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L’idea della Ternana per riempire lo Stadio in Serie C

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L’idea della Ternana per riempire lo Stadio in Serie C

“Voglia di strigersi un po’…”: mi viene in mente questo coro per descrivere ciò che sta avvenendo in questi ultimi giorni, sotto il punto di vista calcistico, dalla parti di Terni. Nella città umbra infatti il presidente della squadra rosso-verde, Stefano Bandecchi, ha deciso di dare il via ad una vera e propria rivoluzione, almeno secondo chi scrive, per quel che riguarda i prezzi degli abbonamenti per la stagione calcistica 2019/2020.

I tifosi infatti, per prenotare uno dei 17.000 posti dello stadio Libero Liberati, dovranno sborsare “due spicci” visti i costi assai popolari decisi dalla proprietà. Ecco qualche esempio concreto che possiamo fare: 5 euro per le curve, 8 euro per i distinti e 10 per le tribune.

Se si confrontano tali prezzi rispetto a quelli fissati per la campagna abbonamenti dello scorso anno, la differenza salta subito all’occhio. Per la stagione 2018/2019, infatti, si dovevano sborsare ben 140 euro per un seggiolino in curva (che scendeva a 120 se si era iscritti ad uno dei cral aziendali).

Tale diminuzione non interessa, però, i costi dei biglietti delle singole partite che, più o meno, restano uguali a quelli che si dovevano spendere la scorsa stagione. La Ternana quindi vuole avere con se il maggior numero di abbonati, vuole riempire quanto più possibile lo stadio “Liberati” per avere un sostegno costante.

 

Si è cercato di fidelizzare la tifoseria dopo due stagioni estremamente negative nella speranza che la spinta della città possa rivelarsi determinante per la rinascita sportiva del club.

La risposta a questa proposta non si è fatta attendere. In poche ore infatti, dopo l’apertura della campagna abbonamenti iniziata lo scorso 27 maggio, sono andate vendute esattamente 401 tessere. Ad oggi invece, ad una settimana esatta dall’inizio della vendita libera partita lo scorso 3 giugno, si è arrivati alla cifra di 10.000 abbonamenti sottoscritti.

Tali numeri, per una squadra che milita in Serie C, rappresentano un risultato storico. Se poi guardiamo anche i traguardi raggiunti nelle ultimi campionati dalla squadra della città umbra ecco che questo amore dei suoi supporter colpisce ancora di più.

Nel 2017/2018, la prima stagione della nuova presidenza Bandecchi, infatti la Ternana retrocesse in serie C dopo ben sei anni di serie cadetta. L’anno scorso invece, nonostante una campagna acquisti che ha portato in Umbria alcuni giocatori più che buoni per un campionato di tale categoria, il club rosso-verde ha chiuso con un deludente undicesimo posto in classifica.

Tutto ciò ha portato ad un ulteriore allontanamento dei tifosi dagli spalti del Liberati. Usiamo il termine ulteriore perchè gli ultras umbri, viste le loro simpatie politiche molto vicine all’area dell’estrema sinistra, si era già allontanati dalla squadra dopo che il presidente Bandecchi aveva deciso per una altra rivoluzione che era stata criticata dai più.

Infatti, pochi mesi dopo aver acquistato la Ternana dalla famiglia Longarini nell’estate 2017, Stefano Bandecchi, proprietario anche della università telematica Niccolò Cusano, aveva deciso di cambiare il nome ufficiale del club in “Ternana Unicusano”.

Una scelta che non era stata criticata solo dagli ultras locali più militanti. Sono state infatti molte le voci di dissenso che si sono levate da vari gruppi ed appassionati del mondo del pallone che, in qualche modo, credevano ancora in un lato popolare del calcio.

Nonostante tutto il presidente è andato avanti per la sua strada dicendosi sicuro che tale cambiamento avrebbe portato anche a migliori risultati sul campo fin da subito. Purtroppo però, come si può ben capire da ciò che è scritto sopra, non ci si è minimamente avvicinati a questo obiettivo, anzi.

Dopo due anni di delusioni la società ha optato di dare il via a questa nuovo stravolgimento. Magari con una delle basi fondanti del gioco del pallone, il sostegno dei tifosi, si raggiungeranno veramente determinati obiettivi da sempre sognati.

Solamente il tempo ci dirà se questa nuova decisione porterà a qualcosa di buono. Per ora i tifosi umbri rosso-verdi possono solo portare il loro supporto battendo le mani e cantando per incitare i loro beniamini in campo…..ma sappiamo che chi ben comincia è a metà dell’opera.

Classe 1991. Romano e laureato in storia. La mia passione per lo sport, in particolare rugby e calcio, comincia fin da piccolissimo. Il lato culturale l'ho acquisito nel corso del tempo e con un po' di fatica. Con i miei articoli cerco di unire i miei tre interessi principali: sport, storia e cultura.

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