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Quando James Rodriguez stava per andare al Bari

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Quando James Rodriguez stava per andare al Bari

Il calciomercato ha cominciato a riscaldare le cronache calcistiche estive. L’ambizioso Napoli di Ancelotti sembra essere vicino al talento James Rodriguez, ex Real Madrid e Bayern Monaco. Ma non è la prima volta che il trequartista colombiano  venga accostato all’Italia. Prima di diventare famoso, infatti, fu a un passo dal Bari.

Soltanto quattro estati fa il colombiano James Rodriguez, dopo un grande Mondiale in Brasile disputato con la maglia della sua nazionale, è approdato al Real Madrid per la cifra da capogiro di 80 milioni di euro. Il trasferimento ai Blancos lo rese il quarto giocatore più costoso della storia, il terzo maggiormente pagato dal Real Madrid ed il giocatore colombiano più costoso di sempre (superò Radamel Falcao ed i suoi 60 milioni di euro). Dopo una parentesi fatta di alti e bassi, passò alla corte di Carlo Ancelotti nel Bayern Monaco, che adesso potrebbe ritrovarselo in rosa con il Napoli.

 

E pensare che qualche anno fa avremmo potuto ammirare il fantasista sudamericano nella nostra Serie A; per portarlo nel Belpaese ci voleva poco più di qualche spicciolo (calcisticamente parlando).

E’ il 2010 e a Banfield (città a 14 km da Buenos Aires) i tifosi della squadra locale si stanno godendo, già da un paio di anni, le giocate di un grande talento dal sinistro fatato. Il cognome è Rodriguez ma per tutti ben presto diventa semplicemente ‘James’.

Gianni Di Marzio, da sempre eccellente esperto in materia di fenomeni in erba (vedi Maradona), segnala il ragazzo in Italia, in particolare ai dirigenti della Juventus. I bianconeri, allenati da Gigi Delneri, tuttavia, nell’estate del 2010 spendono molto per ‘campioni’ come Krasic e Martinez; la società torinese non se la sente quindi di tirare fuori altri cinque milioni di euro, per giunta per un giovane sconosciuto proveniente dall’altra parte del mondo.

James Rodriguez, peraltro, non entrerebbe neppure a far parte della rosa bianconera a disposizione di Del Neri dal momento che tra Juventus e Bari (quando la trattativa sembra sul punto di poter decollare) viene trovato un accordo di massima per ‘dirottare’ il calciatore dall’odierno ct della Nazionale Ventura.

Alla fine, l’allenatore biancorosso resta a bocca asciutta poiché la Juventus decide di declinare gentilmente la proposta di Di Marzio senior. Ci perdono tutti, visto quello che dirà la storia.

James Rodriguez, comunque, nel corso di quell’estate lascia ugualmente l’Argentina per fare il grande salto in Europa. C’è il Porto a decidere che vale la pena fare un investimento pari a cinque milioni per il ragazzo.

Tecnicamente ed economicamente si tratta di un’operazione da standing ovation. ‘James’ ripagherà, infatti, la società lusitana con 31 gol in tre anni e tanti colpi da lustrarsi gli occhi, venendo infine ceduto a peso d’oro (insieme al compagno Joao Moutinho) per oltre 70 milioni di euro.

Nato a Roma sul finire degli anni Ottanta, dopo aver conseguito il diploma classico tra gloria (poca) e insuccessi (molti di più), mi sono iscritto alla facoltà di Lingue presso l'Università di Roma Tor Vergata per seguire una delle mie passioni: lo studio dell'inglese e di tutto ciò che riguardi il mondo anglosassone. Conclusi brillantemente (stavolta si) gli studi universitari, ho deciso di gettarmi a capofitto nell'altro grande amore della mia vita professionale: il giornalismo sportivo. A marzo del 2016, ho coronato il sogno di scrivere un libro tutto mio ed è uscito "Meteore Romaniste - Uomini che (non) hanno scritto la storia della A.S. Roma". Appassionato, sin dall'età più tenera, di sport, in particolare di calcio (più estero che nazionale), adoro raccontare le storie di 'pallone', quelle, per intenderci, che attengono strettamente al rettangolo verde e ai suoi protagonisti, sempre più sacrificati in nome di bilanci e plusvalenze. Il processo che porta il 'tifoso' a diventare 'cliente', o peggio ancora 'commercialista', probabilmente non riuscirò mai a digerirlo.

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