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Azzardo e piaghe sociali

L’MLS contro Antonio Conte: “E’ un provincialotto”. Negli Stati Uniti adesso si tifa “contro” l’Italia

Leonardo Ciccarelli

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Perché ho lasciato a casa Pirlo e Giovinco? Beh se vai a giocare di là ne paghi le conseguenze“. Queste le parole di Antonio Conte, allenatore della Nazionale, sull’esclusione di Pirlo e Giovinco dall’Europeo in Francia, parole che non hanno affatto favorito l’immagine dell’ex allenatore della Juventus e della nazionale italiana negli Stati Uniti d’America.

Su Twitter decine di commenti che si possono riassumere in “Quanto sarebbe divertente/Stupido se l’Italia venisse eliminata al primo turno di Euro 2016 dopo i commenti sulla MLS“, perché in realtà la possibilità teorica esiste e la scrive proprio un importante sito americano sul calcio, Total MLS: “L’unico modo per risolvere la questione Conte vs MLS è che Robbie Keane segni la rete decisiva nell’ultima partita del girone contro l’Italia ed elimini gli Azzurri“. Per la cronaca, anche il compagno d’attacco di Keane gioca in MLS, Kevin Doyle.

I tifosi, in particolare di Toronto, avendo molti origine italiane hanno accusato il tecnico facendogli notare che Giovinco è stato superiore a molti attaccanti del campionato italiano. Giovinco pare averla presa piuttosto bene, forse non si aspettava realmente la convocazione ed ha commentato dicendo che “Mi è dispiaciuto molto non essere chiamato. Evidentemente devo fare di più, devo lavorare più duramente per riconquistare la nazionale. Come ho già detto, l’MLS non c’entra niente: è un campionato bellissimo e in grande crescita. Finché mi divertirò, continuerò a giocare a calcio qui“.

Il simbolo della critica a Conte targata USA arriva però dal collega Simon Borg, capo-redattore di MLSsoccer.com, ha scritto quanto segue: “Conte ha fatto una scelta personale, non tiri in ballo l’MLS. Negli ultimi 8 anni la nazionale USA composta in gran parte da giocatori dell’MLS ha fatto molto meglio di quella italiana a livello internazionale (soprattutto ai mondiali), quindi eviti di fare il sofisticato che si sente calcisticamente superiore”

“La verità è che ha semplicemente preferito Insigne a Giovinco e ha lasciato fuori Pirlo per scelta tecnica ha continuato BorgSono scelte personali ma invece di farle passare per tali, ha voluto tirare in ballo un cliché vecchio e ignorante sull’MLS. Non c’è da stupirsi, comunque: parliamo di un manager che in Italia è considerato “provinciale” perché non ha mai vinto niente in Europa. Con queste dichiarazioni si dimostra proprio questo: un provincialotto

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18 Commenti

18 Comments

  1. stehc87

    maggio 30, 2016 at 11:18 am

    Questi americani… giocassero a baseball…. hanno fatto meglio dell’Italia ai mondiali, mi sono perso 5 coppe del mondo degli USA allora? Ma per favore….

    • Fabio

      maggio 30, 2016 at 1:32 pm

      Ha detto negli ultimi 8 anni, non una vita fa.
      E ha perfettamente ragione quando dice di aver figurato meglio dell’Italia sia come gioco che come risultati.

  2. Davide

    maggio 30, 2016 at 12:14 pm

    Lascino stare…il calcio non è il loro sport…Pirlo è un ex-giocatore,Giovinco 1 buon giocatore da provinciale

  3. Lordgrullo

    maggio 30, 2016 at 12:17 pm

    E’ colpa di Pancrazio che suggerisce male

  4. FRANZ CAGLIARI

    maggio 30, 2016 at 1:10 pm

    Aldilà delle simpatie personali per Conte (inesistenti da parte mia), però, ogni tanto mi capita di seguire la MLS e devo dire che la nostra serie B è nettamente superiore! Fosse, almeno, un campionato divertente, ma ho visto squadre che non riescono a tirare in porta!

    • Gigi CAGLIARI

      maggio 30, 2016 at 2:45 pm

      Franz, la MLS è inferiore alla serie B? Guarda, da abbonato al Cagliari io quest’anno purtroppo non ho potuto granché essere presente allo stadio, ma meglio così. Le poche partite che ho visto dal vivo mi hanno dato la netta impressione di un campionato pessimo, neanche accettabile dal punto di vista calcistico. Quelle in TV ancora peggio, potendo osservare con calma azioni e senza l’adrenalina dello stadio.
      Diverso il discorso sulla MLS: forse le squadre non saranno ancora tatticamente eccelse, e ce ne sono alcune che giocano davvero bene, ma quanto a paragone, le squadre dell’MLS mediamente sono una spanna oltre la nostra B, e molto sopra molte squadre di serie A.

    • piero negri

      giugno 2, 2016 at 7:50 pm

      Hai ragione io sono in Canada la mls e tra la B e la C, DIFESE colabrodo.
      riguardo a Pirlo non corre cammina. Non ho visto una partita dove si e distinto.Inoltre e pieno di giocatori che vengono dalle università americane.

  5. Giuliano

    maggio 30, 2016 at 1:43 pm

    Anche quelli convocati sono buoni giocatori da provinciale…. anzi alcuni non sono buoni nemmeno per una provinciale….. quindi Giovinco non avrebbe affatto sfigurato.

  6. Davide

    maggio 30, 2016 at 3:21 pm

    Beh è vero Giovinco sta giocando bene ma c’è molta differenza a giocare nel MLS e giocare un europeo

  7. GG

    maggio 30, 2016 at 5:55 pm

    ……agghiagianteeeee. Conte. Lo dico a Crozza

  8. Tony Paone

    maggio 30, 2016 at 5:58 pm

    Abito a Vancouver e abbiamo una squadra decente, e’ vero la MLS e’ tra la Serie A e la B pero’ essere insultati da Conte………! Giovinco e Pirlo dovevano essere convocati, nonostante cio’ FORZA ITALIA!

  9. Mattia

    maggio 30, 2016 at 6:13 pm

    Conte poteva e doveva evitare….ma gli USA a parte i mondiali,che giocano? L’Italia nel 2012 è arrivata seconda all’Europeo.Ne devono mangiare ancora di hot dog….

  10. Nico

    maggio 30, 2016 at 7:29 pm

    Conte ha fatto le sue scelte ,ma non doveva tirare in ballo la MLS è passato da ignorante calcisticamente parlando

  11. filpap

    maggio 30, 2016 at 9:47 pm

    Rode il sederino a stelle e strisce eh? Pensano di essere i migliori in tutto e poi nello sport più seguito al mondo sono nullità assolute che devono raccattare galline vecchie. Tra l’altro se vogliono parlare di provincialismo dovrebbero riflettere su come trattano e considerano i giocatori di basket/allenatori europei nella nba

  12. Luca Cremonini

    maggio 31, 2016 at 7:45 am

    E’vero che il calcio negli Stati Uniti non e’ popolare come da noi, pero’ almeno li non si credono dei in terra come da noi.
    Tanto giocare bene o male non importa, i milioni ce li ha sempre.
    Come fai a prendere di vincere una coppa, quando la squadra cambia giocatori ogni partita?
    Prendi giovani, anche scarsi pero che giocando sempre insieme si conoscono e diventano come una famiglia.

  13. enrico

    maggio 31, 2016 at 3:03 pm

    Conte è un provinciale con la spocchia del predestinato, Allegri ha dimostrato di essere di gran lunga superiore a lui, inoltre ha palesemente sbagliato molte scelte per esempio a De Rossi era da preferire Jorgino

  14. Alessio G

    giugno 18, 2016 at 2:06 pm

    MLS, Come la

  15. Voce della giustizia

    giugno 18, 2016 at 2:16 pm

    MLS…Pfff come la considero io è calcio spazzatura, Si sentono solo ” Stella della MLS è pippo calippo l’ attaccante più prodigioso” Essere un attaccante prodigioso negli USA equivale ad essere una nullità in Europa. In MLS le difese sembrano quelle di Zeman ma non perchè ci diventano ma perchè sono così e rimarranno così per sempre, I difensori non sanno tenere la posizione, non sanno seguire l’ uomo, non riescono ad entrare dicisi negli interventi. Per non parlare dei portieri a dir poco vergognosi, Perchè negli USA sono 20 anni indietro, il più scarso lo mettono tra i pali. Se ci fate caso nella USA SOCCER ci sono solo 2 giocatori che militano nella MLS Bradley e Zardes chissà perchè tutti gli altri non hanno niente a che fare… Anzi escluderei Bradley che ha gliocato in Europa. Comunque gli Stati uniti hanno avuto qualche campione per esempio uno dek difensori più forti al mondo BOCANEGRA e poi i fantastico Landon “Lightinigh” Timothy Donovan. Ancora dovete imparare da chi ha scritto la storia come NOI italiani e invece di fischiare al maestro, architetto, dottor Pirlo imparate da lui, scarsoni

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Altri Sport

Esports: quando truccare le partite è un (video) gioco

Emanuele Sabatino

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Qual è il fine a cui tendono gli e-sport? La risposta è molto semplice: emulare nel modo più accurato possibile le stesse situazioni, le stesse dinamiche, della vita reale. O almeno, esclusi i giochi di fantascienza, è quello il proposito dei giochi sportivi e di guerra.

Purtroppo però quando si tenta di emulare al massimo qualcosa, si prendono sia i lati positivi sia quelli negativi. Ed eccoci al punto dolente. Nello sport una delle piaghe più importanti, insieme al doping, è quella del match-fixing, ovvero delle partite truccate.

 Eh sì, anche il mondo virtuale dei joystick e dei mouse e tastiera è entrato nel mirino dei criminali nel settore del match-fixing. Il motivo è sempre lo stesso ed è valido per tutti gli ambiti della vita. Dove girano soldi, tanti soldi, qualcuno vuole prendersi un bel vantaggio aggirando le regole, arricchendosi e trasformando quel mercato e quell’ambiente in marcio.

QUANTI SOLDI VENGONO SCOMMESSI SUGLI E-SPORT?

La domanda che molti, io in primis, mi sono domandato è stata la seguente: “Ok, ma quanti soldi potranno mai generare le scommesse legate agli e-sport?” La risposta è talmente incredibile che ancora oggi fatico a digerire la risposta. Le scommesse abbinate agli e-sport, solo nel 2017 sono state pari a 696 milioni di dollari.

Tantissimi soldi ed il motivo è molto semplice. In tutto il pianeta ci sono 385 milioni di persone che interpretano tre ruoli contemporaneamente: Giocatori, spettatori e scommettitori. A questi vanno aggiunti quelli che scommettono solamente, tra cui le organizzazioni criminali, che muovono tantissima moneta.

L’industria dei videogiocatori si è ampliata, è cresciuta, è diventata lucrosa. In Asia è una realtà già da tempo ed in Europa sta crescendo sempre di più grazie anche all’aiuto di Federazioni, come la Ligue 1 francese che ha istituito la versione virtuale della lega calcistica dove ogni settimana si giocano le stesse partite in programma negli stadi in modo virtuale, e altre squadre che hanno assunto dei pro-player per disputare le partite sotto la propria bandiera.

COME FUNZIONA LA CORRUZIONE

Esistono sono due tipi di corruzione, entrambe fanno leva sul fatto che questi ragazzi ritrovatesi di punto in bianco in auge e in un mondo molto ricco, non sono stati formati per essere professionisti e senza nessuna istruzione dal punto di vista etico. Il primo modo di essere corrotti è se vogliamo “di sopravvivenza”. I pro-player si vendono le partite per auto-finanziarsi l’iscrizione a tornei successivi. Il secondo invece è quello “associativo” dove ci sono dietro le organizzazioni criminali che vanno dai player e li convincono a vendersi le partite dietro lauto compenso.

Ian Smith, commissario per l’integrita della Esport Integrity Coalition (ESIC) ha dichiarato che il giro di scommesse clandestine ed illegali sulle competizioni virtuali si aggira intorno ai 2 miliardi l’anno.

COME SI PUO’ COMBATTERE?

Le quote vengono rilevate in tempo reale, quindi lo stato di allerta si genera subito intorno all’evento. Come per gli sport normali, più si va lontano dalla scena professionista main-stream più il rischio combine diventa concreto.

IL PROBLEMA DELLE SKIN:

Se per combattere le scommesse il vantaggio è quello di avere gli alert delle quote in tempo reale e poter vedere chi ha scommesso seguendo i flussi di denaro. La cosa  che rende più difficoltosa la scoperta e cattura dei giocatori corrotti è il fatto che essi sono internet-addicted, ovvero conoscono molto bene internet ed il mondo dell’informatica e sanno come celare la propria identità. Proprio per questo per ricevere la “mazzetta” per truccare una partita, utilizzano le SKIN. Le skin sono oggetti che vengono usati dai personaggi nei videogiochi. Può essere un’armatura o una spada o anche altro. Più è potente e più è costosa.

Vengono trasferite e vendute anche nel fuori dal gioco nel mercato nero quindi succede uno scenario simile a questo: Criminale vuole corrompere un giocatore. Compra una spada ed un armatura per un importo di 10.000 euro e poi la passa al giocatore da corrompere per perdere la partita. Il corrotto, può rimonetizzare la skin vendendola a sua volta per soldi ad un terzo giocatore.

ARRESTI ILLUSTRI

Nel 2016 il mondo e-sports venne scosso dall’arresto di Lee Seung-Hyun, uno dei giocatori più forti di tutti i tempi di Starcraft 2 che per essersi venduto due partite si è beccato 700.000 KRW di multa, pari a 532 euro, 18 mesi di carcere, 3 anni di spospensione e ban a vita dagli e-sport coreani.

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Azzardo e piaghe sociali

SLA: un colpevole silenzio

Luigi Pellicone

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Ieri, 16 Settembre 2018, si è svolta in Italia la Giornata Nazionale della SLA, la malattia degli sportivi. Una patologia di cui purtroppo si parla sempre poco malgrado le evidenze scientifiche sottolineano costantemente rischi rilevanti.

Ma che cos’è la SLA e che correlazione c’è con il calcio?

SLA: Sclerosi Laterale Amiotrofica. Tre lettere. Una condanna a morte. Le cause che scatenano il processo neurodegenerativo non sono chiare. Cosi come è impossibile guarire chi ne soffre. Di SLA, nel calcio, non si parla quasi più, nonostante i tanti calciatori che si sono ammalati. Troppi. A tal punto da interrogarsi: il calcio e questo male sono correlati?

Stefano Borgonovo la apostrofava come “stronza”. Il procuratore Raffaele Guariniello, invece, si pone delle domande. E nel 1998 apre un’indagine giudiziaria sul mondo del calcio, alla luce di numeri evidentemente “sospetti”: il rischio di SLA nei calciatori è elevatissimo rispetto alla media.

Si commissionano le perizie. La prima è di Adriano Chilò, neurologo dell’Università di Torino. La seconda di Stefano Belli, epidemiologo dell’ISS. Chilò indaga su 7325 calciatori professionisti (serie A e B) che hanno giocato fra il 1970 e il 2001. L’Istituto Superiore di Sanità invece opera a largo raggio: 24.000 giocatori dal 1960 e il 1996. Inclusi anche quelli delle serie minori. Il tutto è pubblicato nel 2005.

I numeri sono impietosi: dallo studio di Chilò emerge che la frequenza di SLA è 7 volte superiore rispetto alla media. L’ISS, allarga il “cluster” (gruppo) e scopre che il valore sale addirittura a 11. In entrambi gli studi, fra l’altro, emerge un’insorgere precoce della malattia che di solito si manifesta dopo i 65 anni. Qualche esempio: Giorgio Rognoni muore a 40 anni. Narciso Soldan ne ha 59. Albano Canazza, compagno di squadra di Borgonovo  nel Como a inizio anni Ottanta muore a 38 anni. Guido Vincenzi,  ne ha appena 35 anni.  Signorini, 42. Come  Ubaldo Nanni, 42. Lauro Minghelli,  il più giovane, 31 anni. L’ultimo Paolo List, del quale vi avevamo parlato tempo fa.

Cosa scatena la SLA?  Di certo l’utilizzo sovradimensionato  di antiinfiammatori, amminoacidi ramificati per endovena, antidolorifici, potrebbero essere fattori di rischio. I numeri anomali nel calcio potrebbero essere figli di una combinazione di eventi: l’abuso di farmaci e una predisposizione. Potrebbero contribuire anche i traumi a testa e gambe. Nè si possono sottovalutare i fattori ambientali: l’uso di pesticidi e diserbanti sui campi. Non a caso la SLA colpisce, sebbene in misura ridotta, gli agricoltori, i golfisti, i rugbisti. Sport e lavori su erba.

Il lavoro e le ricerche, da un punto di vista squisitamente scientifico, restano valide: la relazione fra calcio e SLA esiste. I calciatori italiani si ammalano e muoiono di più di Sclerosi Laterale Amiotrofica rispetto al resto della popolazione. La Medicina, intesa come scienza, suona l’allarme. Una categoria risulta “più esposta” se l’incidenza di casi supera 2-3 volte la media. (1.35 uomini, 1.10 nelle donne). Nel calcio, si è a + 7 e + 11. Alla stregua di un “malattia professionale”: perché, dunque, di SLA se ne parla sempre poco?

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Altri Sport

L’apparenza prima di tutto: DNP, la pillola “magica” che fa dimagrire…e uccide

Emanuele Sabatino

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DNP è l’acronico del 2,4-dinitrofenolo, nitrocomposto derivato dal fenolo. È un composto tossico per l’uomo e per gli animali; l’avvelenamento da dinitrofenolo provoca un brusco aumento del metabolismo, sudorazione intensa (con cui il corpo cerca di dissipare calore), collasso e quindi può portare alla morte.

E’ famoso del mondo del fitness per i suoi miracolosi effetti dimagranti tant’è che, neanche c’è bisogno di dirlo, è una sostanza molto famosa nel mondo del bodybuilding in fase di cutting – definizione.

Chi l’ha provato giura di aver sentito una sensazione di forte bruciore all’interno del corpo, come se il corpo “si stesse cuocendo dall’interno”, questo perché non c’è un limite massimo all’aumento di temperatura corporea che può comportare questa pillola. Una percezione sgradevole, unita a tachicardia, palpitazioni e forte sudorazione. In un articolo precedente abbiamo parlato dell’efedrina come metodo rischiosissimo per dimagrire, quest’ultima aumenta dal 3 al 10% il tasso metabolico a riposo, il DNP del 50%. Percentuali pazzesche che però devono far riflettere sulla possibile, anzi molto probabile, letalità di questo “veleno”.

Scoperto agli inizi del 1900, inizialmente il suo scopo principale era quello di detonatore della dinamite TNT, nel 1931 degli studi scientifici videro le incredibili proprietà dimagranti e il DNP venne introdotto in tantissimi integratori alimentari. Venne bandito due anni più tardi da una giovanissima FDA (Food and Drug administration).

Tra il 2007 e il 2013 sono stati registrati quasi sessanta casi di reazioni mortali dei quali si sospetta la causa sia l’assunzione di pillole a base di DNP. Ultimo dei più eclatanti quello di una ragazza inglese, Eloise Parry, morta dopo aver ingerito otto pillole di DNP.

La Food Standard Agency britannica ha preso molto sul serio la minaccia per la salute del DNP e ha lanciato una campagna per prevenire altri drammi causati da esso. Gli effetti collaterali della molecola sono oggi noti e non ci sono dubbi circa la sua pericolosità: si va dal vomito al mal di testa alle difficoltà nel respirare fino febbre molto alta (che può superare i 43°) al coma e, come spesso è successo nella storia del DNB, alla morte. Il problema è che una volta innescata la reazione che “velocizza il metabolismo” questa non si arresta.

Vietato ufficialmente, come spesso accade, il DNP è facilmente reperibile sul mercato nero. Il problema però è che i laboratori che lo producono, privi di ogni licenza, spesso mentono sulla grammatura di una singola pillola, aumentando quindi il rischio di letalità esponenzialmente. Anche i costi variano tantissimo ed una confezione di DNP va dai 180 ai 2000 euro.

La BBC ha intervistato una ragazza che ha assunto dinitrofenolo ma è riuscita a sopravvivere: “All’inizio senti un po’ di energia in più, ma poi quando pensi che questa energia svanirà non succede ed il corpo comincia a surriscaldarsi sempre di più. Ho avuto la sensazione di essere ricoperta dalle fiamme e sentivo la mia pelle bollire. E’ stato terribile, il mio cuore batteva così forte che temevo potesse esplodere o fermarsi da un momento all’altro. E’ stata la peggior esperienza della mia vita”.

In una società dove l’apparenza e la perfezione fisica viene intesa come chiave del successo, dove le persone, anche consci dei rischi, sono pronti a prendere di tutto pur di perdere un chilo di grasso, questi veleni altamente pericolosi avranno, purtroppo, sempre una grandissima fetta di mercato ed una clientela numerosa.

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