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Il calcio va incontro alla passione dei tifosi. Ma l’Italia?

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Il calcio va incontro alla passione dei tifosi. Ma l’Italia?

L’estate, per ogni buon tifoso calcistico degno di questo nome, è uno dei momenti più brutti dell’anno. Tutto questo perchè si tratta di un periodo in cui si pensa a molte cose ma non certo al pallone ed alle partite della propria squadra del cuore in casa e in trasferta.

La trasferta: una di quelle avventure che ogni persona appassionata di calcio deve provare almeno una volta nella vita. Il fatto di alzarsi ad orari improbabili, macinare centinaia di km e sostenere la propria squadra in un settore ospiti di un’altra città rendono la trasferta, almeno a parere di chi scrive, un vero e proprio must del panorama calcistico attuale.

Purtroppo, però, andare in trasferta sta diventando sempre più complicato sotto numerosi punti di vista. Uno degli ostacoli maggiori è diventato,soprattutto negli ultimi anni, l’eccessiva spesa economica che si deve affrontare ogni volta.

Tra benzina, cibo, caselli autostradali e prezzi dei biglietti, difatti, per una singola giornata passata con la sciarpa al collo e la bandieretta in mano si possono spendere centinaia ( se non in alcuni casi migliaia ) di euro. Un fattore, soprattutto in un periodo storico come questo, che spinge molti abituali frequentatori dello stadio a rinunciare ad una vera e propria “esperienza di vita”.

Fortunatamente, in alcuni paesi del Vecchio Continente, si stanno cercando delle soluzioni per venire incontro alle migliaia di persone che ogni domenica si spostano in massa per andare a sostenere la propria squadra in trasferta. Poche settimane fa ad esempio, come da noi di Io Gioco pulito descritto in un precedente articolo, la LFP (Lega Calcio Francese) ha deciso per una vera e propria rivoluzione sotto questo punto di vista.

Dalle parti di Parigi infatti, a partire dalla stagione di Ligue 1 2019/2020, i biglietti dei settori ospiti di tutti gli stadi francesi avranno un prezzo unico e fisso. Esso sarà pari a 10 euro per la Ligue 1 (corrispondente alla nostra serie A) e 5 euro per la Ligue 2 (che equivale alla serie B italiana).

In questa decisione è stato fondamentale il supporto dell’Associazione Nazionale dei Tifosi (Association Nationale des Supporters). Essa è una vera e propria associazione che collabora da anni con la stessa LFP per migliorare l’esperienza allo stadio degli appassionati, con un occhio di riguardo a chi va in trasferta.

Tale rivoluzione ha trovato da subito innumerevoli estimatori tanto che, nelle ultime ore, un caso analogo è avvenuto anche un altro importante paese europeo, almeno dal punto di vista calcistico: la Spagna. Dalle parti di Madrid è stato infatti raggiunto un accordo tra cinque club che militano nella Liga spagnola: Athletic Club, Real Sociedad, Osasuna, Deportivo Alavés ed Eibar e che non pochi hanno descritto come una “storica alleanza”.

Tale accordo, nello specifico, stabilisce un prezzo fisso per quanto riguarda i biglietti dei settori ospiti di alcuni importanti stadi iberici. I ticket per questi settori, durante le partite che vedranno sfidarsi i cinque club sovra-citati, costeranno 25 euro l’uno.

A ciò si è giunti per raggiungere quello che, almeno a parole, sembra un vero e proprio intento sociale. In tal modo si cercherà infatti di “favorire una buona atmosfera tra i club e i tifosi” .

Non è naturalmente tutto rose e fiori quel che luccica. I medesimi club, infatti, hanno voluto metter bene in chiaro che il numero il numero di posti che andrà in vendita al prezzo di 25 euro “sarà condizionato dalla capienza di ogni stadio per il suddetto settore”.

Tale intesa, firmata all’interno dello stadio Anoeta della città basca di San Sebastian, avrà la durata iniziale di un anno e varrà quindi solamente per la stagione calcistica 2019/2020.

Nonostante ciò, come si è potuto leggere sul comunicato finale, resta la «ferma volontà di dare continuità a questa operazione nel futuro». D’altronde, gli stessi presidenti dei cinque club firmatari, Aitor Elizegi, Jokin Aperribay, Luis Sabalza, Alfonso Fernández de Trocóniz e Amaia Gorostiza, si sono detti molto soddisfatti dell’accordo raggiunto.

Nel Belpaese, invece, siamo ben lontani da arrivare ad una soluzione nel genere. Anzi in alcuni casi si stanno prendendo decisioni che si allontanano da quel concetto che possiamo riassumere in  “popolare”.

Nell’ultima stagione calcistica ad esempio si è spesso parlato dei prezzi eccessivi dei settori ospiti di determinati stadi italiani che non brillavano certo per le loro qualità visive. Un esempio può essere il il caso dello stadio Marcantonio Bentegodi di Verona.

Durante alcuni match di cartello, ad esempio quello contro la Juventus di Cristiano Ronaldo, la società clivense ha pensato bene di mettere i biglietti per i tifosi bianconeri al prezzo non certo popolare di 50 euro. Tutto questo, secondo i malpensanti, lo si è deciso per sfruttare al massimo la popolarità calcistica del fuoriclasse portoghese.

Purtroppo quella del Bentegodi non è la sola eccezione che si può fare. Anche il Sassuolo, squadra di media classifica del campionato di serie A, cercava di sfruttare al massimo le partite di cartello chiedendo anche 40 euro a biglietto per settori che, in teoria, sono descritti come “popolari”.

Insomma ancora una volta, nonostante le belle parole spese, nel campionato nostrano sembra ancora dettare legge a 360 gradi il famigerato “dio denaro”. Speriamo che, almeno una volta, i vertici del calcio italiano possano prendere spunto dai loro colleghi europei per attuare una rivoluzione che sicuramente farebbe tornare più spettatori negli impianti italiani nonostante tutti i deficit del caso che ancora resistono.

Classe 1991. Romano e laureato in storia. La mia passione per lo sport, in particolare rugby e calcio, comincia fin da piccolissimo. Il lato culturale l'ho acquisito nel corso del tempo e con un po' di fatica. Con i miei articoli cerco di unire i miei tre interessi principali: sport, storia e cultura.

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