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Berlino 13 anni dopo: Mi ritorni in mente

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Berlino 13 anni dopo: Mi ritorni in mente

Ogni Mondiale di calcio ha la sua canzone. Era il 1990 quando Gianna Nannini cantava le sue notti magiche per un’ “Estate italiana” che vedrà la nazionale di Azeglio Vicini piazzarsi al terzo posto dopo Germania e Argentina. La notte magica, per l’Italia e la sua nazionale di calcio, arriverà solo sedici anni dopo (dopo la delusione ai mondiali americani nel 1994) ai mondiali di Germania 2006. E’ quella la sera che non si può dimenticare e per dirla con Lucio Battisti ti ritorna in mente. La notte di Berlino: della finale  Italia-Francia.  Che i ragazzi di Marcello Lippi vinceranno ai calci di rigore. E’ quella la notte del trionfo italiano. Della sfida nella sfida tra Zidane e Materazzi, che saranno gli autori degli unici gol realizzati (vantaggio francese e pareggio italiano) nei 90 minuti. E poi i protagonisti dell’episodio chiave che ha forse cambiato per sempre l’esito di quella partita.

La storica testata che il francese rifilò nel petto del difensore italiano, come plateale fallo di reazione, per essere espulso e privare così la Francia (che ai rigori sbaglierà due volte) del suo rigorista più rappresentativo (Zidane quella sera realizzerà il vantaggio francese proprio su calcio di rigore). Ma sarà anche la notte di Fabio Cannavaro, che per una sera ritornerà il “muro di Berlino” davanti a Gigi Buffon. Il quale, dodici anni dopo, è stato uno reduci di quella serata insieme a De Rossi e il compagno di squadra nella Juventus Barzagli che hanno dovuto vivere l’amarezza più grande, quella di non partecipare ai Mondiali in corso di Russia 2018. Il resto ha smesso di giocare proprio come Fabio Cannavaro (o Alessandro Del Piero, Fabio Grosso, Luca Toni e Francesco Totti). E’ la sera di Marcello Lippi, che aveva comunque annunciato che avrebbe dato le dimissioni dopo il Mondiale. Lui, il vero grande artefice di quella vittoria. Capace di motivare alla perfezione un gruppo che arrivava in Germania scosso dalle vicende di Calciopoli. E che il tecnico viareggino saprà proteggere da tutto e da tutti.

Proprio Barzagli ricordò quella notte (nel giorno della ricorrenza che cade oggi 9 di luglio) con un tweet, scrivendo “chi se la dimentica. E come si fa a dimenticarla, verrebbe di aggiungere. L’Italia che ancora frastornata dagli scandali di Calciopoli vince per la quarta volta la coppa del Mondo. L’orgoglio italiano che messo di nuovo all’indice ritorna sulla vetta più alta del mondo. E come disse il telecronista Fabio Caressa (dodicesimo uomo in campo insieme all’opinionista ed ex campione del mondo Beppe Bergomi) quella sera fu più bello essere italiani. E pensare come a come sta messo oggi il nostro calcio, oggi è sicuramente più brutto.

Una laurea in Relazioni Internazionali di cui non si vanta e tre master di cui non si pente. Iscritto a due albi professionali, life planner di lavoro e giornalista per passione. Persegue l’impossibile sogno di una rivoluzione intellettuale. Nel 2013 ha partorito il suo libro, e adesso è in attesa del secondo".

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