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Ciao Nicky, il ragazzo normale che diventò Campione del Mondo

Emanuele Catone

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Ciao Nicky, il ragazzo normale che diventò Campione del Mondo

Avrebbe compiuto oggi 38 anni Nicky Hayden, il campione del Mondo di Motociclismo che nel 2017 ci lasciava a seguito di  un incidente stradale durante mentre era in bicicletta nei pressi di Cesenatico. A due anni di distanza la sua mancanza si fa ancora sentire.

Nicky Hayden ci ha lasciato già da un anno. Lo ha fatto a 35 anni. In silenzio, probabilmente col sorriso sulle labbra come aveva abituato tutti a vederlo. Kentucky Kid, il ragazzo del Kentucky come veniva soprannominato, ha insegnato al mondo del motociclismo che per vincere non bisogna essere un fenomeno; si può diventare Campione del Mondo anche col lavoro minuzioso e costante, credendoci fino in fondo e non mollando mai.

Nicky, a dir la verità noi italiani un po’ ti abbiamo odiato nel 2006 ma di un odio di quelli belli che ti fanno sentire di aver fatto qualcosa di incredibile e anche per questo rimarrai nei cuori di tutti. Sei stato colui che ha strappato il Mondiale a Valentino Rossi, ma lo hai fatto con tutta la sportività e l’umiltà che il mondo ti ha donato. E quasi quasi, in quel 2006 che portava con sé “Seven Nation Army”, siamo stati felici per la tua grande conquista. “La fortuna è buona con chi è buono” dichiarasti subito dopo Valencia. Una frase magnifica che racchiudeva l’essenza del tuo essere. Avevi la faccia del bravo ragazzo di quelli che è impossibile volere male e quando abbassavi la visiera diventavi un “bastardo dall’animo leale”. Honda e Ducati ti hanno stimato, il paddock del motomondiale ti ha ammirato. Anche derapando via ci hai lasciato un insegnamento: le piste una sbavatura te la concedono, la vita no non è tanto benevola.

Il motorsport ha perso tanti gladiatori ed ognuno di questi ha impresso a fuoco nella mente degli appassionati un qualcosa che lo caratterizzava. Di Hayden ci resterà il suo “69” sui capeggiava un pizzetto da classico ragazzo americano con stampato un sorriso che significava sincerità. Spiegarsi il perché la vita giri così è difficile, quasi impossibile. Cercare una risposta ad un fato beffardo diventa un tormento che brucia l’animo e lascia senza voce. Su due ruote sei nato, cresciuto, diventato una leggenda ed un idolo. Due ruote senza motore ti hanno tolto tutto, ma non l’amore e la gioia che chi ti ha visto in pista proverà ricordando il tuo nome.

Ciao Nicky, buona corsa!

 

Classe 1992. Laureato in Lettere Moderne. Nato all’ombra dell’imponente quanto poetico Vesuvio. Mio padre, malato di qualunque cosa abbia un motore, mi avvicina al mondo del motociclismo e dell’automobilismo; la storia della città partenopea, invece, mi risucchia nella bellissima realtà del calcio. Da qui nasce il connubio tra questi sport diversi ma accomunati dalle emozioni che regalano. Negli anni dell’adolescenza si fa viva la voglia di raccontarli in tutte le loro sfaccettature, senza limiti e senza riserve. Valentino Rossi, Senna e Buffon gli eroi; uno per passione, come è giusto che sia.

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