253 reti e 13 anni dopo, Wazza is back. L’Everton lo ha riaccolto a braccia aperte, cosa non scontata per un calciatore accusato di essere entrato in una parabola discendente che non avrà fine. A 31 anni Wayne Rooney vuole chiudere le porte che gli si erano spalancate a Goodison Park, quando divenne la nuova giovane, lucente ed irriverente stella del calcio d’Inghilterra.

“Non sono venuto qui per ritirarmi” ha ribadito il 31enne, che pur di vestire nuovamente la maglia dell’Everton si è dimezzato lo stipendio del 50%, come confermato dai principali tabloid inglesi.

Dalla rovesciata pirotecnica e liberatoria nel derby di Manchester al “remember this name” urlato da Clive Tyldesley quando proprio Rooney – a soli 16 anni – affossava l’Arsenal degli imbattibili con un colpo a giro. Il Guardian ne ha ripercorso la storia, un racconto destinato a finire proprio laddove era cominciato: il Blues dell’Everton che vince sul rosso del diavolo. Si, anche nel momento della buonanotte.

“Negli ultimi 13 anni ho indossato solo pigiami dell’Everton” ha dichiarato in conferenza stampa, una frase su cui si è ovviamente fatta facile ironia. E se lo avesse scoperto Sir Alex?

La dirigenza dell’Everton sta modellando una squadra su misura per la stella che ha riportato con fatica a Finch Farm, ne sono una prova gli acquisti milionari conclusi ancor prima che partisse Romelu Lukaku: da Pickford a Keane, passando per Klaassen e Sandro Ramirez, ecco che il 4-2-3-1 potrebbe portare nuovamente le Toffees su una stella.

Da attaccante o da esterno, da seconda punta o subito dietro il centravanti, un nuovo capitolo nella vita travagliata di Wayne sta per cominciare. Sarà finalmente un “vissero per sempre” dal giorno fino alla notte? La Cina o la MLS porteranno via ancora una volta Wayne Rooney dal Merseyside?

Domande che oggi nessuno ha il coraggio di porsi, perché il figliol prodigo ha fatto ritorno a casa ed è l’unica cosa che conta, l’unica cosa che importa.

GODIAMOCI LA BELLISSIMA PRESENTAZIONE

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