Vincere è un gioco? Ci puoi scommettere…casa. L’ultima grande illusione è vincerla, una casa, giocando al lotto. E c’è chi se l’è giocata davvero piuttosto che averla in premio.

“Vinci Casa” è l’ultima frontiera del gambling: sognare una casa, l’abitazione, non costa nulla. Giocare, invece sì.  In palio, 500 mila euro di cui 200 mila destinati all’acquisto di una casa. Come funziona “vinci casa”? Il gioco è stato lanciato nel 2014. Si gioca una schedina da due (minimo) euro. La scelta deve ricadere su 5 numeri dall’1 al 40. A quel punto si attende l’estrazione. E se la giocata corrisponde ai i cinque numeri della combinazione vincente, si vince…una casa. O meglio, i soldi per comprare un casa. Il primo premio, infatti è di 500 mila euro di cui  200 mila euro da utilizzare per acquistare, senza fretta, l’immobile: ci sono due anni di tempo e libertà di muoversi lungo tutto il territorio italiano. L’importante è presentarsi con la ricevuta vincente negli uffici Sisal di Milano o Roma. L’Ufficio Premi Sisal paga in denaro al vincitore il 40% del Premio. Il restante 60% è invece vincolato all’acquisto di uno o più immobili sul territorio italiano. E se non vinci casa? Pazienza. Ci si consola con i premi di categoria inferiore. Si vince anche con il due (10 euro) il tre (50 euro) e il quattro (2 mila euro). Tutto molto bello. Finché non si vanno ad analizzare i numeri

Probabilità di vincita? 1 su 658.008. Divertirsi è un conto. Credere di sistemarsi per la vita giocandosi i numeri è ben altro. Assimilabile a un sogno da grattare raschiando sino il fondo del barile e ancora più giù, fino all’ultimo centesimo.  Il rischio di incappare nell’ennesima illusione/delusione è piuttosto alto anche se la probabilità di vincita di “Vinci casa” è più alta rispetto al Superenalotto. Il nodo gordiano risiede però nel concetto stesso di “premio”. L’immaginario collettivo è evidentemente più solleticato dalla possibilità di vincere un immobile che dei “semplici” soldi. I giocatori più incalliti investono sino a 200 euro alla ricerca della combinazione giusta. Orbene, presto atto che ognuno è libero di investire i propri soldi dove ritiene sia più vantaggioso, resta un interrogativo legato all’oggettiva attualità. É etico che in un periodo di grave disagio sociale, in cui le banche sono restie a concedere mutui e l’emergenza abitativa incide pesantemente sul welfare, mettere in palio una casa con il gioco d’azzardo? É normale legare il bisogno di sicurezza della popolazione alle lotterie? Anche perché, probabilità di vincita alla mano, una casa è più facile perderla che vincerla: i tagliandi vincenti sono al di sotto dell’1% della produzione. I numeri possono leggersi in tanti modi. Una probabilità su 658mila è ben diverso, come messaggio, rispetto allo 0,00000151973% di possibilità. Stiamo parlando di numeri sotto i millesimali. Percentuali talmente basse che potrebbero scoraggiare persino il giocatore più incallito…

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