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Calcio

Ci vuole un “Fisco” bestiale. CR7 alla Juve grazie ad una norma giuridica?

Emanuele Sabatino

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Ormai è ufficiale CR7 al secolo Cristiano Ronaldo è un nuovo giocatore della Juventus. Mister Champions League ha trovato l’accordo col presidente bianconero Agnelli volato sino in Grecia per non farsi sfuggire il numero uno sulla piazza in questo momento. 105 mln di euro il costo del suo cartellino, più 12 mln di spese accessorie ed un contratto di  4 anni a 30 mln di euro per l’ex asso del Real Madrid. Grazie ad una norma giuridica CR7 potrebbe non essere l’unico campione a sbarcare nello stivale. Il furbo calcio italiano si aggrappa ai cavilli per portare le superstars e dare di nuovo lustro e risalto ad una competizione, il campionato di Serie A, caduta negli ultimi posti delle preferenze.

 MA COME E’ POSSIBILE?

Tutto è stato reso possibile anche grazie ad una norma “acchiappa miliardari” introdotta dalla legge di stabilità del 2017 che permette una tassazione agevolata, un’imposta sostitutiva, di soli 100.000 euro all’anno per i redditi prodotti all’estero. Anche le squadre di calcio, Juve in primis, se ne sono accorte e stanno facendo le loro mosse. L’unica condizione per poter utilizzare questa imposta sostitutiva è quella di non essere stato residente in Italia in almeno 9 degli ultimi 10 anni. I redditi prodotti sul territorio italiano sono soggetti ad IRPEF, quelli esteri vengono tutti regolati dall’imposta sostitutiva.

IL PRECEDENTE DELLA “LEGGE BECKHAM”

 Ve lo ricordate Adriano Galliani quando, prima di diventare Senatore della Repubblica italiana, da A.D. del Milan si lamentava del fatto che i giocatori migliori preferivano andare in Spagna per una tassazione troppo agevolata? Ecco ora siamo noi la Spagna.

La famosa Legge Beckham, approvata nel 2005, permetteva ai giocatori che andavano in Spagna di pagare un’aliquota fissa del 24%, invece del 43% per chi guadagnava più di 600.000 euro all’anno, e soprattutto nessuna imposta sui redditi prodotti fuori dalla Spagna. Questa norma venne prima modificata e poi abrogata nel 2010. Inizialmente pensata per favorire il soggiorno di medici e scienziati in Spagna è invece stata poi sfruttata principalmente dai club calcistici per attirare fuoriclasse stranieri. Grazie alla legge Beckham i club spagnoli hanno potuto beneficiare di una tassazione estremamente favorevole se paragonata a quella degli altri campionati europei. Infatti in Inghilterra l’aliquota sugli stipendi dei calciatori è al 50%, in Bundesliga al 45%, in Serie A al 43% e in Ligue 1 al 40%.

CHI PAGA LO STIPENDI O DI RONALDO?

Negli scorsi giorni si è parlato molto di come verrà pagato lo stipendio di CR7 che ammonterà a circa 30 mln di euro all’anno. Bene, se le ipotesi fatte negli ultimi giorni fossero veritiere, ovvero una parte di stipendio pagata dalla Juventus ed una parte dalla FCA o dalla Exor, la Juventus avrebbe messo in moto un altro trucchetto niente male per convincere il cinque volte pallone d’oro a sbarcare a Torino.

Se una parte dello stipendio venisse ad esempio elargito da Exor o FCA, la prima con domicilio fiscale ad Amsterdam e la seconda a Londra, ecco che questi soldi, si immagina sotto forma di contratti di sponsorizzazione, sarebbero redditi prodotti all’estero e fuori dai confini italiani ed ecco quindi che le tasse che Cristiano pagherà su questi rientrerebbero nell’imposta unica sostitutiva di 100.000 euro all’anno.

VEDREMO ALTRI CAMPIONI QUI?

La Juventus è stata la squadra più furba di tutte ad usare una norma giuridica per portare a casa il campionissimo Ronaldo. La regola ovviamente vale per tutti ma non sarà solo la fiscalità agevolata a convincere altri campioni a venire in Italia. Ci vogliono i soldi per il cartellino, quelli per l’ingaggio, anche se suddivisi tra varie aziende, e soprattutto un progetto tecnico-sportivo molto serio e ambizioso. La Juve tutto questo ce l’ha mentre le altre, anche perchè senza uno stadio di proprietà e con fatturati minori, faranno un po’ più di fatica.

Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

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