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La Rivoluzione della Fifa: Nuovi tornei, nuove polemiche

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La Rivoluzione della Fifa: Nuovi tornei, nuove polemiche

Nuove ed importanti rivoluzioni nel mondo del calcio sono state proposte dalla FIFA grazie, soprattutto, al volere del suo attuale presidente: Gianni Infantino. La più importante federazione del mondo del pallone a livello globale ha, infatti, proposto alcune riforme riguardanti determinati tornei con lo scopo di puntare ad un nuovo format per generare maggiore interesse.

Noi di Io Gioco Pulito cerchiamo di riassumervele di seguito.

Mondiale per Club:

Esso, fino ad oggi, è un torneo calcistico che assegna il titolo di campione del mondo a livello di club. Fin dalla sua prima edizione, svoltasi nel 2000 in Brasile, hanno diritto a parteciparvi le squadre di club vincitrici delle più importanti coppe continentali riconducibili alle sei confederazioni appartenenti alla FIFA. Si tiene, di solito, ogni anno nel mese di dicembre.

Il nuovo format del torneo prevede, invece, dall’edizione 2021, di disputare tale manifestazione calcistica nel periodo estivo, al posto della Confederation Cup.

Dal 2021 il format del Mondiale per Club prevede la creazione di un vero e proprio torneo a 24 squadre: 8 per l’Europa, 6 per il Sud America, 3 per Asia, Africa e Nord America e una per l’Oceania. Questi 24 team verrebbero divisi in 8 gruppi da tre squadre ciascuna.

Il nuovo Mondiale per Club, che si giocherà ogni 4 anni e non avrà più cadenza annuale, avrà una durata massima di 18 giorni ed ogni team giocherà da un minimo di 2 partite ad un massimo di 5.

Confederations Cup:

Essa, ad oggi, rappresenta un vero e proprio antipasto della Coppa del Mondo ed, infatti, si tiene esattamente un anno prima l’inizio della World Cup nello stesso paese in cui si svolgerà il più importante torneo a livello globale per le nazionali. A tale tipo di torneo partecipano 8 squadre: quella del paese che organizzerà la prossima edizione della Coppa del Mondo, quella del paese che ha vinto l’ultima edizione della World Cup più le sei squadre nazionali che hanno conquistato i rispettivi tornei continentali delle sei confederazioni calcistiche della FIFA (AFC, CONMEBOL, CONCACAF, OFC, UEFA, CAF).

Da 2021 tale evento dovrebbe scomparire per far posto, come detto prima, al nuovo format del Mondiale per club.

Nuova Nations League Mondiale:

Anche il nuovo torneo per club europei, che ha visto la partenza della sua prima edizione solamente poche settimane fa, si potrebbe trasformare ulteriormente e assumerebbe una caratura “globale”. Difatti, le tre migliori squadre europee della Uefa Nations League si unirebbero a 2 team sudamericani e ad altri 3 di altri continenti per una Nations League mondiale che si terrebbe, sempre a partire dal 2021, con durata biennale .

Così nascerebbe una vera e propria “final eight” che prenderebbe il posto della vecchia Confederations Cup. Essa si svolgerebbe però, a differenza della sua antenata che si tiene in periodo estivo, nei mesi di ottobre e novembre.

Mondiale a 48 squadre:

Dal 2026 la FIFA ha ufficializzato che la World Cup, il più importante torneo calcistico per nazionali a livello mondiale, passerà dalle 32 squadre attuali a 48. I posti totali verranno suddivisi così tra le 6 confederazioni calcistiche globali: 16 per la UEFA (Europa), 9 per la CAF (Africa), 8 per l’AFC (Asia), 6 per la CONCACAF (Nord e Centro America), 6 per la CONMEBOL (Sud America), 1 per l’OFC (Oceania) e 2 dai play-off.

Altre novità previste sono le seguenti. La nazionale padrona di casa sarà qualificata di diritto mentre le ultime due selezioni dovranno superare un torneo a sei così strutturato: parteciperà una nazionale a confederazione, esclusa la UEFA, e un’altra formazione appartenente alla confederazione che ospiterà la competizione. In questa sorta di play-off, le due squadre migliori secondo il ranking FIFA saranno teste di serie e giocheranno un solo turno.

Infine, le due federazioni che vedono l’allargamento delle loro squadre ammesse alla fase finale risultano essere Asia e Africa.

Alcuni, in verità, spingono perchè questo allargamento avvenga già nell’edizione 2022 della Coppa del Mondo, che si terrà nel piccolo paese del Golfo Persico del Qatar.

Critiche:

Tutti questi cambiamenti progettati dalla FIFA hanno sollevato, manco a dirlo, numerose polemiche. I dubbi più grossi, per la precisione, sono arrivati dall’ECA ( European Club Association), uno dei più importanti organismi che rappresenta le società calcistiche a livello europeo, e da Aleksander Čeferin, attuale presidente della UEFA: organo amministrativo, organizzativo e di controllo del calcio europeo.

In una lettera firmata da 15 presidenti e vice-presidenti di squadre dell’ECA, tra cui importanti club come Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco, si legge che si essi sono “fermamente contrari a qualsiasi potenziale approvazione di un Mondiale per Club riformato in questo momento”: si aggiunge inoltre “che nessun club dell’ECA parteciperebbe a questa competizione”.

Tutto questo perchè, una volta che verrebbe approvata la creazione di un torneo così strutturato, non ci sarebbe più spazio per far riposare i giocatori, almeno fino al 2024. “Dobbiamo prestare attenzione agli allenamenti e alle vacanze, i giocatori devono recuperare per ogni stagione che fanno. Se il calendario non viene modificato, ovviamente non possiamo essere d’accordo”: sono queste le parole  chiare del presidente del Barcellona Josep Maria Bartomeu che non lasciano spazio ad alcun dubbio.

Anche da parte di Ceferin non sono tardate ad arrivare alcune critiche. “Non vedo l’Uefa incontrarsi con solo sette federazioni o club e discutere con loro delle cose che riguardano tutto il calcio europeo” ha affermato il presidente Uefa durante una intervista rilasciata alla rivista sportiva tedesca “Kicker”. Lo stesso numero uno della Uefa ha così concluso: “So che almeno tre dei sette club non sono d’accordo con il percorso che la Fifa vuole prendere. In qualità di organo di governo, la Fifa dovrebbe avere più rispetto per la piramide, il sistema calcistico, le federazioni nazionali e il club. Nessuno possiede il calcio, nè il presidente della Fifa nè quello dell’Uefa nè il presidente di un club. Il calcio non è in vendita, è così semplice”.

 

Classe 1991. Romano e laureato in storia. La mia passione per lo sport, in particolare rugby e calcio, comincia fin da piccolissimo. Il lato culturale l'ho acquisito nel corso del tempo e con un po' di fatica. Con i miei articoli cerco di unire i miei tre interessi principali: sport, storia e cultura.

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