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Il degrado sportivo di Reggio Calabria. 10 anni fa in serie A, oggi sparita, con tutti gli sport, dal professionismo

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Reggio Calabria sportiva sprofonda nel degrado. Giornate da dimenticare per la città della Fata Morgana. Altro che bacchetta magica. Serve un miracolo, mentre viene a galla (in un mare inquinato) che la Reggina ha vissuto di amore e fantasia…specialmente nei bilanci.

Il Tribunale Fallimentare si riserva i tempi, ma il finale è scontato. Il presidente Foti e l’ad Ranieri, indagati per bancarotta, hanno attribuito alla società soldi inesistenti: 150 mila annui dalla Juventus. In realtà la convenzione (6 mesi) prevede l’utilizzo del marchio “Juventus” in cambio del diritto di prelazione sull’acquisto dei giovani talenti. Si vantano crediti di 2 milioni e 991mila euro dal Comune. La Reggina, invece, è debitrice di 200mila. Ciliegina su una torta rancida: il centro sportivo dell’ “Hinterreggio” (la seconda società della città sino al 2011) è dato in pasto alle fiamme, di origine dolosa. Una morte annunciata per una struttura abbandonata da mesi e alla mercè di vandali, furti e attività poco nobili.

Quanto accaduto è un frammento di uno specchio frantumatosi negli anni. Il panorama, a Reggio, è drammatico. La Viola Basket, sciolta e rifondata 4 volte negli ultimi 20 anni, è in Lega A2 Silver, e sta meglio di tutti. Di certo meglio della Virtus, pallavolo, di cui non si hanno tracce dal 2002. Il Rugby annaspa fra i dilettanti. Nel calcio, l’ASD Reggio è in fila per il  ripescaggio fra i professionisti nonostante un solo anno di attività alle spalle…

Il degrado vissuto dallo sport  è la cartina di tornasole della città. Reggio Calabria è ultima per tenore di vita, affari e lavoro, servizi per i cittadini. Il 36% degli impiegati è a rischio. La disoccupazione è oltre il 20%.  Alcuni quartieri non godono neanche dell’acqua corrente. La percentuale di 2% degli asili nidi si commenta da sola. I cittadini più ottimisti, postano foto suggestive: albe e tramonti sul Lungomare. Bagnato da acque (secondo le analisi 2015 di Legambiente) “da codice rosso, complici sbocchi di scarichi di tubi e fogne che innalzano i valori di inquinamento microbiologico al di sopra dei limiti di legge.

Il paradosso di una Città metropolitana. Fra l’altro, unico capoluogo di provincia sciolto per Mafia nel 2012. Eppure, dieci anni fa, Reggio e la Reggina festeggiavano la permanenza in serie A: con un tecnico giovane e rampante, Mazzarri. Con giocatori come Lucarelli (oggi al Parma), Bianchi, Cozza e Amoruso, promesse come Modesto, Mesto e Missiroli. Le istituzioni soffiavano su una squadra simbolo del riscatto sociale di un popolo. 3650 giorni dopo, il pallone di qualsiasi forma fatica a rotolare fra la melma. É finita male. Malissimo.

Quando prendo atto che la Serie A può fare a meno del mio talento, mi dedico all'unica altra cosa che so fare. Scrivere. Studio Lettere alla Sapienza, mi ci laureo per la gioia dei miei genitori e dei docenti, entrambi stanchi di sopportarmi. Collaboro prima con la Gazzetta del Sud , poi con il Corriere dello Sport. Infine scopro che la trasmissione di Michele Plastino, “Goal di Notte”, è del 1979, proprio come me. Impossibile non celebrare l'unione. Cronista di denuncia. Dietrologo e malfidato per vocazione. Amo raccontare storie. Vere, mica favole. Quando accade qualcosa di sorprendente, aizzo le antenne. Non credo al caso, né alle coincidenze. Piuttosto penso a cosa ci sia realmente dietro. Ah, il più delle volte sono sono pensieri cattivi, forse per quello qualche volta ci azzecco. Di notte, ma accade raramente prima delle tre, un po' dormo.

1 Commento

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    Sebastiano Romeo

    Giugno 3, 2016 at 8:01 pm

    Il giovane Pellicone, mio coetaneo, dal curriculum valido e “simpatico”, sembra esercitare a pieno titolo la professione più quotata proprio a Reggio di Calabria: so fare tutto io. Dispone di uno spazio con il quale mostra padronanza delle sue conoscenze sportive del panorama reggino; lo fa con grande enfasi, tributando alla storia della città onori di rilievo. Poi tenta di fare quello che va di gran moda negli ultimi dieci anni. Si lascia affascinare dalla tentazione, inizia a disegnare parallelismi eccentrici con dati falsi, comunque non veritieri. Prescindendo dalle vicende giudiziarie di Foti, innocente fino a prova del contrario e nei gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento ( Foti nei giorni scorsi ha chiarito la sua posizione su alcuni punti che Ella riporta come verità giudiziarie), che la città sia da bollino rosso a mare è una menzogna che non merita replica. Le analisi di Legambiente, che da la bandiera blu a Grosseto, ove la chimica scarica a mare, sinceramente me le appendo al collo. Il dato è quello di Arpacal, che pone il divieto di balneazione su tre tratti di rilievo ed in prossimità dei torrenti (ci mancherebbe altro), su 32 Km di costa: non mi pare così scandaloso.
    Sullo scioglimento per mafia… Da giornalista mi chiederei piuttosto per quale motivo non siano stati sciolti Roma e Rende, al posto di Reggio di Calabria. Che, è il caso di ricordarlo, ha avuto nemmeno un arresto tra i consiglieri per quella vicenda ( al contrario rispetto alle citate) e che ha visto assolti tutti quanti coloro erano imputati nell’operazione che dava alle “partecipate” il ruolo chiave utile a decretarne lo scioglimento per mafia. Non è un’isola felice Reggio, male amministrata e con un indice di civiltà piuttosto basso. Ma leggere tante chiacchiere che, mi perdoni, sanno di copia ed incolla, utili a scrivere ma non a far riflettere, sinceramente, da reggino, da fastidio. Se vuole possiamo approfondire privatamente. Ha la mia mail. Buonasera.

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