Passano da un rimborso spese di 600 euro al mese, come accadeva ad Alessio Di Massimo, pescato a ottobre dalla Juventus nella serie D abruzzese ad Avezzano, alla serie A: o ancora da un licenziamento in fabbrica, come avvenuto a Cohen Bramall, 20enne difensore e addetto alla produzione della Bentley Motors, alla maglia dell’Arsenal, che per averlo lo ha pagato 40mila sterline all’Hednesford Town, settima divisione inglese. Per non tacere di Jamie Vardy, che cinque anni fa militava addirittura nell’ottavo livello del calcio inglese, con la maglietta del Stocksbridge Park Steels di Sheffield guadagnando 30 sterline a settimana e dividendo quest’hobby con i turni di lavoro nella fabbrica di carbonio della città, e dal 2012 è al Leicester, con il quale nell’estate 2016 ha conquistato una storica Premier League. Sono i calciatori-operai, categoria che rappresenta i “working class heroes” del dio pallone: sono quelli che ce l’hanno fatta e che alla parola “gavetta” rispondono annuendo. Della serie: “So bene di cosa stai parlando”.

Alla lunga serie di calciatori-operai di cui il mondo del calcio ha raccontato la storia, si è aggiunto alle 16:15 di domenica 26 marzo il nome di Cristian Carletti, attaccante nato nel 1996 e passato al Carpi nelle ultime ore della finestra invernale di calciomercato. A completare una scalata di otto categorie in un anno: già, perché Carletti, è cresciuto nelle giovanili della Cremonese, club che non gli ha mai permesso di esprimere il proprio potenziale nonostante una media di 20 gol a stagione. Esaurita l’esperienza nella Berretti grigiorossa, Carletti si è trovato di fronte a un bivio: smettere di inseguire il proprio sogno o provarci ancora? Ottenuta la rescissione del contratto, Cristian aveva deciso di aggregarsi all’Ariete, formazione della terza categoria lombarda,. E a suon di reti si era meritato nell’estate 2016 la chiamata della Pergolettese, in serie D: lo valutano e lo aggregano alla prima squadra. Parte da quarta punta, ma al gol non si comanda. Così ì grazie a 7 gol in alcuni spezzoni di partita si fa notare dagli osservatori del Carpi, che decide di investire su di lui e lo ingaggia. Non certo un inedito dalle parti del “Cabassi”: Basti pensare a Kevin Lasagna, acquistato nel 2014 dall’Este, in serie D, e venduto a gennaio-con “parcheggio” in Emilia fino a giugno all’Udinese. Le partenze, in prestito, di altri due prodotti dei Dilettanti come De Marchi e Jawo, hanno permesso al ds Giancarlo Romairone di avventurarsi in una nuova scommessa: e Carletti non ci ha pensato due volte. Valigia in mano ed eccolo a disposizione di Castori. Un mese e mezzo di apprendistato, fino all’esordio: pomeriggio caldo, Carpi e Perugia sono sullo 0-0. L’allenatore lo chiama in causa. Fuori Giacomo Beretta, dentro Carletti. Numero 18 sulle spalle e un solo biglietto da visita: il gol. Solo rimandato alla prossima occasione, c’è da giurarci.

20 anni compiuti nello scorso luglio, Carletti sa di avere davanti una montagna da scalare. Ma può affidarsi a illustri predecessori: su tutti, Moreno Torricelli. Soprannominato “Geppetto” perché alternava l’impiego da falegname al calcio, nella primavera 1992, a 22 anni, viene visionato da Claudio Gentile, all’epoca direttore sportivo del Lecco, squadra di serie C2. Ottime referenze e Gentile suggerisce il nome a Giovanni Trapattoni, allenatore della Juventus, che lo convoca prontamente e sorprendentemente per le tradizionali amichevoli di fine stagione: preludio al prestito? No, la storia racconta le sue annate e i trofei vinti in bianconero. Ma poco più su del Campionato Nazionale Dilettanti hanno giocato campioni mondiali come Luca Toni e Fabio Grosso. Terzino era anche Mirko Piero: nel 2000 il vulcanico Luciano Gaucci lo portò a Perugia dal Grosseto, Interregionale. Nel suo curriculum ci sono anche presenze in Coppa Uefa. Altro self made soccer player dei giorni nostri è Andrea Nalini, 26enne del Crotone: ha fatto il settore giovanile al Villafranca, provincia di Verona, mentre lavorava in un’azienda di saldature.  Ma Carletti il miglior esempio lo ha nello spogliatoio: è  Lorenzo Pasciuti, centrocampista 27enne del Carpi che con la maglia degli emiliani ha segnato in ben cinque categorie diverse, dalla D alla A. Per tanti piccoli miracoli, c’è anche chi dice no: è il caso di Michele Pini, che un anno e mezzo fa, a 28 anni, ha deciso di risolvere un contratto da 1500 euro mensili con il Lumezzane, Lega Pro, per andare a lavorare in fabbrica come operaio in un’azienda che realizza stampi in alluminio per polimeri espansi e termofornitura. “C’è più prospettiva di crescita” aveva commentato all’epoca. Carletti, di crescere e fermarsi, per ora, non ne vuole sapere.

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