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Helenio Herrera: Morte e Misteri dell’Inter del Mago

Luigi Pellicone

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Helenio Herrera: Morte e Misteri dell’Inter del Mago

Il 9 Novembre 1977 moriva Helenio Herrera, il Mago dell’Inter capace di vincere tutto. Della sua parentesi meneghina non si parla solo dei successi in Italia o in Europa, ma anche di sospetti di doping e partite truccate. Ripercorriamo la sua storia ancora avvolta nel mistero.

Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Domenghini, Suarez, Corso. Allenatore: Helenio Herrera. Presidente: Angelo Moratti. Direttore: Italo Allodi. Un trio che costruisce, fra il 1962 e il 1966, una corazzata  inaffondabile: un’Inter capace di vincere tutto. Campionati, Coppe dei Campioni, Coppe Intercontinentali. Un corollario di imprese su cui grava, però, un sospetto: quella Inter ha giocato pulito? Mezza squadra è morta: di tumore. E sui successi gravano diversi sospetti. Doping, combine e corruzioni…

Armando Picchi, muore a 36 anni di tumore alla colonna vertebrale.  Marcello Giusti: cancro al cervello nel 1999.  Carlo Tagnin: 2000 osteosarcoma. Mauro Bicicli: 2001, tumore al fegato. Ferdinando Miniussi  2002 cirrosi epatica evoluta da epatite C. Giacinto Facchetti, 2006: tumore al pancreas. Giuseppe Longoni, 2006: vasculopatia cronica. Enea Masiero: 2009 tumore.

Il tragico destino

Attenzione ai nomi: esclusi Picchi e Facchetti, e se vogliamo inserirci anche Tagnin, il destino si accanisce sulle riserve. “Trattate alla stregua di cavie”.  Dichiarazione pesantissima, rilasciata da Ferruccio Mazzola. Il fratello di Sandro, morto nel 2013 sosteneva fossero proprio le “riserve” a “testare” la bontà del prodotti del “mago” Helenio Herrera. É il succo racchiuso nel suo libro: il “Terzo incomodo” (Fabrizio Càlzia, Bradipolibri 2004). Pagine che rischiano di  screditare una storia di successi. O di dubitarne. Di certo, abbastanza per sdegnare Massimo Moratti che decide di querelare Ferruccio, chiedendo un risarcimento di un milione di euro di anni. Richiesta respinta dal Tribunale di Roma il 14 settembre del 2012. La storia finisce lì…per la Giustizia.

L’accusa di Ferruccio Mazzola

A causa del libro, Ferruccio e Sandro Mazzola, non hanno più rapporti. Il simbolo di quella Grande Inter non ha più parlato al fratello. Poi, due anni fa, precisamente in un’intervista rilasciata al “Corriere dello Sport” del 7 novembre 2015, ritratta. Clamoroso dietro front. E ammette, che sì, nelle parole di suo fratello, c’era qualche fondo di verità. Nascosto nel “caffè corretto” di HH.

“Le cose sono vere. Cominciai ad avere, in campo, dei fortissimi giramenti di testa. Andai dal medico che mi sottopose a tutte le analisi e disse che dovevo fermarmi, che avevo problemi grossi. Dovevo stare fuori almeno sei mesi. Ma Herrera non voleva. Da dove nascevano i valori sballati? Non lo so. Ma ricordo che, prima della partita, ci davano sempre un caffè. Non so cosa ci fosse dentro. Ricordo che un mio compagno, Szymaniak, mi chiese se prendevo la simpamina. Io non sapevo cosa fosse ma qualcosa che non andava, qualcosa di strano, c’era”.

La simpamina

La “simpamina” era il nome di un prodotto farmaceutico, in commercio sino al 1972. Il nome chimico di questa sostanza farmaceutica è “β-fenilisopropolamina”, appartenente, come altre farmaci, alla classe meglio nota come anfetamine. Le azioni dirette che questa sostanza producono sul sistema nervoso centrale sono: aumento del metabolismo, aumento del battito cardiaco,  aumento della termogenesi (si bruciano più calorie) euforia, benessere, aumento dell’acuità mentale, nervosismo, iperattività, riduzione delle sensazioni legate allo sforzo fisico.

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L’accusa sulle partite truccate

Non solo doping, però: la Grande Inter di Angelo Moratti deve difendersi anche da attacchi provenienti da oltremanica. La accuse arrivano dalle colonne del Times, in una rubrica firmata da Brian Glanville: il giornalista sostiene che i trionfi della Grande Inter siano figli di corruzioni e manipolazioni. A sostegno della sua tesi, diverse storie.

La prima risale al 20 aprile del 1966, prima della semifinale di  ritorno di Coppa dei Campioni con il Real Madrid. L’arbitro designato è l’ungherese Gyorgi Valdas, che confessa un tentativo di corruzione consumatosi direttamente nella residenza dei Moratti nella villa di Imbersago: offerti, all’arbitro e al guardalinee, denaro, orologi d’oro ed elettrodomestici. In cambio, un paio di rigori. Valdas dice no. L’Inter non va oltre il pari (1-1) ed è estromessa  (avendo perso 0-1 a Madrid) dalla competizione. Valdas, combinazione, chiude la sua carriera di arbitro.

La sua colpa? Secondo Glanville ha rotto gli ingranaggi di un sistema brevettato da Italo Allodi e dal faccendiere ungherese Deszo Szolti (una sorta di ministro degli Esteri) e utilizzato, evidentemente (il condizionale è d’obbligo) con successo anche nelle precedenti edizioni. Dove e quando?

Inter- Borussia Dortmund 1964 (Arbitro: Tesanic, Jugolsavia)

Vinta 2-0. Le cronache dell’epoca raccontano come il direttore di gara decida di non espellere diversi nerazzurri. In particolare sorvola un violentissimo tackle di Suarez che manda in ospedale un avversario. Le cronache più recenti di Glanville e Borenich narrano che l’arbitro Tesanic fosse stato corrotto da Szolti per conto di Allodi.

Inter – Liverpool (1965, arbitro Ortiz de Mendebille, spagnolo).

Finisce 3-0 ribaltando il 3-1 subìto dell’andata. Nella semifinale di ritorno  l’arbitro spagnolo Jose Maria Ortiz de Mendibil fischierebbe a senso unico e l’Inter. Il sospetto che qualcosa non quadri nasce dai gol: il primo, di Corso, è una punizione a due battuta direttamente in porta e convalidata. Il secondo, di Peirò, realizzato sottraendo il pallone al portiere dopo che quest’ultimo ha fatto i classici tre palleggi prima del rinvio. A confermare i sospetti,  l’autobiografia di Bill Shankly, allenatore della compagine inglese: “Non ci diede né un fallo né una rimessa laterale a favore

L’Inter si difende: coincidenze

Del resto, le malelingue abbondano, le chiacchiere se le porta via il vento. Esaurita la lista dei luoghi comuni, resta la cronaca: fra i tanti record dell’Inter di Helenio Herrera, uno è poco pubblicizzato. In Italia, la formazione nerazzurra gioca 99 partite senza  mai subire un rigore contro. Dal 29 marzo 1964, al 19 marzo 1967. La serie è interrotta da Concetto Lo Bello che fischia un rigore alla Roma fra l’altro sbagliato da Schultz poi espulso per rissa con Picchi. In realtà, secondo la testimonianza di Rino Tommasi, Lo Bello si avvicinò a Picchi, che aveva colpito l’avversario, dicendogli che doveva espellerlo. E il nerazzurro rispose “bene, ma si esce in due”.

L’arbitro, allora, mandò fuori anche Shultz…insomma un rapporto molto, troppo intimo tra arbitri e calciatori.

5 Commenti

5 Comments

  1. Fabio

    dicembre 25, 2015 at 11:41 am

    Scusate, ma quindi le inchieste si fanno così? Senza uno spunto di attualità, sulla base di un’intervista che parla di un caffè sospetto, si mettono insieme dati in modo del tutto capzioso e si cerca di infangare una squadra che è stata leggendaria? Non ci vorrebbero due riscontri, piuttosto che qualche sentito dire?
    Per il discorso doping, magari, ci vorrebbe qualche riscontro un tantino più probante. Perché fare l’elenco di una serie di sessanta-settantenni morti di tumore (buttandoci dentro anche cause di morte con poca attinenza, come la vasculopatia cronica o l’epatite C), mi sembra un tantino capzioso.
    In cinque minuti, grazie a Wikipedia, ho preso in esame tre-quattro stagioni del Milan di inizio anni Sessanta, ed è risultato che sono purtroppo scomparsi, a parte le vittime di incidenti stradali come Paolo Barison oppure Oliviero Conti, i seguenti calciatori: Sandro Salvadore, Giancarlo Danova, Alcides Ghiggia, Orlando Rozzoni, Francesco Zagatti, José Germano De Sales, Gigi Balzarini, Giorgio Ghezzi, Mario David, Bruno Mora. Molti di infarto, qualcuno di tumore, altri per cause non meglio specificate. Quindi? Usavano sostanze che cinquant’anni dopo li hanno portati alla morte per infarto? Oppure si tratta semplicemente di persone che a una certa età hanno avuto problemi di salute e sono morte?
    Tra l’altro, vorrei capire il ragionamento per cui si “sperimentava” sulle riserve. Invece i titolari, che in teoria sarebbero dovuti essere molto più “dopati” visto che erano loro ad andare quasi sempre in campo (e quindi chissà quanti caffè prepartita), sono quasi tutti vivi e in ottima salute.
    Per la cronaca, basta andare sempre su wikipedia per scoprire come le amfetamine diano decine di effetti nocivi, nessuno dei quali è il tumore, soprattutto a quarant’anni di distanza dall’uso.
    Bello anche il sistema adottato per stabilire che i successi di quella squadra furono determinati da chissà quali manovre di palazzo. Partiamo da Glanville: la sua inchiesta è piuttosto vecchia e risaputa, e coinvolgeva anche altre squadre italiane (segnatamente Juve e Milan), che qui non vengono citate. In ogni caso sarebbe importante segnalare come la UEFA abbia preso in considerazione la denuncia e l’abbia respinta. Cito Wikipedia: “L’indagine denunciò anche casi simili di corruzione arbitrale in cui sarebbero stati coinvolti Italo Allodi (allora general manager del club interista) nelle edizioni 1963-64 e 1964-65 del suddetto torneo, ai danni del Borussia Dortmund e del Liverpool, nonché l’allora presidente dell’UEFA Artemio Franchi. Glanville rivolse accuse analoghe contro Allodi circa le sue esperienze lavorative con la Juventus (in relazione alla semifinale della Coppa dei Campioni 1972-73 contro il Derby County) e con la Nazionale italiana (durante il periodo dal 1974 al 1982),[2] sotto accusa erano, principalmente, i suoi contatti con il faccendiere ungherese Deszo Szolti, che sarebbero stati stabiliti per alterare diversi incontri. Una parte delle denunce di Glanville e Botsford – eccezion fatta per due incontri che videro protagonista il Milan contro il Borussia Mönchengladbach nel 1974 in Coppa delle Coppe e il Levski Spartak nel 1978 in Coppa UEFA[3] – vennero respinte dalla Commissione Disciplinare dell’UEFA in ultima istanza nel 1978 e le restanti non furono mai verificate o ritenute possibile oggetto di un procedimento giudiziario.” Tutta roba che si trova facilmente con qualche clic, se si vuole fare un’inchiesta seria e non del chiacchericcio.
    Ah, dimenticavo, la serie delle “99 partite senza un rigore”. Tutto vero. Peccato due piccole omissioni: durante questa striscia così scandalosa, dal ’64 al ’67, uno penserebbe che all’Inter siano stati regalati quattro scudetti, visto che aveva gli arbitri così sfacciatamente a favore, no?
    Piccolo errore: in realtà la squadra, che dal ’64 al ’67 raggiungeva tre volte la finale di Coppa dei Campioni, vincendola nel ’64 e nel ’65, prima, nel 1964, perdeva lo scudetto per una circostanza piuttosto discutibile.
    Va in scena infatti il primo e unico spareggio della storia del campionato, con il Bologna. E come ci si arriva? Cito sempre Wikipedia: “In campionato l’Inter stazionò nei quartieri alti della classifica, perdendo però il titolo d’inverno a favore del Bologna (appaiato al Milan): i felsinei rimasero poi soli al comando il 9 febbraio. Poche settimane dopo, il 4 marzo, un comunicato emesso dalla Federazione rivelò che cinque giocatori rossoblù erano risultati positivi alle anfetamine nei controlli effettuati il 2 febbraio (al termine di Bologna-Torino 4-1).[3] Alla società emiliana furono comminate la sconfitta a tavolino ed un punto di penalizzazione (per una perdita totale di tre punti), ma la sentenza venne annullata a maggio: in questo periodo di tempo l’Inter aveva avvicinato i rivali, imponendosi nello scontro diretto (giocato la domenica di Pasqua) e portandosi a − 1. Il 17 maggio le due squadre si ritrovarono alla pari, chiudendo il campionato entrambe a 54 punti: per la prima, ed unica, volta nella storia della Serie A il titolo fu assegnato tramite uno spareggio. Fu designato l’Olimpico di Roma come campo neutro, fissando la data per domenica 7 giugno 1964.[3] Quattro giorni prima il presidente felsineo Renato Dall’Ara scomparve, colto da un infarto mentre stava trattando con Moratti (presidente dell’Inter) i dettagli dell’incontro.[3] Al suo funerale, il 5 giugno, i giocatori non poterono essere presenti in quanto la FIGC decise di non rinviare la gara.[3] Il Bologna s’impose per 2-0, con un’autorete di Facchetti e un gol di Nielsen nella ripresa, aggiudicandosi il suo settimo tricolore”
    In pratica l’Inter, notoriamente favorita dai poteri forti, vede i rivali del Bologna prima penalizzati per doping (questo sì conclamato) e poi la penalizzazione misteriosamente sparita, guardacaso a maggio, nel finale di un campionato estremamente combattuto. E nel ’67 invece la squadra perde lo scudetto all’ultima giornata a vantaggio della Juventus, perdendo inopinatamente contro il Mantova, dopo che le sono stati negati due rigori piuttosto evidenti.
    Questo riguardo ai fatti, che sono piuttosto testardi. Per le chiacchiere, continuate pure al vostro bar dello sport.

    • Andrea

      dicembre 26, 2015 at 10:11 pm

      Tu da interista parli di avere prove certe. Tu che tifi una squadra che si e’ vista assegnare uno scudetto da un suo ex vicepresidente (guido rossi) che ha montato un’indegna farsopoli. Scudetto assegnato alla tua squadra per comportamento etico e sportivo. Peccato che giocavate con un giocatore ( recoba ) senza le credenziali per poter essere schierato. Peccato che le intercettazioni le avesse fatte una società di un altro vostro vice presidente ( il tronchetto della felicita’ ) nella quale il responsabile della sicurezza fu accusato nell’ambito dei dossier illegali di telecom. Peccato che facevate anche voi quello che facevano gli altri e solo la prescrizione ( casuale ? ) vi ha salvato.
      Peccato che avete vinto dopo 20 anni grazie a Calciopoli, ma finita l’onda lunga siete tornati nel dimenticatoio salvo forse riuscirvi solo quest’anno. In pratica con calciopoli avete distrutto il movimento italiano che da allora in europa e’ crollato dal primo al quarto posto nel ranking uefa, solo per i vostri porci interessi. In pratica il vostro ultimo scudetto è datato 1989, quello dei record. Perche’ seppur valido e senza avversari vi hanno fregato il record di quello a 20 squadre. Proprio intertristi. Spesi centinaia di milioni di euro per poi ricorrere al giochino di farsopoli ed essere con i conti talmente tirati che se non andate in c.l. dovrete portare i libri intribunale

  2. Andrea

    dicembre 26, 2015 at 10:09 pm

    Tu da interista parli di avere prove certe. Tu che tifi una squadra che si e’ vista assegnare uno scudetto da un suo ex vicepresidente (guido rossi) che ha montato un’indegna farsopoli. Scudetto assegnato alla tua squadra per comportamento etico e sportivo. Peccato che giocavate con un giocatore ( recoba ) senza le credenziali per poter essere schierato. Peccato che le intercettazioni le avesse fatte una società di un altro vostro vice presidente ( il tronchetto della felicita’ ) nella quale il responsabile della sicurezza fu accusato nell’ambito dei dossier illegali di telecom. Peccato che facevate anche voi quello che facevano gli altri e solo la prescrizione ( casuale ? ) vi ha salvato.
    Peccato che avete vinto dopo 20 anni grazie a Calciopoli, ma finita l’onda lunga siete tornati nel dimenticatoio salvo forse riuscirvi solo quest’anno. In pratica con calciopoli avete distrutto il movimento italiano che da allora in europa e’ crollato dal primo al quarto posto nel ranking uefa, solo per i vostri porci interessi. In pratica il vostro ultimo scudetto è datato 1989, quello dei record. Perche’ seppur valido e senza avversari vi hanno fregato il record di quello a 20 squadre. Proprio intertristi. Spesi centinaia di milioni di euro per poi ricorrere al giochino di farsopoli ed essere con i conti talmente tirati che se non andate in c.l. dovrete portare i libri intribunale

  3. Fabio

    gennaio 6, 2016 at 9:59 am

    Tu da juventino tiri in ballo cose che non hanno nessuna attinenza con quello che ho scritto, né con l’articolo. E avresti bisogno di qualche ripasso di ortografia, oltre che di obiettività.
    Se ti piace credere alla mistificazione in atto da anni che ha fatto passare le vittime per carnefici e viceversa, liberissimo. Però almeno non cercare di prendere in giro me.
    Lo scudetto non fu assegnato da Guido Rossi ma da una commissione di saggi. In ogni caso non vedo proprio che cos’altro si potesse fare, visti i comportamenti indegni della tua squadra soprattutto, così come di altre.
    La tua squadra che, te lo ricordo, per l’accusa sarebbe stata da condannare in C2 con penalizzazione, e che il vostro avvocato chiese di condannare alla B con penalizzazione, tanto per dire come eravate messi. Adesso tutti vittime, all’epoca però, di fronte alle prove, tutti zitti. Poi si dimentica e passa tutto in cavalleria.
    Ma non sta a me discuterne, visto che tutte, e sottolineo TUTTE, le sentenze della Giustizia ordinaria hanno comprovato il disegno di Moggi e sodali per rendere il campionato di Serie A meno credibile del wrestling.
    Nessun giudice ordinario ha mai nemmeno messo sotto accusa l’Inter o i suoi dirigenti (né la Roma o altre squadre che non “facevano come fanno tutti”, scusa di marca craxiana che fa sempre acqua da tutte le parti, in qualunque contesto la utilizzi) perciò, seriamente, di che cosa stiamo parlando? Della “madre di tutte le intercettazioni”, in cui Facchetti chiedeva “un arbitro bravo” e nella quale la difesa di Moggi ha cercato in modo ridicolo e burlesco di far passare la voce di uno per la voce di un altro? Ma facciamola finita, per favore.
    Altre due cosette: fatela finita anche con questa cosa di Tronchetti Provera che faceva le intercettazioni. Le intercettazioni di Calciopoli le ha fatte la magistratura, possibile che non vi entri in testa? Cosa credete, che siano state lasciate ai dipendenti Telecom?
    E quanto alla prescrizione, essendo tu tifoso di una squadra che ha visto prescritte le sentenze (non il parere dell’accusa, come nel caso di Palazzi sull’Inter: le sentenze) per il caso doping che vi avrebbe portato via anche l’unica Coppa dei Campioni non sporca di sangue che siete riusciti a vincere nonostante decine di tentativi, ti consiglierei il silenzio.
    Il movimento calcistico italiano è stato distrutto dalla mancanza di credibilità, prima di tutto dovuta alle manovre dei tuoi dirigenti, quelli che osanni e che hanno portato, a voi sì, decine di scudetti di cartone, che si squagliano una volta arrivati a Mendrisio.

  4. Marco

    marzo 26, 2016 at 3:17 am

    Fabio,
    provo molta pena per te.

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