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Le Origini del Giro delle Fiandre

Francesco Beltrami

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Le Origini del Giro delle Fiandre

La prima edizione del Giro delle Fiandre data 1913. Si è corsa infatti per la prima volta il 25 maggio di quell’anno. Se ne corsero due edizioni poi la Prima Guerra Mondiale bloccò tutto. Il Fiandre, come è chiamato confidenzialmente dagli appassionati italiani, De Ronde per quelli locali, riprese però prontamente nel 1919 per non interrompersi mai più, nemmeno durante il secondo conflitto mondiale.

Suoi padri furono due giornalisti di SportWereld, una testata sportiva fondata un anno prima e alla ricerca di pubblicità, insomma le stesse origini di Giro e Tour. Creatore del Fiandre fu considerato per molti anni Karel Van Winendaele, poi, in occasione della festa del centenario nel 2013 due storici belgi hanno ricostruito più esattamente i momenti della fondazione della corsa scoprendo che sì Van Winendaele era colui che compariva in pubblico come rappresentante dell’organizzazione, ma che alle sue spalle agiva, come mente, un altro collega di SportWereld, Leon Van Den Haute. SportWereld organizzò la corsa fino al 1939, poi fu assorbito da un’altra testa, Het Nieuwsblad, di cui è diventato e resta ai nostri giorni, un inserto. La redazione del Wereld rimase autonoma nel periodo della Seconda Guerra Mondiale venendo poi assorbita da quella dell’Het, che ha sempre continuato ad organizzare il Fiandre.

Torniamo a quel 1913: la corsa nasce anche, forse soprattutto, come simbolo regionale, tracciata solo ed esclusivamente sul territorio delle Fiandre, in modo da toccarne più comuni possibile e unirli nella ricerca dell’indipendenza del popolo fiammingo. Il 25 maggio del 1913 alle sei del mattino parte dunque la prima edizione di questa corsa tanto carica di significati fin da subito. 330 i chilometri previsti che vengono affrontati da trentasette corridori. Dopo 12 ore, 3 minuti e 10 secondi Paul Deman è il primo a tagliare il traguardo battendo in volata altri quattro corridori, tutti belgi. Deman ha all’epoca 24 anni. L’anno dopo vincerà la Bordeaux – Parigi per diventare poi un militare, con incarichi segreti durante la Prima Guerra Mondiale. Fungerà da collegamento tra l’esercito anglo-francese accampato in Olanda e i resistenti agli occupanti tedeschi del Belgio, nascondendo i messaggi nel telaio della bicicletta. Come negli anni Quaranta avrebbe fatto Bartali coi falsi documenti per far fuggire gli ebrei toscani. Arrestato dai tedeschi nel 1918 scampò l’esecuzione perché la guerra finì in tempo con la sconfitta dei suoi carcerieri. Tornò a correre e a vincere: la Roubaix nel 1920 e la Parigi-Tour nel 1923. Morì a 72 anni nel 1961.

Nel 1914 la spuntò Marcel Buysse in 10 ore e venti minuti vincendo una volata a otto con coinvolti sempre solo corridori belgi. La distanza era però stata accorciata a 280 chilometri. Buysse classe 1889 come Deman fu professionista dal 1909 al 1926, e in precedenza ave vinto sei tappe al Tour del 1913. Capostipite di una famiglia di corridori, quattro fratelli, lui era il maggiore, tre dei loro figli e un nipote furono professionisti, morì nel 1939 pochi giorni prima di compiere quarant’anni.

Il Fiandre, tornò nel 1919, dopo la fine della guerra, con il successo di un altro belga, Henri Van Lerbeghe, ulteriormente accorciato a 230 chilometri. Primo straniero a vincere fu, nel 1923, lo svizzero Henri Suter, per trovare un italiano nell’albo d’oro bisogna aspettare Fiorenzo Magni nel 1949. Magni rivinse anche nel 1950 e nel ’51. La corsa comunque è rimasta feudo belga, troppo esperti delle loro strade i corridori locali che hanno vinto 69 volte contro le 33 del resto del mondo. Dei 33 successi stranieri ben 10 sono dei vicini olandesi, e altri 10 sono italiani.

La corsa fu l’unica classica a disputarsi in Europa anche durante il periodo di occupazione tra il 1940 e il 1944 anzi l’esercito tedesco si occupò di garantire la sicurezza dei corridori al passaggio. Ciò procurò a molti giornalisti coinvolti nell’organizzazione l’accusa di collaborazionismo. Allo stesso Van Winendaele fu tolto a vita il tesserino e la possibilità di lavorare. Venne riabilitato quasi subito per l’intervento personale del Generale Montgomery che attestò come il creatore del Fiandre avesse aiutato e salvato diversi piloti alleati abbattuti sul Belgio.

Ai giorni nostri la corsa si disputa la prima domenica di aprile su una distanza di 270 chilometri e presenta a seconda delle edizioni, tra 17 e 19 dei famosi muri, in buona parte pavimentati a pavè. Nel 2018 ha vinto l’olandese Niki Terpstra. La partenza è ad Anversa, maggior città delle Fiandre col suo mezzo milione di abitanti, l’arrivo a Oudenaarde, piccola cittadina industriale di 30.000 abitanti nella parte orientale della regione. Dal 1996 si disputa il Giro delle Fiandre Under 23, dal 2004 quello femminile, sulla distanza di 150 chilometri, vinto l’anno scorso dall’olandese Anna Van Der Breggen.

Sono nato oltre cinquant'anni fa sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, e la passione per lo sport è cresciuta con me dai primi anni. Sono stato praticante di varie discipline, a livello bassissimo e senza risultati, dirigente di società, e lo sport ho provato a raccontarlo, e ancora cerco di farlo, per descrivere quei momenti in cui l'adrenalina sale e non si ha tempo di badare al controstarter...

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