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La Colombia è in Pace. Falcao ed Higuita scendono in campo per l’accordo di Cartagena

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Qualche giorno fa si è concluso l’unico conflitto armato dell’emisfero occidentale. Nel Patio de Banderas a Cartagena il presidente della Colombia Juan Manuel Santos ha firmato l’accordo di pace con il leader delle FARC, le Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane, Rodrigo Londoño Echeverri, alla presenza del segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, Raúl Castro e di altre 2500 persone, tra cui 400 vittime, 120 membri della Farc, 1200 giornalisti, uomini di Stato e gente comune, è stato firmato ufficialmente l’accordo di pace che conclude definitivamente un’assurda guerra in Sudamerica.

Alla Decima Conferenza Nazionale delle Farc (tenutasi prima dell’accordo con il Governo) l’ospite d’onore è stato un simbolo della nazione colombiana e del calcio di fine millennio: Renè Higuita. Il portierone dei cafeteros ha approvato l’accordo di pace tra il movimento marxista ed il governo ratificando la conversione delle FARC in movimento politico legale invitato.

Higuita ha incontrato alcuni leader della guerriglia e partecipato alla cerimonia di chiusura della manifestazione, una cerimonia in grande stile con migliaia di persone, tanti artisti ed un mega concerto.

Su questo argomento si è espresso anche Radamel Falcao, punta attualmente in forza al Monaco: “Questo passaggio per il popolo colombiano non sarà facile. Ci sarà bisogno di ricostruire un Paese. Generazioni intere che hanno sofferto per la guerra. La Colombia è però un Paese che ha la capacità di perdonare e che non si arrende nonostante le difficoltà“.

Giornalista classe 1992, appassionato di sport e di cinema. Sport e cinema sono la mia vita ed è l'unica cosa alla quale non rinuncerei mai. Il Calcio il primo amore, quello che non si può scordar, poi ho cominciato a giocare (male) a Basket ed in età adulta è scoppiata la fervente passione per la palla ovale ed il mondo NFL. Tutti e tre sport, col cinema, li unisco nelle mie storie, figlie di interviste e libri, figlie di lunghe ore passate a leggere articoli nelle lingue più disparate del globo. La cosa che più mi distrugge è la noia, la seconda la curiosità. Nel mio Pantheon Diego Armando Maradona, Magic Johnson, Muhammad Alì, Valentino Rossi e Michael Jordan e proprio una frase di His Airness come segnalibro dell'esistenza: "Perché i sogni, come le paure, spesso sono soltanto delle illusioni".

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