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In Turchia non si possono vedere i Playoff NBA

Emanuele Sabatino

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In Turchia non si possono vedere i Playoff NBA

L’emittente sportiva turca S Sport non trasmetterà le finali della NBA di Western Conference tra Golden State Warriors e Portland Trail Blazers a causa della posizione politica del centro di Portland Enes Kanter, oppositore del presidente del paese, Recep Tayyip Erdogan.

La decisione è stata confermata anche dal commentatore di S Sport Omer Sarac che ha anche aggiunto che se Portland dovesse vincere e andare alle NBA Finals per vincere l’anello contro Toronto o Milwaukee anche quella serie non verrà trasmessa in TV.

S Sport è il principale canale televisivo della NBA in Turchia. Le partite saranno ancora disponibili in Turchia su NBA TV International e NBA League Pass, secondo quanto riferito dalla NBA stessa.

Kanter è sempre stato molto critico nei confronti del governo di Erdogan a causa della limitazione dei diritti umani, e si è schierato con il religioso musulmano in esilio Fethullah Gulen, che il governo accusa di orchestrare un fallito colpo di stato nel 2016. Gulen, residente permanente negli Stati Uniti, vive in esilio in Pennsylvania.

Kanter, 26 anni, è ricercato per l’arresto nel suo paese d’origine, e le agenzie di stampa turche, in gran parte controllate dal governo di Erdogan sin dal tentativo di colpo di stato, lo descrivono come un nemico dello stato piuttosto che il giocatore di basket più famoso della Turchia.

“Tutti questi fan turchi della NBA vogliono vedere le finali della Western Conference ma non possono a causa mia. È una cosa da pazzi. Il governo turco ha paura di un giocatore NBA”, ha detto Kanter in un’intervista telefonica. “Non sono un politico. Non è il mio lavoro, ma tutti hanno tanta paura di Erdogan che devo intervenire e parlare per la libertà e i diritti umani”.

Non è la prima volta che una serie di play-offs con protagonista Kanter non viene trasmessa in Turchia. Successe già nel 2016 nell’allora finale di Western Conference tra Warriors e Thunder.

Questa è la seconda volta durante i playoff di quest’anno che Kanter è stato censurato nel suo paese d’origine. L’account Twitter turco della NBA lo ha cancellato dai suoi tweet durante il secondo turno di play-offs tra Portland e i Denver Nuggets. Ciò ha portato l’NBA a licenziare il fornitore locale di social media che gestiva l’account.

“Sanno che se mettono il mio nome là fuori, potrebbero mettersi nei guai o potrebbero persino finire in prigione. Questo dimostra che è una dittatura. Ciò dimostra che non c’è libertà di espressione in Turchia”.

Kanter non è tornato in Turchia dal 2016; all’uscita, il governo ha cancellato il suo passaporto e ha tentato di trattenerlo prima che potesse tornare negli Stati Uniti. Da allora, ha chiamato Erdogan, “l’Hitler del nostro secolo”, e non ha lasciato gli Stati Uniti o il Canada, dicendo di temere l’arresto o l’assassinio da parte degli agenti turchi.

A gennaio, Erdogan ha chiesto alle forze dell’ordine internazionali di detenere Kanter e di rimetterlo alle autorità turche.Di fronte a minacce sempre più gravi, Kanter non ha viaggiato con Portland per giocare a Toronto a marzo.

“Se i Portland Trail Blazers ed i Toronto Raptors dovessero raggiungere entrambi le finali NBA, Kanter dovrà nuovamente prendere in considerazione i rischi per la sicurezza associati ai viaggi legati al lavoro al di fuori degli Stati Uniti”, ha scritto  il senatore americano Wyden in una lettera. “Mentre il presidente Erdogan continua a portare la Turchia lungo una strada oscura e autoritaria, Kanter non è certo l’unica persona a dover affrontare la persecuzione. Ma senza il suo passaporto turco – e non ancora in grado di ottenere quello americano – Kanter si trova in una posizione legale particolarmente scomoda”. Wyden ha chiesto al primo ministro canadese Trudeau di dichiarare pubblicamente che il Canada non onorerà la ‘notifica rossa’ ricevuta dalla Turchia tramite Interpol per chiedere ai paesi stranieri di detenere Kanter.

Nel frattempo il padre di Kanter, ex professore universitario, è stato arrestato e portato in prigione a causa delle opinioni politiche del figlio. Kanter non può neanche comunicare con la madre o altri parenti poichè li metterebbe in pericolo.

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Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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