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Chievo e Juve: Il calcio al tempo dei bond e dell’indebitamento

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Chievo e Juve: Il calcio al tempo dei bond e dell’indebitamento

Entrambe le compagini sono entrate a contatto con i bond, il Chievo ha emesso il cosiddetto “KickBond” tramite un intermediario, la Juventus ne ha emesso uno per ripagarsi in parte lo sforzo CR7. Ma tra i due c’è una differenza abissale. Vediamo perchè.
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Il Chievo Verona circa un anno fa è entrata a far parte di KickOffers, un progetto messo in piedi da un’azienda maltese che emetteva delle obbligazioni sulle società di calcio aderenti. Oltre al fatto che la società fosse maltese, che di per sè non vuol dire nulla, per carità sempre Europa ma in caso di truffa riavere i soldi indietro sarebbe molto difficile, quella che viene “spacciata” come obbligazione in realtà non lo è.
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Per definizione l’obbligazione è un prestito garantito con interessi, blindato, che non viene pagato solo nel caso estremo di fallimento da parte della società che l’ha emessa, che in questo caso non è il Chievo ma quella maltese di cui non si conosce la solidità. La prima differenza sta qui. Il kickbond invece vede il capitale aumentare o diminuire in base al rendimento sul campo del Chievo e dei suoi giocatori. Quindi è più un’azione che una obbligazione ed è un derivato ad alto rischio di cui non si conosce neanche come siano stati calcolati i valori di partenza e i rendimenti.
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Fino a 25 milioni di euro di paracadute nelle casse dei clivensi a fronte di un valore della rosa, in termini di cartellini, pari a 22,45 mln

Intanto il Chievo, da qualche anno una delle squadre più vecchie del campionato italiano dal punto di vista anagrafico, vista la scelta di puntare sull’usato sicuro e con poche plusvalenze all’attivo, il suo profitto l’ha fatto con la retrocessione.  Fino a 25 milioni di euro di paracadute nelle casse dei clivensi a fronte di un valore della rosa, in termini di cartellini, pari a 22,45 milioni. Vista la retrocessione se qualche tifoso avesse dato i soldi a questa piattaforma per amore della maglia vedrebbe oggi, visto il meccanismo del kickbond, il suo capitale azzerato o quasi.
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Lo scorso febbraio la Juventus ha lanciato il suo bond per chiedere ai propri tifosi ma non solo, viste anche le richieste da molti paesi esteri, un prestito per competere sempre di più e colmare il gap con le big d’Europa.
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Detto fatto, ecco il bond a 175 mln di euro volatizzato in pochissimo tempo  con richieste fino a 250 milioni. Bond quinquennale con interesse al 3,37% annuo.
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Nonostante sia stato classificato come “unsecured – insicuro” e senza rating, questo bond emesso direttamente dalla Juventus garantisce il ripagamento del debito poichè per perdere quanto investito / prestato dovrebbe dichiarare fallimento la Juventus entro cinque anni, cosa che sembra alquanto improbabile se non impossibile.
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Mentre dopo la cocente eliminazione in Champions League contro l’Ajax  il titolo azionario bianconero ha perso fino al 24% prima di essere sospeso e per chiudere poi a – 16% una volta riammesso, l’obbligazione resta solida, blindata, e non soggetta all’andamento dei risultati sportivi.
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Insomma se sul campo la Champions non è arrivata nonostante l’acquisto del giocatore più forte del mondo, dal punto di vista economico finanziario la Juve ha fatto due volte centro. La prima con il merchandising delle magliette di CR7 e con il bond chiamato “bond Ronaldo” dove sono arrivati soldi a pioggia e la seconda, strettamente collegata alla prima,  grazie a questo bond la Juve è entrata a fine dicembre nel FTSE MIB, l’indice principale di Piazza Affari che contiene i 40 titoli più importanti. Da una parte una vittoria finanziaria, dall’altra un fallimento sportivo, dispiace per i tifosi ma il primo ha un peso specifico molto superiore al secondo e soprattutto è conditio sine qua non per raggiungere prima o poi quella coppa dalle grandi orecchie che è anno dopo anno è sempre più un’ossessione.
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Il calcio si sta aprendo sempre di più a tutte le soluzioni possibili per ridurre i debiti, fare soldi e sistemare i bilanci ma dal punto di vista del comune cittadino che vuole investire i propri risparmi, quello che sta a cuore a noi, nelle tante novità e opportunità ci sono quelle più solide e quelle molto molto rischiose da evitare assolutamente. Anche se si chiamano con lo stesso nome. Bond.

Nato a Roma nel 1990, anno dei Mondiali Italiani, nella culla dovetti subire le urla dei miei genitori per le reti di Schillaci in quelle famose "notti magiche". Giornalista iscritto all'albo, laureando in legge, opinionista televisivo, ho anche un trascorso da cestista. Appassionato di sport a 360º, da sempre la mia più grande passione è la scrittura, ragione per cui ho intrapreso questo mestiere così affascinante. Sono "ossessionato" dalla ricerca della verità, lo studio dei dettagli, l'inchiesta.

1 Commento

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    andrea ottav

    Aprile 18, 2019 at 7:20 pm

    Buonasera, il Bond della Juventus era riservato ad investitori istituzionali e non ai tifosi; il titolo Juventus è più che raddoppiato negli ultimi 12 mesi. La Juventus ha vinto lo scudetto ed è uscita ai quarti di finale di Champions League, non direi che è un fallimento sportivo (men che meno economico). Casomai questo (anzi questi) è più inquadrabile in società geograficamente più vicine alla sua terra natia o alla “capitale morale” d’Italia. Cerchi di ossessionarsi meglio la prossima volta.

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