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The Green Link

Essere Pilota

Matteo di Medio

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Essere pilota è facile, basta andare presso l’Automobile Club della tua Provincia che ti può rilasciare la licenza sportiva che abilita a correre.
Per ottenere quella base occorre:

  • Frequentare un primo corso teorico che illustra il mondo e le regole dello sport automobilistico
  • Presentare un certificato di idoneità all’attività agonistica ed un certificato di vaccinazione antitetanica.
  • Pagare da 70 a 210 euro a seconda della licenza scelta che varia dal tipo di specialità alla quale intendi partecipare e dal tipo di vettura con cui gareggerai
  • Per guidare certe tipologie di vetture, più performanti, occorrerà partecipare a corsi specifici di abilitazione
  • La licenza ACI Sport è collegata all’associazione ACI che comprende tutti i servizi base previsti per i Soci ACI.

E dopo aver ottenuto la licenza?

Bisogna sapere che le gare sono suddivise in varie tipologie per scegliere in base ai propri gusti ed alle proprie disponibilità economiche.
Possiedi un’auto costruita prima del 1981? Puoi correre in circuito, nelle gare in salita, nei rally e nelle gare di regolarità per auto storiche.
Vuoi correre con l’auto che usi tutti i giorni? Per te c’è la Racing Start e il turismo di serie. Dovrai aggiungere all’auto le dotazioni di sicurezza.

Possiedi un fuoristrada? Puoi correre nelle gare Cross Country o nelle gare Fuoristrada.
Adori il cross o hai avuto esperienze di motocross? Sappi che esiste anche l’Autocross.

Preferisci gare di abilità anziché di velocità? Le gare di Slalom sono ciò che fa per te oppure le gare di Street Legal.
Vuoi sperimentare il brivido sul ghiaccio? Nei mesi invernali si organizzano gare di velocità su ghiaccio.
Hai una vettura elettrica o alimentate a bioetanolo? Esistono gare spettacolari anche per te.

Se invece ti senti pronto per qualcosa di più impegnativo, hai varie alternative tra cui scegliere: Gare in circuito, Rally, Gare in salita, Gare karting.

Per ulteriori informazioni: www.acisport.it

Da più di 110 anni ACI, con passione, è impegnata nello sviluppo dello Sport Automobilistico. Come Federazione sportiva sostiene i giovani talenti, le competizioni e la crescita del Motorsport. Il GP d’Italia di F1 a Monza, la Targa Florio, il Rally d’Italia in Sardegna, i campionati Italiani Gran Turismo, Karting, Rally, Velocità in salita e le gare delle Auto Storiche, valorizzano il patrimonio tecnologico, culturale, sportivo del nostro Paese ed emozionano milioni di appassionati nel mondo. Tutto questo con un solo obiettivo: promuovere e sostenere la passione degli italiani per l’automobilismo.

Calcio

Giornata della Terra: la grandiosa sfida dello Stadio Zero Impact dei Forest Green Rovers

Matteo Luciani

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Oggi si celebra la Giornata della Terra, dedicata alla salvaguardia dell’ambiente e all’ecosostenibilità. Per celebrarla vi raccontiamo l’ambizioso progetto presentato lo scorso anno da parte di una squadra inglese: uno stadio a zero impatto.

I Forest Green Rovers, club d’oltremanica militante in Conference National (quinta serie inglese), hanno svelato pochi giorni fa il proprio piano assolutamente rivoluzionario per costruire il loro nuovo impianto. Si tratterà di uno stadio fatto al 100% in legno.

La società che ha ideato l’Aquatic Centre di Londra, impianto appositamente realizzato per le Olimpiadi di Londra del 2012, la Greenbuilding, sarà responsabile dei lavori per questo sensazionale progetto, che prevede 5000 posti a sedere.

Si tratterebbe del primo stadio in assoluto di questo tipo e farebbe parte del piano di sviluppo da cento milioni di sterline, denominato EcoPark, promosso dal club.

La metà dell’Eco Park verrà occupata, oltre che dallo stadio, da molte altre strutture sportive, come campi di allenamento da calcio (indoor ed outdoor), impianti destinati ad altri sport e pure un edificio dedicato a studi scientifici sul mondo dello sport.

Il restante 50% del terreno sarà costituito da un parco fatto di uffici commerciali costruiti unicamente mediante risorse sostenibili; un progetto che dovrebbe riuscire a creare oltre 4000 posto di lavoro.

Riguardo al nuovo impianto, il presidente dei Forest Green Rovers, Dale Vince, ha rilasciato dichiarazioni, giustamente, entusiastiche. Queste le sue parole:

La Greenbuilding (studio del rivoluzionario architetto Zaha Hadid, scomparsa proprio quest’anno ndr) ha realizzato impianti incredibili in tutto il mondo, incluso, come sappiamo, quello all’interno del parco olimpico di Londra“.

“Hanno ideato uno degli stadi per la Coppa del Mondo che si svolgerà in Qatar e quindi abbiamo pensato di affidarci a loro per andare sul sicuro”.

L’elemento veramente straordinario riguardo al nostro nuovo stadio sarà, ovviamente, rappresentato dal fatto di essere realizzato completamente in legno. Incredibile. Saremo i primi al mondo”.

L’importanza di utilizzare il legno non è collegata solo al fatto che si tratta di un materiale naturale ma anche al suo minimo contenuto di carbonio, una percentuale molto minore rispetto alle altre sostanze usate per costruire uno stadio o un edificio”.

Siamo eccitati riguardo all’idea di poter collaborare con lo studio della grande Zaha Hadid. La loro esperienza con la costruzione di impianti sportivi e la loro abilità di mettere al centro di ogni progetto in primis l’ambiente per noi è assolutamente eccezionale”.

Porteremo avanti insieme a loro una sfida stimolante e dura. Correremo insieme per far sì che tutto possa concludersi il più in fretta possibile”.

In realtà, abbiamo fatto il possibile pure per rendere il nostro impianto attuale (The New Lawn, dotato di 5141 posti a sedere ndr) sostenibile al massimo; in questo caso, però, abbiamo le mani legate semplicemente perché lo stadio non è stato costruito da persone che avessero a cuore l’ambiente”.

Eco Park? Abbiamo iniziato solo con una matita ed un foglio bianco. Ora siamo ad un livello superbo invece. Ci spingeremo più avanti di chiunque altro ed il nostro sarà lo stadio più grandioso al mondo!

Una bella sfida, non c’è che dire. Peccato solo che certi progetti così rivoluzionari vedano spesso la luce da altre parti rispetto al nostro Belpaese.

Non ci resta che ammirare le incredibili foto del progetto:

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Motori

Filippi e Mortara: nell’elettrico c’è anche un’Italia che guida…

Tommaso Nelli

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Dove c’è green, c’è Italia. A parte la gara di Roma del prossimo 14 aprile, a tinteggiare d’azzurro la stagione di Formula E è soprattutto la presenza di due piloti nostrani: Luca Filippi ed Edoardo Mortara. Un binomio che rappresenta un motivo in più per seguire il campionato automobilistico rispettoso dell’ambiente, che compie così un altro smarcamento dalla Formula-1. Dove, eccezion fatta per Giovinazzi, terzo pilota Sauber e Ferrari e due volte al via nel 2017 (Australia e Cina), i driver dello Stivale mancano stabilmente dal 2011. Gli ultimi furono Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi, sfortunati protagonisti di un’annata avara di soddisfazioni a causa della scarsa competitività delle loro monoposto.



Tra l’altro, i due abruzzesi sono stati il simbolico trait d’union fra combustione a scoppio e batterie al litio. Nel 2014 d’esordio della categoria elettrica furono i portacolori dell’Italia grazie alla presenza della Trulli GP, il cui proprietario era lo stesso Jarno, che partecipò a tutte le gare della stagione, centrando un 4^ posto a Punta del Este e la pole-position a Berlino come migliori risultati. Al suo fianco, inizialmente, Michela Cerruti. Che però, dalla quinta gara, fu sostituita proprio da Liuzzi, che non riuscì ad andare oltre un 9^ posto (Germania) in un campionato complessivamente difficoltoso per tutto il team, che chiuse all’ultimo posto della classifica costruttori per poi ritirarsi dopo il secondo appuntamento del 2015-16 a causa di varie problematiche di natura tecnico-commerciale.

Ambedue neofiti della categoria, Filippi e Mortara contano di fare meglio. E le premesse sembrano esserci. Almeno per quanto visto a Hong Kong. Dove il saviglianese è riuscito a portare a casa il suo primo punto, terminando 10^ in gara-1 salvo poi essere bersagliato da problemi elettrici nella manche domenicale. Trentadue anni, Luca Filippi proviene da un quadriennio costellato da alcune gare nella Indycar con mezzi che però non gli hanno permesso di stare nel gruppo dei migliori. In precedenza, si era ben comportato in GP2 dove, nel 2011, oltre a vincere a Monza, aveva sfiorato anche il titolo, chiudendo la stagione al 2^ posto. Prestazioni che cercherà di rinverdire in Formula E al volante della cinese NIO, che l’ha scelto per affiancare Turvey e, soprattutto, sostituire Nelsinho Piquet, primo campione della specialità, da quest’anno a bordo della Jaguar sponsorizzata Panasonic.

Più spumeggiante l’esordio di Edoardo Mortara, al comando di gara-2 fino al testacoda che l’ha privato del sicuro successo a pochi chilometri dal traguardo, tagliato comunque in 2^ posizione. Anche se nato a Ginevra, dove ha vissuto a lungo, ha la doppia nazionalità per le origini italiane del padre e fino al 2014 ha corso per l’Italia, tanto che quando vinceva sul podio veniva suonato l’inno di Mameli. Causa, a quanto pare, questioni di natura burocratica, dal 2015 ha iniziato a gareggiare con la licenza svizzera. Sul suo conto, girano ottime voci, per altro confermate dal curriculum, che l’hanno visto, oltre a brillare in ogni tappa della gavetta nelle serie minori (Eurocup Formula Renault, F3 Euro Series, GP2), vincere per due volte consecutive il Grand Prix di Macao, la vetrina internazionale più luminosa della F3, che in passato, tra i suoi trionfatori, ha annotato i nomi anche di gente come Ayrton Senna e Michael Schumacher.

L’impresa è valsa a Mortara l’attenzione dell’Audi, con la quale ha mostrato le sue qualità pure con le ruote coperte, come testimonia il 2^ posto nella classifica del 2016 del campionato DTM. Passato alla Mercedes, non è però riuscito a ripetersi. Nel suo approdo in Formula E alla monegasca Venturi c’è chi ha intravisto una sperimentazione della Stella a Tre Punte in previsione di un suo sbarco nella disciplina dal 2018-19. Per il momento, viene invece da chiedersi come sia possibile che finora, uno con il suo talento, non abbia mai avuto una chance in Formula-1. Dove anche lo stesso Filippi, eccezion fatta per un 2008 da collaudatore della Honda, non ha mai trovato spazio. L’auspicio è che la Formula E possa trasformarsi nell’occasione ideale per esprimere a pieno le loro qualità e togliersi tante soddisfazioni.

Foto Copertina: Alastair Staley / LAT Images

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Motori

Auto e Sport: la cultura della guida e della passione

Matteo di Medio

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Con l’Editoriale di ACI Italia, inizia il nostro viaggio all’interno dell’Universo degli Sport Sostenibili, partendo da quelli motoristici. 

Quando si pensa alle gare automobilistiche si evocano la velocità, la passione, il coraggio, la tenacia. Ma i primi valori degli sport motoristici sono i grandi valori dello Sport come la lealtà ed il rispetto delle regole, il significato del lavoro di squadra, l’accettazione della sconfitta, il rispetto dell’altro, le opportunità pari per tutti, a iniziare dai diversamente abili.

Il motorsport ha però ulteriori suoi valori caratterizzanti, frutto della cultura delle competizioni automobilistiche che sono nate insieme e con l’auto: il valore del progresso tecnologico e il valore della creatività.


Il progresso tecnologico alimentato costantemente dalle competizioni, che sono l’avanguardia delle innovazioni poi trasferite nelle nostre automobili. La creatività nell’individuare soluzioni e design funzionale che ci consegna forme di assoluta bellezza e razionalità.

Senza dimenticare il ruolo di promozione del territorio (anche all’estero) e quello sociale aggregante svolto nel passato da gare come la Mille Miglia e la Targa Florio, che attraversando la Penisola unirono genti completamente diverse tra loro con il filo rosso della passione, promuovendo le diverse realtà culturali e territoriali del nostro Paese.

Innovazione e creatività sono anche le due bandiere dell’Italia che è da oltre un secolo una delle culle indiscusse del motorismo mondiale.

È giusto ricordare che nel 2016 il comparto industriale dell’auto ha contribuito per il 5% al PIL Italiano, con 1,1 milioni di veicoli prodotti in Italia e 40 miliardi di dollari di export italiano nel settore. Frutto di una leadership italiana che permane, anzi cresce, proprio nella fascia più prestigiosa del mercato, con Ferrari, Maserati, Lamborghini, Alfa Romeo, Fiat e con la componentistica di qualità con Brembo, Pirelli, Magneti Marelli, e tantissime altre formidabili aziende. Sarebbe lo stesso senza decenni di sfide e di successi nella Formula 1 come nei Rally o nelle gare in salita?

Dall’esperienza dei grandi piloti di tutti i tempi emerge anche un dato significativo: chi diventa pilota, acquisendo la licenza Acisport – Federazione dell’Automobilismo Sportivo, non solo si diverte e si appassiona al nostro sport, ma diventa anche un automobilista più prudente e responsabile.

La diffusione della cultura della guida e di come affrontare le situazioni critiche al volante si devono in gran parte proprio ai piloti, professionisti e gentleman, che con la loro consapevolezza dei limiti e dei rischi ci raccomandano a essere sempre concentrati, rispettosi delle regole e preparati agli imprevisti. E ce lo insegnano attraverso le tante iniziative e i corsi di guida sicura rivolti soprattutto ai più giovani che diventano così Ambasciatori della Sicurezza Stradale, ma che ognuno di noi dovrebbe fare almeno una volta.

Ecco le tanti ragioni dell’importante impegno di ACI per lo sviluppo degli sport automobilistici, lavorando con passione per realizzare ogni anno in Italia quasi 1000 competizioni, da quelle entry level al Gran Premio di Formula 1 a Monza, che si realizzano grazie ai circa 35 mila tesserati ACI Sport e che coinvolgono centinaia di migliaia di appassionati.

Ecco perché ACI ritiene fondamentale che l’Italia sia palcoscenico delle gare più prestigiose e tecnicamente impegnative e ha contribuito a portare a Roma nel 2018 la Formula-E delle auto elettriche, affinché in tanti possano ascoltare il silenzioso sfrecciare del nostro futuro prossimo.

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