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Giochi di palazzo

Ferrari 2018: Una Rossa un po’ grigia. Anche il Cavallino è dipendente dal “vizio”?

Luigi Pellicone

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FERRARI 2018 – IL NOSTRO FOCUS

Una Ferrari tutta rossa. Anche bella? Beh, non esattamente: in primis perché con l’Halo nessuna monoposto può essere accattivante. L’importane è che sia vincente: intorno alla neonata SF71H gravitano pianeti paralleli legati da un fil Rouge pronto a…spezzarsi qualora non arrivasse il titolo mondiale.



Tutta Rossa? Altro che tradizione…

Tutta rossa, con solo alcune sfumature grigie. Ricorda qualcosa? Forse un pacchetto di sigarette? Ancora meglio: le IQOS, quelle elettroniche della Philip Morris? Guarda un po’: il main sponsor del cavallino rampante dopo l’addio della Santander. E ha appena rinnovato il contratto. E però è vietato pubblicizzare un prodotto dannoso per la salute. E allora? Facile, la multinazionale ha anche altri interessi: la sigaretta elettronica. Et voilà: al posto del “codice a barre” ecco una bella sfumatura di grigio…fumo. Che sul rosso, poi ci sta benissimo. Appunto.

La scalata di Maurizio Arrivabene

E poi c’è Maurizio…Arrivabene. Anzi benissimo, in Ferrari. La Formula 1, del resto, vive di finanziamenti delle multinazionali. In questo senso, la Philip Morris è un alleato preziosissimo. E potente. I maligni sostengono che Arrivabene sia ai vertici della Ferrari per via della sua lunga amicizia con gli Agnelli e gli Elkann e la lunga carriera nella multinazionale che finanzia la Ferrari. Beh, di certo è stato un manager di successo proprio della casa del tabacco. Nel 1997 approda in Philip Morris, dedicandosi al marketing e alle attività promozionali. Fra cui le belle e ricche giornate a Madonna di Campiglio. Arrivabene è stato a lungo il Trait-d‘union fra il Cavallino Rampante, la Desmosedici e il colosso del tabacco. Un rapporto strettissimo con i vertici di Maranello e Borgo Panigale che, unita alla passione per i motori, l’abilità affaristica e un carattere “rampante”, celebra il matrimonio con il Cavallino nel 2014.

Marchionne però lo marca stretto…

Dal 24 novembre 2014 Arrivabene è Team Principal Ferrari. E sembra che negli ultimi tempi, complici i risultati sportivi non eccelsi raggiunti negli ultimi anni, ivi compreso il mondiale sfumato pochi mesi fa, si sopporti a denti stretti con Sergio Marchionne. L’AD ha tagliato teste coronate e fior di ingegneri (Tombazis e Pat Fry) sino ad arrivare ad Allison tornato in Inghilterra alla fine della scorsa stagione. E perché non Arrivabene? Il TP resiste al muretto proprio perché, secondo i bene informati, avrebbe spalle forti e coperte dalla Philip Morris che fra l’altro sarebbe anche ben disposta a riaverlo con sé.  Non a caso la data dell’addio con la Ferrari era già fissata: fine 2018, in concomitanza con la fine della sponsorizzazione tabagista, che vale oltre 70 milioni di euro a stagione. E adesso? Tutto da rifare. Ecco perché tutti, ma proprio tutti, sperano che la Ferrari vinca. Nel 2018 oltre al…fumo serve l’arrosto. Purché in fumo e arrosto non finiscano i motori…

FERRARI 2018 – IL NOSTRO FOCUS

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