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Il gesto di Simeone e il circolo degli sfigati sui social

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Il gesto di Simeone e il circolo degli sfigati sui social

Che il gesto di Simeone sia abbastanza cafone è chiaro a tutti. Come però deve essere chiaro che, per quanto sgradevole alla vista e fuori luogo da parte di un allenatore quasi cinquantenne, quel gesto non era nei confronti dei tifosi juventini. Qualcosa già visto fare dal tecnico argentino ai tempi del Derby di Roma, in un’età completamente diversa e con un significato altrettanto dissimile. Non si è trattato del classico attaccatevearca’ dell’epoca per intenderci, ma una dimostrazione di quanto siano fumanti gli attributi dei giocatori dell’Atletico, come ha sottolineato lo stesso tecnico dei Colchoneros nell’intervista post gara, dopo una partita gagliarda vinta 2 a 0 contro una delle squadre più forti di questa Champions League.

Detto ciò, e scartate le correlazioni astruse con il sessismo e il machismo, perché si è letto anche questo, bisogna ritornare un attimo con i piedi per terra, ragionare senza ipocrisia e soprattutto riuscire a capire le reazioni di un popolo, in questo caso juventino, che ha tutto il diritto di rosicare davanti a quanto visto e, se inevitabile e spontaneo, insultare anche il vulcanico argentino. Fa parte del calcio. Ed è comprensibile, per chi subisce l’onta, vedere nell’avversario sprezzante il nuovo nemico numero uno. E’ successo con Mourinho, con Conte e persino con Carletto Mazzone. Certo una mano vicino all’orecchio è diversa da una sul bassoventre ma la sostanza cambia poco. Tutto abbastanza normale insomma. Quello che non è per niente normale (ma che lo sta diventando) è che per sfogare il proprio risentimento si vada sui social a vomitare insulti a caso per i quali bisognerebbe solo andarsi a nascondere per la vergogna.

E’ accaduto infatti che poche ore dopo il fischio finale del Wanda Metropolitano, menti eccelse che definirle con l’ormai sdoganato leoni da tastiera sarebbe banale e che quindi chiameremo più semplicemente coglioni da tastiera, abbiano puntato la loro freccia intrisa di bile su una foto del Cholo. Il che, e lo possiamo ripetere all’infinito, è ormai prassi alla quale siamo abituati e che tutto sommato potrebbe anche essere condivisa e comprensibile in estrema analisi se ci mettessimo nei panni del tifoso juventino che ha mal interpretato il famigerato gesto, fermo restando che nella vita è auspicabile trovare sempre qualcosa di meglio da fare che lanciarsi in una litigata a mezzo social, sparando cose a cazzo che nel 99% dei casi non si pensano. Ma, tolto questo, il problema vero nasce dal fatto che per attaccarlo sia stata scelta la foto postata il giorno della nascita di sua figlia Valentina in cui si vede l’ex Inter e Lazio tenere tra le mani la piccola pochi minuti dopo la sua venuta al mondo. E qui sotto troviamo persone che augurano la morte prematura della neonata, altre le auspicano un tumore che se la porti via anzi tempo, altri ancora chiedono se diventerà una puttana come la madre (poteva mancare un commento del genere dico io?). Nel frattempo si sono inseriti in questo altissimo simposio anche i supporter delle altre squadre che, chiaramente esaltati per la disfatta degli acerrimi rivali e “dei ladri di sogni e di scudetti” secondo la loro opinione, si sono schierati a favore di Simeone, dando l’impressione però che più che a difesa di quella povera bambina che non c’entrava un beneamato, avessero trovato un ulteriore assist per insultare i tifosi bianconeri. Insomma quello che ne è venuto fuori è una quantità di schifezze di ogni tipo (da ambo le parti) che hanno spostato la disputa da Simeone (anzi figlia di Simeone) versus Juventini a Juventini versus Anti Juventini. Praticamente una fogna con una foto di un padre con una bambina in braccio a fare da sfondo. Va detto che in massa (c’è ancora speranza) e prontamente è arrivato anche lo sdegno di altri utenti, molti dei quali bianconeri, che hanno dimostrato solidarietà nei confronti del Cholo e condannato questi encefalopiattisti senza mezzi termini.

Ma la cosa peggiore in questo social a cielo aperto è che andando a vedere i profili dei manolesta ci accorgiamo che la maggior parte di questi soggetti è rappresentata da ragazzini minorenni, spesso iscritti con nomi di fantasia, evidenziando come ci debba essere un’attenzione maggiore (e magari qualche sano e vecchio scappellotto in più) nel fare entrare nuovi utenti, magari richiedendo un documento per iscriversi e facendogli capire anche duramente come possono essere puniti per le cagate che scrivono.

Insultare Simeone sarebbe stata cosa scontata per il gesto di cui sopra e per lo sconforto dopo una partita del genere, l’abbiamo già detto. Ma non si capisce perché, per ferire l’odiato di turno, si debba puntare il mirino verso la famiglia come farebbe un vile qualsiasi. Lasciate stare i neonati e, nei limiti della dignità umana, in primis la vostra, prendetevela solo con lui, che forse non possiede l’eleganza ma quello che ha (e che voi non avete) ve lo ha mostrato ieri sera dopo il goal di Godin. Sento spesso dire di recente che le colpe (e nel nostro caso le virgolette sono il minimo, siamo seri) dei padri non devono ricadere sui figli. È anche vero che se i figli sono così sfigatelli come quelli che hanno commentato, qualche colpa i padri mi sa che cel’hanno.

Laureato in Economia, appassionato di calcio e sport americani, anticonformista e libero da prostituzioni intellettuali. Malfidato e complottista, seguace di San Tommaso. Pratico a stento il calcetto e suono il basso.

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