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La leggerezza di chiamarsi Jonathan Rea

Emanuele Catone

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Il Mondiale Superbike 2017 ha riaperto i battenti con la tappa in Australia sul Circuito di Phillip Island. A mettere tutti in fila ci ha pensato il solito, fantastico, Jonathan Rea; campione in carica da due anni e indiscusso re della categoria. Sul tracciato australiano, il pilota britannico ha lasciato sfogare i suoi avversari; li ha fatti divertire e prendere a sportellate per gran parte sia di Gara 1 che di Gara 2, si è quasi fermato per permettere agli altri di stargli dietro e gustarsi così un po’ di bagarre anche lui. Arrivato il momento decisivo, però, ha abbassato la testa sul cupolino e si è andato a prendere la bandiera a scacchi in entrambe le manche.

Il povero Chaz Davies, unico pilota che sembra in grado di poter mettere in difficoltà Rea, si è dovuto accontentare delle briciole; 42 millesimi di ritardo nella prima gara e addirittura soli 25 millesimi nella seconda. Un’unghia, tanto è bastato all’alfiere della Kawasaki per portare a casa i primi 50 punti in palio.

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Johnny si è armato della sua solita leggerezza letale per avere la meglio sugli avversari, quella che negli ultimi 2 anni gli ha permesso di entrare nella storia della Superbike. Nella categoria, infatti, il britannico è l’unico, insieme al connazionale Fogarty, ad aver trionfato per due stagioni consecutive. Con una semplicità unica Rea doma la sua “verdona”, la addomestica come un matador col suo toro; tiene a bada i cavalli e il carattere scorbutico della Kawasaki come nessuno ha mai fatto, chiedere a Sykes per conferma.

Il ragazzo di Ballymena è una pecora fuori dal gregge nel Mondiale Superbike; la sua guida pulita, il suo carattere poco avvezzo alle sportellate lo rendono differente da tutti i piloti del roster ed è probabilmente questo che lo rende una spanna sopra gli altri. Il suo modo di stare in pista è paragonabile a quello dei riders della MotoGP; categoria dove in questo inverno ha simbolicamente trionfato e messo tutti in riga quando nei test di Jerez ha ottenuto un tempo migliore rispetto a quelli di Rossi, Marquez e co. A riconferma delle qualità fuori dal comune del ragazzo.

Jonathan Rea è un pilota formidabile che quest’anno potrebbe definitivamente scolpire a vita il proprio nome nella storia della Superbike; con la sua leggerezza, la sua classe e il suo sorriso da bravo ragazzo che nasconde un glaciale animale da gara.

Classe 1992. Laureato in Lettere Moderne. Nato all’ombra dell’imponente quanto poetico Vesuvio. Mio padre, malato di qualunque cosa abbia un motore, mi avvicina al mondo del motociclismo e dell’automobilismo; la storia della città partenopea, invece, mi risucchia nella bellissima realtà del calcio. Da qui nasce il connubio tra questi sport diversi ma accomunati dalle emozioni che regalano. Negli anni dell’adolescenza si fa viva la voglia di raccontarli in tutte le loro sfaccettature, senza limiti e senza riserve. Valentino Rossi, Senna e Buffon gli eroi; uno per passione, come è giusto che sia.

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