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Storie dell'altro mondo

111 anni di Inter, la squadra (quasi) mai stata in B

Luigi Pellicone

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111 anni di Inter, la squadra (quasi) mai stata in B

Il 9 Marzo 1908 nasceva il Foot-Ball Club Internazionale, meglio conosciuto come Inter. La squadra meneghina fondata da 44 dirigenti  dissidenti del Milan, che ha sempre rivendicato la sua permanenza in Serie A e il fatto di non essere mai scesa in serie cadetta, primato che divideva insieme alla Juventus, prima della retrocessione d’ufficio dopo lo scandalo Calciopoli. Una faida secolare tra la Vecchia Signora e il club neroazzuro sempre pronta a riaccendersi, con i tifosi dell’Inter che adesso possono sottolineare come l’unica squadra a non aver mai “assaggiato” la Serie B è proprio quella del Biscione.

Ma davvero l’Inter non è mai stata in B? Quasi. Più precisamente, non ci è andata. L’Inter e i suoi tifosi si fregiano della “immunità” alla serie cadetta. In realtà i neroazzurrri si “guadagnano” una potenziale retrocessione nel 1922. Poi, però, per una serie di imprevisti e probabilità, conservano la massima serie (ri)passando dal via…

Stagione 1921-22. Situazione complicata. Il precedente campionato si era giocato con 88 squadre. Troppe. Ai nastri di partenza della massima serie si presentano in 105. Troppe. Si consuma lo “scisma”. A Milano nasce la Confederazione Calcistica Italiana. Si giocano due tornei: quello della FIGC (47 squadre) e quello della CCI  (58 squadre). Vinceranno Pro Vercelli (CCI) e Novese (FIGC).

Tutto secondo pronostico, tranne la disastrosa stagione dell’Inter: 11 punti in 22 partite, 29 gol fatti e 66 subiti. Ultimo posto e condanna alla Serie B? Secondo il regolamento FIGC sì. L’Inter però gioca nella CCI. E allora?

Nel mare magnum della confusione arriva un’insperata scialuppa di salvataggio. FIGC e CCI accettano un confronto. Entra in scena Emilio Colombo: il direttore della Gazzetta dello Sport, chiamato a dirimere la questione, presenta il “Compromesso” che prevede lo sciolgimento della CCI e il ritorno dei “secessionisti” in FIGC. Il nuovo torneo prevede 36 squadre. 12 CCI, altrettante FIGC, sei per meriti sportivi. Restano sei posti da giocarsi, previo spareggi incrociati, fra dodici squadre: 6  CCI e 6 FIGC. É lecito chiedersi in base a quali criteri si possano ridurre i ranghi penalizzando società e squadre che meriterebbero sul campo, la massima serie. Beh, chi potrebbe spiegarcelo è definitivamente irraggiungibile. L’unica certezza è che siamo in Italia anche nel 1922: contano meriti sportivi, bacino d’utenza, titoli, trofei, amicizie e simpatie.

Diverse squadre che avrebbero diritto alla Prima Divisione sono estromesse. L’Inter  ha comunque diritto di provare a salvarsi: e torna in corsa. Il percorso prevede due spareggi. Il primo dei due match è contro lo “Sport Italia Milano”. Vittoria facile, a tavolino: la società è fallita. Resta l’ultimo ostacolo per l’agognata permanenza. I nerazzurri affrontano la Libertas Firenze. Anzi, quello che ne resta dopo la fine del campionato (a marzo) e l’imminente fusione con la Fiorentina. I toscani sono costretti a scendere in campo. Sfide andata e ritorno. L’andata si gioca a Milano, il 16 luglio 1922, a tre mesi dalla fine del campionato. La Libertas stenta a trovare undici uomini da mettere in campo. L’Inter ce li ha e se la cava: 3-0. Il ritorno è una formalità: 1-1 a Firenze. Tanta paura, ma tutto ok. Grazie al “compromesso”  l’Inter gioca e vince gli spareggi, mantiene serie A e “immunità”. Mai stata in B. Al massimo, per due mesi e senza giocarvi.

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Quando prendo atto che la Serie A può fare a meno del mio talento, mi dedico all'unica altra cosa che so fare. Scrivere. Studio Lettere alla Sapienza, mi ci laureo per la gioia dei miei genitori e dei docenti, entrambi stanchi di sopportarmi. Collaboro prima con la Gazzetta del Sud , poi con il Corriere dello Sport. Infine scopro che la trasmissione di Michele Plastino, “Goal di Notte”, è del 1979, proprio come me. Impossibile non celebrare l'unione. Cronista di denuncia. Dietrologo e malfidato per vocazione. Amo raccontare storie. Vere, mica favole. Quando accade qualcosa di sorprendente, aizzo le antenne. Non credo al caso, né alle coincidenze. Piuttosto penso a cosa ci sia realmente dietro. Ah, il più delle volte sono sono pensieri cattivi, forse per quello qualche volta ci azzecco. Di notte, ma accade raramente prima delle tre, un po' dormo.

2 Commenti

2 Comments

  1. Avatar

    mauro

    Aprile 14, 2019 at 3:08 pm

    Ti invito ad informarti meglio, il regolamento dell’epoca prevedeva che le ultime classificate della serie A dovevano fare uno spareggio salvezza con le prime classificate di serie B.
    Poi arriva il famigerato compromesso Colombo e l’Inter invece di disputare un solo spareggio come da regolamento è costretta a disputarne 2.
    Per fortuna che ami raccontare storie vere e mica favole.

    • Avatar

      Giusy

      Maggio 2, 2019 at 1:30 pm

      Lo spareggio scudetto fu disputato immediatamente al termine del campionato mentre quelli per la salvezza solo dopo il Compromesso Colombo,se il regolamento già prevedeva lo spareggio perché non disputarli subito? Per cui Inter retrocessa ma salva grazie al cambio delle regole

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