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Il cuore grande di Antonio Candreva

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Il cuore grande di Antonio Candreva

In Italia le battaglie di principio si fanno ai danni dei più deboli e dei più piccoli.

Ed é cosí che è scoppiato lo scandalo di Minerbe in provincia di Verona che ha negato un pasto ad una bambina perché i genitori erano in ritardo con il pagamento della mensa.

Secondo la ricostruzione fatta dal sindaco, il sistema automatico per i pagamenti scala i soldi e si può andare in negativo solo di due pasti. Se si è arrivati a tal punto la ditta erogatrice dei pasti non li manda a scuola. Il sindaco quindi di comune accordo con gli addetti della mensa ha pensato di dare alla bambina insolvente un secondo sostitutivo composto da tonno con dei cracker e della frutta. Il misfatto è accaduto il 29 marzo e guarda caso quel giorno era proprio il giorno tanto atteso dai bambini perché era il giorno della pizza. Quando la piccola non si è vista recapitare la sua fitta si è messa a piangere.

Come al solito questo fatto increscioso che probabilmente alle porte del 2020 non dovrebbe neanche essere concepito ha scaldato gli schieramenti politici e l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi per principio dice se non pagano non devono mangiare per correttezza nei confronti di chi paga, dall’altra chi usa il buon senso che dice è una negare un pezzo di pizza una bambina anche se effettivamente non ha pagato la mensa è un gesto di crudeltà.

A mettere fine a questa questione ci ha pensato però l’eroe che non ti aspetti: Antonio Candreva. Il giocatore dell’Inter, infatti, su internet ha letto questa notizia e ha deciso di prendere l’iniziativa. Ha contattato il sindaco dicendo che avrebbe pagato lui i pasti di questa bambina ma di anche tutti gli altri insolventi per un anno. Sono circa 30 bambini che grazie al gesto di un calciatore molto timido ma a cui stanno a cuore le cause benefiche, era già intervenuto per il terremoto dell’Aquila, potranno mangiare insieme e come gli altri. Senza discriminazioni, senza futili battaglie di principio e soprattutto, cosa più importante, senza crudeltà.

Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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