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ECA vs European Leagues: la Battaglia per il Calcio è cominciata

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ECA vs European Leagues: la Battaglia per il Calcio è cominciata

Aspro scontro a Madrid per il futuro del calcio. Da una parte l’ECA, associazione club europei, capeggiata da Andrea Agnelli che spinge per la Super Champions, dall’altra parte la European Leagues, l’associazione delle leghe europee che non vuole finire del dimenticatoio del calcio.

Se tutto il mondo ha aspettato per due interminabili anni “The Battle of Winterfell” in Game of Thrones, nel mondo reale si sta combattendo un’altra battaglia ancora più importante. The Battle of Football – La battaglia per il calcio tra le superpotenze che sognano una SuperLega che dovrebbe prendere il nome di SuperChampions League e i club minori che non vogliono veder ridotto ulteriormente il prestigio dei campionati nazionali e allo stesso tempo aumentare il divario economico con i club più blasonati.

Tutte le squadre di Serie A, tranne Juve, Roma, Napoli e Milan si sono schierati nel secondo schieramento a protezione dei campionati nazionali.


Il No forte pronunciato dalla Lega Europea, capeggiata dal presidente della Liga spagnola Javier Tebas e con lui altri 224 club è stato su tutta la linea, il rifiuto di un nuovo format per la Champions, la creazione di una terza competizione europea, lo smantellamento della meritocrazia ovvero di promozioni e retrocessioni e soprattutto lo spostamento delle partite europee nel weekend e quelle dei campionati in mezzo alla settimana.

Anche due presidenti italiani, precisamente Lotito e Cairo rispettivamente di Lazio e Torino hanno detto la loro ribadendo la negazione a questa proposta: “È finito il tempo di servi della gleba, vassalli e valvassori”. A nulla è servita la mediazione del presidente dell’ECA Andrea Agnelli che ha detto: “Non è nostro interesse penalizzare i piccoli club. Sentiremo tutti i soggetti coinvolti”.

Intanto il primo round si è concluso con un nulla di fatto, nemmeno una piccolissima apertura. I proponenti del cambiamento devono trovare un’alternativa meno netta e che riesca a far contenti se non tutti almeno la maggioranza. Mettere da parte completamente i campionati nazionali non è una soluzione credibile ora e forse non lo sarà mai. Forse però è stata la classica strategia dello sparare alto per chiudere a metà che sarebbe per Agnelli e i club europei comunque un buon risultato. La partita, pardon la battaglia, per il futuro del calcio è appena iniziata e ne vedremo delle belle.

Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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