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Calcio Femminile: Olanda, un altro grande passo per la parità di genere

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Calcio Femminile: Olanda, un altro grande passo per la parità di genere

Poche settimane fa si sono chiusi, in Francia, i mondiali femminili di calcio 2019. Ancora noi tutti abbiamo negli occhi le belle giocate e le interessanti partite che numerose giocatrici, provenienti da varie parti del globo, sono riuscite a giocare sui campi di calcio d’oltralpe.

La stessa nazionale azzurra si è resa protagonista di un ottimo cammino conclusosi, solamente ai quarti di finale, contro la ben più quotata Olanda. Un percorso, quelle delle ragazze allenate dalla coach Milena Bertolini, che ha fatto tornare prepotentemente alla ribalta uno dei grossi gap del mondo del pallone nostrano: le numerose differenze che contraddistinguono, ancora oggi, il calcio maschile da quello femminile nel Belpaese.

Per non dare una brutta impressione la FIGC  ha fatto sapere che avrebbe, nel minor tempo possibile, colmato tali lacune e avrebbe cercato di promuovere la lega femminile calcistica nazionale ad un vero e proprio torneo professionistico. Purtroppo, però, dalla fine del torneo francese iridato nulla è stato fatto e la situazione resta inesorabilmente uguale a  quella precedente l’inizio della stessa Coppa del Mondo femminile.

Per fortuna questa situazione di vero e proprio stallo non interessa tutti i paesi del vecchi continente. In questo pezzo, noi di Io Gioco Pulito, vorremmo parlarvi di una storia che arriva da uno degli stati europei più “aperti” per quel che riguarda i diritti :l’Olanda.

Per l’esattezza ci trasferiamo ad Amsterdam, la città in cui gioca una delle formazioni rivelazioni dell’ultima Champions League: l’Ajax. La squadra dei lancieri infatti, dopo aver portato la sua formazioni maschile ad un passo dalla finale della più importante coppa europea, ha optato per un rinnovamento che interesserà i contratti dei suoi tesserati dando il via, di fatto, ad una vera e propria parità di genere.

Per i Lancieri, in questa occasione, è stata fondamentale una figura in particolare che è nota anche a molti appassionati del calcio italiano: Edwin Van Der Sar. L’attuale direttore generale del club di Amsterdam, ed ex portiere della Juventus nei primi anni 2000, insieme a Ko Andriessen, direttore del sindacato ProProf, ha firmato un accordo per l’equiparazione contrattuale tra uomini e donne, un’apertura «totale» al calcio femminile che si configura come un esordio per le grandi società del panorama europeo.

L’accordo prevede identiche condizioni sul salario minimo, giorni di vacanza, assicurazione sanitaria e mantenimento dello stipendio in caso di infortuni gravi che obbligano a un lungo recupero lontano dal terreno di gioco. In pratica, il professionismo, tutto ciò per cui da anni sta lottando il calcio femminile in quei paesi in cui è ancora considerato dilettantismo.

Tale equiparazione però, almeno per il momento, non riguarderà gli stipendi delle calciatrici. I maschi e le femmine, infatti, continueranno a firmare contratti che, dal punto di vista economico, saranno ben distanti tra loro.

Ma questa differenza non varrà per sempre. L’accordo infatti mette le basi affinchè un giorno, si spera il più vicino possibile, l’uguaglianza possa essere anche economica.

La stessa responsabile del settore femmile dell’Ajax, Daphne Koster, ha rilasciato una dichiarazione su quanto accaduto.        “Con questo accordo collettivo possiamo fare un altro passo in avanti verso il professionismo. Spero che altri club seguano il nostro esempio. Finora potevamo firmare soltanto contratti della durata massima di due anni e una tesserata poteva andarsene anche a metà stagione. Questo accordo cambia completamente le cose”.

Insomma, ancora una volta, ecco che il mondo del pallone nostrano ha un ben chiaro esempio da seguire per non far restare una promessa fatta solamente vane parole al vento. Chissà se in questa occasione chi di dovere riuscirà a non lasciarsi sfuggire uno degli ultimi treni disponibili in tal senso.

Classe 1991. Romano e laureato in storia. La mia passione per lo sport, in particolare rugby e calcio, comincia fin da piccolissimo. Il lato culturale l'ho acquisito nel corso del tempo e con un po' di fatica. Con i miei articoli cerco di unire i miei tre interessi principali: sport, storia e cultura.

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