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Calcio

Boateng a sostegno dei terremotati: multa di 3000 euro per la maglietta

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Punire la sensibilità? In Spagna, succede anche questo. Las Palmas e Granada in campo per la seconda giornata di campionato della Liga. Il punteggio è in parità: 1-1. Sbloccato al 52′ da Kevin Prince Boateng. Il ragazzo, un passato da calciatore in Italia, sposato con una ragazza italiana, dopo il gol, corre verso la panchina e mostra una maglietta. C’è scritto “Forza Italia, 27-08-2016” in riferimento al terremoto che ha devastato il Centro Italia. Un gesto da applausi. Da premio fair play. Da gioco pulito.

Invece, no. In Spagna si scoprono inflessibili: l’articolo 91 del codice di disciplina sportiva della Federazione Spagnola recita: “il giocatore che, in occasione di un gol o per qualche altra causa derivata dalle vicissitudini del gioco, alza la maglietta ed esibisce qualsiasi tipo di pubblicità, slogan, sigle, anagrammi o disegni, qualunque siano i contenuti e le finalità delle azioni, sarà punito come l’autore di un reato grave, con la multa fino a 3.000 euro e ammonizione“.

La zelante giustizia sportiva segue il procedimento. Da manuale. E si permette anche il lusso di applicare il massimo della pena. Sino a 3000 euro di multa? E tremila siano. Una sentenza che non merita commento. É sufficiente il buonsenso. Una multa si può contestare. Su questa, non si dovrebbe discutere. Semplicemente, stralciarla.

Punire Boateng per un gesto di solidarietà è una decisione collocabile a metà fra l’insensato e il vergognoso. Fra l’altro, si parla di un ragazzo impegnato da anni nel sociale e in azioni umanitarie. L’ex milanista ha sostenuto campagne contro razzismo, omofobia, povertà e incoraggiato azioni mirate a regalare un futuro ai bambini meno fortunati e alle fasce sociali più deboli. La Federazione Spagnola sia ragionevole:  punire Boateng offende il buonsenso, il gesto di un ragazzo, la memoria di chi è rimasto sotto le macerie e la dignità di chi soffre.

Quando prendo atto che la Serie A può fare a meno del mio talento, mi dedico all'unica altra cosa che so fare. Scrivere. Studio Lettere alla Sapienza, mi ci laureo per la gioia dei miei genitori e dei docenti, entrambi stanchi di sopportarmi. Collaboro prima con la Gazzetta del Sud , poi con il Corriere dello Sport. Infine scopro che la trasmissione di Michele Plastino, “Goal di Notte”, è del 1979, proprio come me. Impossibile non celebrare l'unione. Cronista di denuncia. Dietrologo e malfidato per vocazione. Amo raccontare storie. Vere, mica favole. Quando accade qualcosa di sorprendente, aizzo le antenne. Non credo al caso, né alle coincidenze. Piuttosto penso a cosa ci sia realmente dietro. Ah, il più delle volte sono sono pensieri cattivi, forse per quello qualche volta ci azzecco. Di notte, ma accade raramente prima delle tre, un po' dormo.

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