, è stato un vero e proprio viaggio nel tempo, ma anche il mio primo western. Ho sempre amato e desiderato fare un western».

Ha esordito così Terry Gilliam raccontando quello che è il suo Don Quixote, liberamente ispirato all’opera incompleta di Welles, che l’autore di Bazil ha ambientato nell’epoca moderna.

«Ho sempre avuto il lavoro di Orson Welles in testa, probabilmente perché non è riuscito a portarlo a termine. Io sono stato, forse, più determinato. Mi piaceva molto la sua idea di portare Don Chisciotte nel XX secolo. Ma il mio progetto era diverso. Quando ho cominciato a lavorare al film, nel 1989, il problema principale che mi si è presentato è stato quello di spiegare al pubblico la differenza tra diciassettesimo e ventesimo secolo. Il film dell’epoca prevedeva un personaggio contemporaneo e la storia era ambientata tra XVII e XX secolo. Il mio film è completamente diverso perché è tutto ambientato nel XXI secolo. E sono davvero molto soddisfatto del risultato ottenuto».

Un Don Chisciotte diverso da quello che siamo abituati a vedere nell’opera di Cervantes e che, grazie a Gilliam si colora di chiaroscuri e debolezze umane. «La storia di Cervantes parlava di cavalieri ma anche di quel mondo che aveva corrotto la mente di Don Chisciotte. Più che sognatore lo definirei un pazzo con una visione confusa della realtà. L’immaginazione è il mezzo più potente che abbiamo e spesso mi ci perdo dentro. Per questo ringrazio mia moglie che riesce sempre a tenermi con i piedi per terra! A volte smarrisco completamente il senso del tempo».

E se Don Chisciotte è il protagonista indiscusso del libro di Cervantes, nel film di Gilliam assume una connotazione diversa e altri personaggi vanno alla ribalta.

«Don Chisciotte, a differenza di quanto si pensi, non è l’unico protagonista della storia. Accanto a lui c’è infatti Sancho Panza e tutti noi abbiamo dentro una parte dell’uno e dell’altro. Racconto questa storia attraverso gli occhi di Toby, il personaggio di Adam Driver».

Un film che diventa anche una denuncia verso quel mondo magico che travolge e spesso corrompe le persone. «Oggi è il cinema, con i suoi film, a corrompere la mente delle persone del nostro tempo. Ho fatto questo film per vedere  l’effetto che il cinema ha sulle persone e per mostrare cosa voglia dire realizzare un film».

Un lungo lavoro, durato quasi trent’anni, pieno di insidie. Una su tutte è stata, come racconta lo stesso regista, quella di trovare i finanziamenti per raggiungere il budget che serviva a completare l’opera.

«Non è facile, oggi, produrre un film a medio budget. Le difficoltà di finanziamento per produrre “The Man Who Killed Don Quixote”, sono state enormi. Avevamo 12 milioni e mezzo di dollari ma dovevamo arrivare a 16. Per fortuna ci è venuta incontro  una ricca signora che ha creduto nel progetto. Mi sembra ridicolo che oggi non si riescano a fare film a medio budget. E’ davvero una cosa assurda».

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Vite Spezzate

Patrizia Angelozzi

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Genova. Stavamo per augurarci questa mattina un buon ferragosto. Invece non sarà così.
Non lo sarà con l’ennesima tragedia che in moltissimi stanno seguendo in diretta per sapere se qualcuno, vicino o lontano, è vivo o no.
L’ennesima strage senza un perché.
Abbiamo imparato a restare inebetiti di fronte a un Paese che non funziona pi
, Ustica, l’irpinia, Rigopiano, il terremoto in Molise, la terra dei fuochi con tutti i malati di cancro…e molto altro.
Un’altra tragedia immensa dalla quale, insieme agli abitanti di questa nazione speriamo che questa Italia possa imparare a recuperare e tornare a vivere dentro la legalità dei controlli, dei collaudi, delle manutenzioni e non più garante di bandi da far gestire al minimo ribasso, perché stiamo pagando con la vita, tutto il fallimento di un Paese che crolla inesorabilmente. Mentre restiamo in attesa del numero delle vittime, allo stato attuale, sono 
440 evacuati e aumenteranno, 11 palazzi svuotati, in corso sopralluoghi…tra loro,un bambino di 10 anni. Solo dieci anni. E come lui, arriveranno nomi, facce, vite spezzate per incuria.
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