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L’altro sogno delle ragazze mondiali

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L’altro sogno delle ragazze mondiali

Bravissime ed emozionanti, la nazionale di calcio femminile di ritorno ai Mondiali dopo 20 anni, raggiunge i quarti di finale battendo la Cina 2 a 0.

Se in Francia le azzurre danno spettacolo, in Italia il seguito é sempre maggiore con addirittura piú del 20% di share. Nei bar vengono trasmesse le partite e tra i tanti curiosi piú di qualcuno ormai conosce le ragazze, le loro storie, i loro punti di forza.

Se il sogno sportivo continua e ora ai quarti bisognerà vedersela con l’Olanda, quello professionale, ovvero diventare professioniste, é in dirittura d’arrivo.

In Italia le atlete donne, in tutti gli sport, hanno lo status di dilettante, il che vuol dire nessuna tutela legale e previdenziale, niente ferie, nessuna indennitá di malattia ma soprattutto vuol dire che se, ritornando al calcio, una giocatrice della Serie A riceve una proposta dalle leghe professionistiche estere, non ci si può opporre perché di fatto il cartellino non esiste. E questo é evidentemente un grosso danno per le squadre che stanno investendo nel settore.

Ecco allora che la misura, infatti, potrebbe essere approvata nell’ambito del collegato sport che andrà probabilmente questa settimana sul tavolo del consiglio dei ministri.

I contorni di questa riforma per il professionismo femminile nel calcio non sono ancora noti ma di sicuro é una rivoluzione, una conditio sine qua non, con cui dare ancor piú forza e credibilitá al movimento e creare posti di lavoro nel settore oltre ad alimentare i sogni e le speranze delle atlete.

Dello stesso avviso anche il presidente della FIGC Gravina che sull’argomento ha ribadito l’apertura parlando anche di vantaggi fiscali: “È ora di riconoscere il professionismo alle ragazze del calcio che giustamente lo rivendicano. In tempi non sospetti, abbiamo suggerito una proposta che consentirebbe ai club femminili, così come per il primo livello del professionismo maschile, di attutire l’impatto dei costi del professionismo, beneficiando di un credito d’imposta da reinvestire”. Le sue parole nei giorni scorsi.

Insomma la nazione vola e sogna insieme alle #RagazzeMondiali e presto, molto presto, non bisognerá piú vivere “Sognando Beckham” perché Beckham sarete voi.

Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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