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Analisi Tattica Crotone-Napoli, il malato sta meglio ma non è guarito

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Il Napoli batte il Crotone nella gara inaugurale dello Scida dopo i lavori di ristrutturazione e si scrolla di dosso le 3 sconfitte patite con Atalanta, Roma e Besiktas. Sarri ha scelto di fare turnover preferendo Strinic a Ghoulam ma soprattutto Diawara a Jorginho. Solito 433 per Sarri, modulo speculare per Nicola.
Sarri ha impostato la gara sull’intensità e la pressione nella metà campo avversaria e con un possesso palla basato sullo spostamento tra le linee avversarie in cui Diawara non ha fatto rimpiangere Jorginho nonostante fosse l’esordio dal primo minuto: 63 passaggi su 73 tentati (nella scorsa di campionato con la Roma, Jorginho ottenne un 72/78).
diawara
L’altezza media della squadra è stata superiore a quella del Crotone nonostante si giocasse in 10 uomini. Sarri, come di consueto dall’addio di Higuain ad oggi, ha deciso di far giocare le ali esterne molto vicine alla punta per creare densità al centro del campo e lasciare spazio, soprattutto a Ghoulam, per gli affondi offensivi.
media
Importante vedere come la prestazione degli azzurri con l’espulsione di Gabbiadini non solo è rimasta invariata, ma è addirittura migliorata con una percentuale di expected gol passata da 0,8 a 0,9. Impercettibile, certo, ma se si conta che si giocava con l’uomo in meno e che questo fosse proprio l’attaccante, che è il ruolo che incide maggiormente su questo dato, è impressionante.
Con l’espulsione di Gabbiadini, Sarri ha abbassato Callejon e spostato Hamsik più sull’esterno, chiedendo uno sforzo maggiore in fase offensiva a Strinic (e lo si evince dalla prima slide dell’articolo) e portando Mertens a fare l’unica punta e quindi trasformando il 433 in un 441 molto compatto e composto. In fase offensiva Callejon si alzava anche sull’impostazione e questo ha favorito la fluidità del gioco che per la prima volta dall’inizio del campionato si è sviluppato in modo omogeneo tra le due fasce, infatti la combinazione di gioco Allan-Callejon è stata la seconda più usata nel match, dopo Koulibaly-Hamsik in uscita dal pressing. Le occasioni migliori per il Napoli sono poi arrivate da verticalizzazioni e non con uno sviluppo ordinato sugli esterni da parte degli azzurri.
passaggi
I 2 gol del Napoli sono arrivati per problemi difensivi seri del Crotone con Mertens che non viene fermato dalla difesa calabrese e Maksimovic che viene dimenticato in area su calcio d’angolo. Anche il gol del Crotone è arrivato per una disattenzione difensiva, questa volta del Napoli, con Rosi troppo libero in area ma soprattutto Koulibaly che inspiegabilmente non sale sul fuorigioco.
I tiri del Napoli sono avvenuti quasi tutti in area di rigore, sia per verticalizzazioni immediate di Allan in particolare, che per le manovre dei registi di Sarri.
tiri
Con il Crotone si è vista anche una variazione sul piano tattico nell’impostazione. La differenza maggiore tra Diawara e Jorginho la si è vista nell’uscita del pallone e nelle transizioni offensive della squadra di Sarri. Mentre con il brasiliano in campo l’azione passa necessariamente dai suoi piedi, con Diawara il vero regista della squadra è stato Hamsik. Nonostante l’ex Bologna abbia fatto più passaggi, l’uscita palla al piede è stata deputata al capitano che ha poi spesso cercato Diawara in seconda battuta, soprattutto dopo l’espulsione di Gabbiadini, perché poi Hamsik è stato spostato sulla fascia.

Giornalista classe 1992, appassionato di sport e di cinema. Sport e cinema sono la mia vita ed è l'unica cosa alla quale non rinuncerei mai. Il Calcio il primo amore, quello che non si può scordar, poi ho cominciato a giocare (male) a Basket ed in età adulta è scoppiata la fervente passione per la palla ovale ed il mondo NFL. Tutti e tre sport, col cinema, li unisco nelle mie storie, figlie di interviste e libri, figlie di lunghe ore passate a leggere articoli nelle lingue più disparate del globo. La cosa che più mi distrugge è la noia, la seconda la curiosità. Nel mio Pantheon Diego Armando Maradona, Magic Johnson, Muhammad Alì, Valentino Rossi e Michael Jordan e proprio una frase di His Airness come segnalibro dell'esistenza: "Perché i sogni, come le paure, spesso sono soltanto delle illusioni".

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