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Azzardo e piaghe sociali

Dalla finanza all’Azzardo ecco il Broker delle Scommesse: illegale e truffaldino

Emanuele Sabatino

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Si fanno affidare ingenti somme di denaro fingendosi broker sportivi con esperienza pregressa nel mondo delle scommesse, per poi comunicare di aver perso tutto e scappare con la cassa. Sono la nuova truffa online del mondo del betting. Sono i broker delle scommesse.

Giorni fa in redazione ci è giunta una mail di Gianluca Landi, uno dei maggiori trader sportivi e formatore, nostro collaboratore nel tentativo di ripulire il più che torbido mondo delle scommesse, che ci inoltrava delle email di aiuto da parte di tanti ragazzi che avevano affidato i loro risparmi ad un broker di scommesse, il sig. P.D. (nome di fantasia) e che questo era scappato, inventando mille scuse e senza dare più notizie, con la cassa.

Va subito precisato che l’unico modo regolare e legale di far gestire i propri risparmi in Italia sia attraverso enti autorizzati quali Banche, Sim, Operatori Finanziari, etc. Nonostante questa doverosa premessa, le vittime hanno tutte dichiarato di non essere a conoscenza di questa cosa ma, purtroppo per loro, “la legge non ammette ignoranza”. Fatto sta che gli ingenui truffati, spinti da varie motivazioni, un guadagno extra, un aiuto alla famiglia, la credenza di poter smettere di lavorare, hanno consegnato un’ingente somma di denaro al signor P.D.

CHE COSA E’ UN BROKER DELLE SCOMMESSE:

Il broker delle scommesse è colui che con una grande esperienza nel mondo del betting, sfruttando le piattaforme di betting Exchange, riesce a garantire un’alta percentuale di profitto ogni mese sul capitale investito.

LA TRAPPOLA:

Una transazione attraverso Paypal è tutto quello che serve per iniziare. Il broker garantisce rendite molto alte e soprattutto un report settimanale su quanto e come investito. Sui social è molto attivo e mostra screenshot, probabilmente modificati,  di vincite importanti, più ovviamente foto di macchine costose ed un tenore di vita molto alto nei locali più esclusivi: “Ignaro dell’illegalità della cosa e trovandomi in una condizione di gravissimo disagio economico perchè disoccupato, il giorno 08/01/2017 ho autorizzato a mezzo mail il sig. “P.D.” ad operare con le gestione privata del conto effettuandogli un versamento pari ad euro 10.000,00 attraverso il sito PayPal. Faccio presente inoltre che non ho mai ricevuto la mail con la proposta di collaborazione firmata o accettata. Non ho mai avuto praticamente nulla in mano. Dunque il sig. P.D. non ha mai ricevuto una mia autorizzazione scritta o verbale, o delega ad operare. Pertanto non aveva nessun titolo legale a usufruire o utilizzare i miei soldi, e se lo ha fatto, lo ho fatto in modo del tutto arbitrario e in maniera indebita”.

LA TRUFFA, LA FUGA, LA DISPERAZIONE E GLI ISTINTI SUICIDI:

Una volta convinto le vittime a consegnargli i soldi la truffa ha inizio: “A lui ho affidato i risparmi di una vita, necessari per una causa di estrema importanza, in un momento negativo della mia vita, e sotto una pressione psicologica enorme che mi ha fatto perdere lucidità e ragione. E’ per questo motivo che ho fin da subito comunicato, e in modo continuativo nel tempo, al sig. “P.D.” di operare con la massima prudenza e solo e soltanto col rischio più basso possibile. Egli infatti era ben consapevole della mia situazione personale e mi ha più volte rassicurato su questo aspetto e sul basso rischio con cui avrebbe operato. Sapeva che non potevo perdere questi soldi. In seguito, alla mia abituale mail di richiesta del report sulla situazione aggiornata del mio saldo, il suo staff dichiara in forma scritta a mezzo mail di aver perduto tutto il mio capitale durante i giorni Sabato 4 e Domenica 5 marzo 2017 a causa della sospensione dei mercati sul sito betfair.com, dove il sopra citato sig. P.D. opera. La notizia mi ha sconvolto: da allora soffro di insonnia, inappetenza, depressione e continui pensieri suicidi”.

“Tale informazione risulta incongruente con quanto fornitomi dallo staff di betfair.com e betfair.it, e da tutte le persone che operano con betfair stesso: il disservizio non è venuto in quella data. Se quindi il sig. P.D. sostiene di avere perso tutto il mio capitale in quei giorni lo avrebbe dovuto dimostrare in modo concreto attraverso un estratto conto chiaro e leggibile dell’operatività fatta  sul conto a lui intestato. Invece nulla. Il lasso di tempo del disservizio di cui fa menzione il sig. “P.D.” non giustifica comunque un’operatività tanto aggressiva da far perdere il 100% del mio capitale. Egli infatti non aveva titolo ad operare in questo modo, in quanto autorizzato ad una gestione a basso rischio, pertanto avrebbe dovuto al massimo utilizzare il 10-15% del capitale.

“Il sottoscritto ha ricevuto solamente uno screenshot su cui vi è riportato il mio nome e cognome, il capitale di partenza e il valore della cassa finale, pari a €46,33. Capitale residuo che nemmeno mi ha restituito. Ho provato a contattarlo ma non ho ricevuto risposta. Alcuni giorni più tardi sulla sua pagina Facebook il personaggio in questione (nome noto nel panorama bettistico) comunica che è stato creato un falso profilo col suo nome, probabilmente un furto di identità, che sta sfruttando la sua credibilità, infangandola, e truffando tante persone”. Le autorità stanno vigilando sulla questione e vedremo come andrà a finire. Una brutta storia, l’ennesima purtroppo, che come spesso accade sfrutta stati d’animo instabili per avere un fraudolento guadagno economico.

GUARDA la testimonianza VIDEO:

 

1 Commento

1 Commento

  1. Altrove

    maggio 21, 2017 at 11:47 pm

    “Chi dal gioco (d’azzardo) aspetta soccorso gli cresce il pelo lungo come un orso”.
    E i truffatori FURBI guadagnano sulla vostra pelle.

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Azzardo e piaghe sociali

Il grande inganno dei Bonus di Benvenuto: quando il “regalo” è utile solo ai Bookmaker

Emanuele Sabatino

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Sono messi in grandissima mostra, scritti grandi e con colori sgargianti, sono i bonus dei bookmakers attui ad invogliarci a iscriverci e puntare sulle loro piattaforme. In piccolo invece, molto in piccolo, talmente in piccolo che ci vuole o un monitor 60 pollici o una lente d’ingrandimento, troviamo scritto in un color grigio tristezza i “termini e condizioni” di questi bonus ed è proprio qui che scopriamo le cose più interessanti.

IL BONUS E LA FORMULA DO UT DES

Iniziamo con l’importo del bonus “fino a 100€ per te”. 100 euro di bonus ma per sbloccarlo ci vogliono altrettanti soldi. Ma questo è solo la punta dell’iceberg. Perché alcuni bookmakers sbloccano il bonus solo dopo aver giocato interamente il versamento iniziale. Quindi verso 100 e devo giocare 100 per avere i 100 di bonus. Non solo perché i problemi veri, la trappola, arriva dopo, una volta che il bonus è stato effettivamente accreditato.

LA TRAPPOLA DEL PRELIEVO CONDIZIONATO

Per prelevare bisogna giocare l’importo versato più quello bonus per un numero di volte prestabilito. Di solito più il bonus è alto e più il numero di volte in cui bisogna scommettere il tutto sale. Si va dalle 3 volte, passando alle 6, fino addirittura alle 8 volte. A questo punto il lettore/scommettitore potrebbe pensare: “Ok, nessun problema, mi gioco tutto su una partita live a 1.01 così sono sicuro che la prendo e dopo il numero di volte stabilito dal bookmaker posso prelevare”. Seeee, ti piacerebbe. I bookmakers sono aziende internazionali e non hanno mica “l’anello al naso e la sveglia al collo”. Se vuoi prelevare devi puntare in singola su una partita con quota minima di 1.5, alcuni bookmakers alzano l’asticella a quota 2. In multipla, invece, almeno una partita deve avere una quota pari o superiore a 1.5. Il vantaggio matematico in singola di un bookmaker italiano si aggira dal 5 al 10%, percentuale che lievita vertiginosamente nel momento che aumentiamo il numero di eventi. Facile quindi capire che giocare versamento + bonus per un numero considerevole di volte a quota minimo 1.5 sia il modo migliore, dal punto di vista matematico, di regalare i soldi alle agenzie di scommesse. Al mondo nessuno regala niente, specialmente i soldi, figuriamoci un’azienda internazionale. Il bonus di benvenuto è quindi una pubblicità, ai limiti dell’inganno e della truffa, atta ad intrappolarci il patrimonio, facendoci credere che quei soldi siano effettivamente nostri, per farcelo perdere piano piano.

LO SCIACALLAGGIO SUI BISOGNI PRIMARI DELLE PERSONE:

E’ come se fosse tutto un grande effetto domino: la crisi, la disoccupazione e la povertà portano alla disperazione, quando si è disperati non ci resta che sperare, e noi speriamo che la bolletta di due euro si tramuti in una vincita di 1000. Il problema è questo non avviene quasi mai e così i bookmakers si arricchiscono sempre di più investendo in altri tipi di giochi “invitanti” ma soprattutto in tanta tanta pubblicità che ormai è ovunque e a tutte le ore, formando un circolo vizioso indistruttibile. D’altronde una volta un saggio disse: “Il bookmaker è un borseggiatore che ti lascia fare tutto da solo”.

 

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Altri Sport

NeuroDoping: se l’Elettroshock è la nuova frontiera delle prestazioni sportive

Matteo di Medio

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Dimenticatevi flebo, siringhe e pasticche. L’ultima trovata per migliorare le prestazioni sportive di un’atleta riguarda direttamente il motore dei nostri movimenti: il cervello. Stimolazione cerebrale o Neurodoping per l’appunto. Una metodologia molto semplice che prende spunto dalla fortunatamente abbandonata pratica dell’elettroshock nei lontani anni ’50. In sintesi, la prassi è molto simile anche se il voltaggio è 500/1000 volte più basso: si posizionano due elettrodi ai lati della scatola cranica e si scarica corrente elettrica con l’intento di cambiare i livelli di eccitabilità dei neuroni da essa colpiti.

A portare all’attenzione questa nuova pratica è stata la partnership siglata lo scorso anno tra la squadra di ciclismo Bahrain Merida, per la quale corre il nostro Vincenzo Nibali, con il gruppo Cidimu dell’Istituto delle Riabilitazioni Riba di Torino. Ugo Riba è il Professore che presiede il gruppo ed è convinto che attraverso questa metodologia sia possibile intervenire sulla fatica ma anche sulla rapidità di esecuzione sportiva e recupero da affaticamento post gara.

La tecnica, nota come stimolazione transcranica a corrente continua (tDcs) era stata pensata per il recupero di alcune lesioni al cervello o al midollo spinale. Oggi, trova applicazione per stimolare quei centri neuronali che, già degli anni ’90, si era pensato fossero i responsabili dell’affaticamento e del movimento muscolare. A sperimentare la tDcs è stata la squadra di sci e snowboard statunitense (Ussa) per quanto riguarda il salto con gli sci e le prestazioni dopo 4 applicazioni per due settimane hanno mostrato un aumento della forza e della coordinazione.  Soprattutto per quel che concerne la fatica, e il ciclismo può essere considerato lo sport che più ne sente l’impatto, la stimolazione andrebbe ad intervenire sulla corteccia motoria che è responsabile di inviare segnali di affaticamento. Aumentando l’eccitabilità di quest’ultima, si ottiene una minore percezione cerebrale di sforzo, consentendo al corpo di ottenere performance atletiche più durature. E come ha detto Samuele Marcora, scienziato dell’Università del Kent al FattoQuotidiano.itoltre al reale impatto della pratica si aggiunge anche l’effetto placebo con risultati ancora più incoraggianti.

La stimolazione transcranica può trovare terreno fertile in molti settori anche non sportivi come i videogiochi dal momento che aumenta la concentrazione e la velocità di reazione. Non a caso l’azienda Halo vende già delle cuffie da collegare allo smartphone per un utilizzo fai-da-te. Le evidenze per adesso analizzate, però, non hanno portato a reali conclusioni definitive e, come dice sempre Marcora, non sempre gli esperimenti hanno dato risultati confortanti e ha anche messo in guardia circa i rischi di un utilizzo continuativo della stimolazione, non essendoci ancora studi conclusivi sugli effetti a lungo termine. E se proprio dovesse essere utilizzato, consiglierebbe un uso solo pre-gara e non in fase di allenamento.

Altro discorso sul quale si dovrà ragionare se tale pratica dovesse prendere definitivamente piede, è relativo al concetto di Doping. Ad oggi la stimolazione transcranica è assolutamente legale ma non è escluso che, agendo sulle performance dell’atleta, possa essere considerato alla stregua dei farmaci proibiti in quanto strumento di alterazione del corretto svolgimento di una gara. Ma al riguardo sembrerebbe difficile riuscire a dimostrare un suo utilizzo prima di una evento sportivo. Senza contare che già vengono assunte alcune sostanze, come la caffeina che in certi dosaggi è permessa, che di fatto influiscono a livello cerebrale.

Ma su questo sarà la Wada a dire l’ultima parola. Nel frattempo teniamoci forte, che il futuro è oggi. E non sembra un granché.

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Doping e Scommesse, la dura vita “da cani”

Emanuele Sabatino

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Un allenatore è stato accusato di aver drogato il proprio cane con un cocktail di droghe tra cui la metanfetamina a cristalli per farlo correre più veloce. E’ stato arrestato.

Un uomo del Queensland (Australia), Anthony Hess di 44 anni, è stato indagato con 70 accuse di frode e possesso illegale di stupefacenti dove aver volontariamente dopato il suo cane per vincere le corse e approfittare delle quote molto alte.

I detective hanno dichiarato che il suo levriero Bonknocka Lass, è stato dopato principalmente con la metanfetamina in tre diverse gare. La prima, la più clamorosa datata il 2 agosto scorso, vide il levriero vincere la gare agevolmente nonostante la sua quota di partenza fosse addirittura di 44.70.

Secondo le analisi di laboratorio, il cocktail era principalmente a base di metanfetamina mischiato con pseudoefedrina e altri eccitanti. Ross Barnett, commissario dell’integrità per la corsa dei levrieri si è detto ovviamente shockato e ha sospeso immediatamente la licenza all’allenatore. Sospensione che con alta probabilità verrà resa definitiva.

Per ottenere la licenza di allenatore di levrieri bisogna mostrare ad una commissione apposita di essere in forma, avere una buona educazione e soprattutto avere il rispetto delle regole.  Al di là del singolo caso, il problema è sicuramente generale. Doping misto al maltrattamento sugli animali per fare più soldi con le corse. Tutto il marcio dello sport e della competizione in una sola frase. Chissà in altre parti del mondo, dove i controlli sono ancor più blandi e dove fanno scommettere gli “animali” sui combattimenti tra animali fino alla morte, quali sostanze diano ad essi per prendersi un vantaggio. E l’anfetamina, purtroppo, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg.

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