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La Wada dà, la Wada toglie: i 2 casi spinosi dell’Antidoping

Emanuele Sabatino

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L’ex team manager Johan Bruyneel è stato bannato a vita dal ciclismo dopo la vittoria in appello dell’Agenzia Anti-doping mondiale alla Corte dell’arbitrato Sportiva (CAS).

Il 54 enne belga era stato già bannato per 10 anni nel 2014 per aver orchestrato un elaborato piano di doping per permettere a Lance Armstrong di vincere  sette Tour de France.

Stessa sorte anche per l’americano Armstrong, a cui vennero revocati i titoli nel 2012 e in seguito bannato a vita dopo aver ammesso di fare uso di sostanze proibite durante lo show di Oprah Winfrey nel 2013.

I dettagli della sentenza parlano di  “Ban a vita per il sig. Bruyneel a seguito del suo coinvolgimento largo, dettagliato e attivo nella creazione di un sistema  maniacale di doping nel ciclismo reiterato per anni” .

Stizzita la replica dell’imputato:Ho fatto tanti errori in passato e molte cose, ripensandoci, avrei voluto farle differentemente e me ne pento amaramente. Il mio periodo prima da ciclista ed in seguito da manager era molto differente da quello odierno e attuale. Quello che ho fatto rappresentava la normalità nella nostra era e nelle dinamiche dello sport. Non ho sempre fatto la scelta migliore”.

Raggiante e soddisfatto direttore generale della WADA Olivier Niggli: “E’ il risultato di un lungo percorso al quale l’imputato ha cercato di resistere in ogni modo possibile. Abbiamo sempre pensato che la prima sanzione fosse troppo debole e che ne servisse una definitiva per dare un segno forte ad uno sport che negli anni ha perso molta credibilità”

RIMOSSO IL BAN PER LA RUSADA (Agenzia Anti-doping Russa)

Sempre la WADA nei giorni scorsi ha preso una decisione importante che non tarderà a lasciare strascichi polemici: quella di togliere il Ban pendente sopra l’Agenzia Anti-doping Russa.

La nazione russa dopo essere stata condannata per “doping di Stato” durante i giochi Olimpici invernali di Sochi 2014,  ovvero un sistema architettato dalle alte sfere istituzionali per dopare i propri atleti e dare lustro alla nazione attraverso i successi sportivi internazionali, è stata bandita dai giochi Olimpici di  Rio 2016 e quelli invernali di PyeongChang 2018. E la sua Agenzia anti-doping, complice di aver nascosto le prove delle positività dei propri atleti era stata bandita a tempo indeterminato.

La sua riammissione, votata a maggioranza dal board della WADA, ha acceso le polemiche, soprattutto degli atleti e delle federazioni delle altre nazioni. Ogni qual volta un atleta russo vincerà una medaglia è ovvio che sorgerà il dubbio che sia dopato o meno. La Rusada ha svolto bene il proprio lavoro o ha nascosto di nuovo le positività?

D’altro canto la WADA aveva uno spinoso problema etico: si possono considerare tutti gli atleti russi dopati?

Le Agenzie Anti-doping nazionali devono controllare i propri atleti prima della partenza e poi la WADA fa controlli campione durante le Olimpiadi. Verranno testati tutti i russi? Tutti i russi che vanno a medaglia? Il sospetto sui prossimi giochi Olimpici, lontani ancora due anni, è già iniziato a circolare.

 

 

Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

1 Commento

1 Commento

  1. Avatar

    Coco B. Ware

    Ottobre 26, 2018 at 11:22 am

    Ma come scrive ? Bannare? Non è italiano.
    Radiare, escludere, bandire, espellere, destituire, cacciare, estromettere, depennare, allontanare, proscrivere.

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