“I tedeschi non avrebbero mai potuto vincere quella battaglia neanche con mille anni d’assedio. La resistenza a Stalingrado era l’incarnazione stessa dello spirito russo”.

Con queste parole inizia il viaggio a Volgograd (Волгоград), città manifatturiera di poco più di un milione di abitanti nella Russia europea meridionale, lungo il Volga. Un tempo nota come Stalingrado (Сталинград), luogo della eroica resistenza dei soldati dell’Armata Rossa e della popolazione locale all’offensiva della Wehrmacht e delle altre forze dell’Asse nella seconda guerra mondiale. Per cinque mesi, una settimana e tre giorni, dal 17 luglio 1942 al 2 febbraio 1943, la morte ineluttabile, il freddo atrofizzante, la fame dilaniante e le macerie della civiltà furono gli indiscutibili padroni di queste terre. Una aberrante macchia di sangue nella storia dell’umanità: 1,7 milioni di vittime.

Città eroina, simbolo del valore nazionale, è una tappa imprescindibile del prossimo Mondiale. Verranno difatti ospitate qui tra il 18 e il 28 giugno quattro partite della fase a gironi.

A circa 4 km a nord della piazza principale della città, Защитникам Красного Царицына, si innalza la collina sepolcrale di Mamaev Kurgan (Мамаев курган), tomba a tumulo tartara in cui, secondo la leggenda, riposa Mamaj, khan dell’Orda d’Oro. Nel 1959 per commemorare la battaglia di Stalingrado si decise di costruire un memoriale che, terminato nel 1967, è diventato un celebre luogo di pellegrinaggio. Salendo in cima, superata la Sala della gloria militare, ove arde la fiamma eterna della Patria, si giunge dinanzi alla statua femminile più alta del mondo: La Madre Patria Chiama (Родина-мать зовёт!), allegoria della Madre Russia.

Pressapoco ai piedi della collina, lungo la scoscesa sponda occidentale del Volga, tra la zona settentrionale industriale e l’adiacente parco centrale, sorge la Volgograd Arena. Il progetto dello stadio, frutto della collaborazione tra l’azienda facente capo al Ministero dello Sport della Federazione Russa FSUE Sport-In (project management) e la società tedesca GMP Architekten (design), è stato modificato più volte ed è affidato all’impresa appaltatrice JSC Stroytransgaz. A dicembre 2016 il costo totale dell’impianto, comprensivo di elaborazione, edificazione e dei necessari collegamenti, si aggirava attorno ai 16,37 miliardi di rubli.

L’aspetto esteriore dell’arena è quello di un tronco di cono di 49,5m di altezza e di circa 303m di diametro. Ha sempre mantenuto intatta la caratteristica estetica principale, ovvero la facciata a griglia aperta, che conferisce all’intero edificio compattezza e monumentalità. Il motivo ad intreccio, ispirato alla tradizione locale, rievoca i fuochi d’artificio della Giornata della vittoria (festa nazionale del 9 maggio in cui si celebra la vittoria nella grande guerra patriottica del 1941– 1945). Il tetto è contraddistinto da un motivo a “ruota di bicicletta”, costituito da cavi di acciaio ad alta resistenza con elementi diagonali incrociati a forme romboidali ad alleggerire l’intera struttura. La capacità totale dello stadio sarà di 45.568 posti, di cui 2.280 per la stampa, 640 nelle VIP lounge e 460 riservati alle persone a mobilità limitata.

L’impianto è stato edificato sul sito del vecchio Stadio Centrale del 1962, la cui demolizione è avvenuta alla fine del 2014. La costruzione della nuova arena è iniziata nella primavera del 2015. I lavori si dovrebbero concludere alla fine di novembre; ultimati proprio in questi giorni la copertura e il cavalcavia pedonale di accesso alla via principale, Проспект имени В.И. Ленина.


La Volgograd Arena sarà il più grande impianto sportivo della regione, tuttavia, la capienza dello stadio verrà ridotta a 35.000 posti dopo il Mondiale, quando lo stadio diventerà la nuova casa del FK Rotor Volgograd, club locale di calcio. Si intende inoltre utilizzare l’impianto per eventi culturali, concerti, esposizioni e verrà anche aperta una clinica all’interno dei locali. Il quartiere circostante è stato riqualificato con interventi a livello paesaggistico e il terreno adiacente verrà lasciato libero dopo lo smantellamento delle strutture temporanee. Grande attenzione è stata data alla viabilità con miglioramenti della arteria stradale primaria e della linea metrotranviaria. Potenziato, infine, il trasporto fluviale.

Un gran bel colpo d’occhio. Al di là dell’orizzonte la sempre visibile statua de La Madre Patria Chiama in quello splendore che ispira timore e reverenza. Di qua, sulle terre dove più di sette decenni fa le tenebre lambivano il baratro, risplende il nuovo diamante del Volga.

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