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I loved this Game: Panathinaikos vs Olympiakos, il derby di Grecia va ben oltre il parquet

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I loved this Game: Panathinaikos vs Olympiakos, il derby di Grecia va ben oltre il parquet

In Grecia da sempre è Panathinaikos vs Olympiakos, su tutti i fronti e in tutti gli sport. L’alta società ateniese, il Pana e la classe operaia portuale del Pireo, l’Olympiakos.

La battaglia tra questi due modi diversi di vivere però si sta allontanando sempre di più per quanto concerne il basket dal parquet, e si sta spostando fuori tra minacce, ritiri, insulti.

La credibilità del campionato greco è ai minimi storici e la situazione nel prossimo futuro non è tanto rosea.

Tutto ebbe inizio con una designazione arbitrale: quella dell’arbitro Panagiotis Anastopoulos per la partita tra Olympiakos e Promiteas Patras. Questo arbitro non è più gradito all’Olympiakos da quando fu designato per il derby di coppa contro il Pana dello scorso marzo.

In quella occasione i biancorossi non proseguirono dopo l’intervallo la sfida perdendo a tavolino. Non solo, in questa stagione il Pireo aveva già disertato altre gare con la motivazione di “designazione arbitrale non gradita” e se fosse accaduto di nuovo da regolamento sarebbero stati retrocessi d’ufficio nella seconda divisione.

Qui la storia prende una brutta piega perchè entrano in gioco un gruppo di circa 100 tifosi dei biancorossi, che radunatesi nei pressi dell’abitazione dell’arbitro hanno intonato cori offensivi verso lo stesso, oltre a lanciare una molotov contro un’auto delle forze dell’ordine presenti in loco. A causa di questo Anastopouolos ha rinunciato a dirigere la partita, disputatasi regolarmente, terminata 86-59 per l’Olympiakos, che ha quindi temporaneamente evitato la retrocessione d’ufficio.

Davanti a un uso della forza e della prepotenza di questa portata i rivali di sempre, i biancoverdi del Pana, hanno detto NO rifiutandosi di scendere in campo nell’ultima partita e rilasciando un comunicato:

“Non giocheremo fino a quando non prevarrà la legalità e non il terrorismo e l’illegalità che cerca di imporre l’Olympiakos con la connivenza di chi comanda. Il Panathinaikos non può rimanere impassibile davanti alle buffonate di due bambini viziati (i fratelli Angelopoulos proprietari del club, ndr) che per coprire i propri problemi volevano chiudere la stagione al più presto ed in ogni modo anche mettendo in pericolo delle vite umane. La legge è chiara. Ai fratelli Angelopoulos deve essere vietato qualsiasi coinvolgimento nello sport. In uno stato in cui lo stato è l’Olympiacos, il Panathinaikos non ha posto. O noi o loro”.

Viene subito indetta un’assemblea straordinaria con tutti i delegati dei club. L’Olympiacos propone lo stop ai playoff ma il Panathinaikos risponde in modo lapidario. Poi tocca ai biancoverdi proporre e la richiesta è di escludere l’Olympiacos dal torneo. La votazione però salva i biancorossi.

Iniziano quindi i playoffs in un clima rovente con il derby proprio al primo turno in virtù di un declassamento del Pana dalla prima posizione alla terza per non essere sceso in campo nell’ultima giornata. Ma l’Olympiakos non si è presentato, perdendo a tavolino e retrocedendo d’ufficio in A2.

Sparisce così uno dei Derby più belli del Basket mondiale. Una vicenda che è specchio di una situazione che non riguarda solo lo Sport ma un intero paese.

 

Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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