Come sport, Vittorio Sgarbi, classe 1952, pratica soltanto lo sci d’acqua ma risponde volentieri alle domande di “Iogiocopulito” sulla Spal, la squadra di Ferrara, la sua città, ormai a un passo dal ritorno in serie B (dopo le gloriose stagioni della massima serie, 21 partecipazioni) .

C’è stato anche uno Sgarbi tifoso?

 Si certo, quando ero bambino tifavo per la Spal e per la Juventus. Al di là del colore della maglia mi piacevano i bravi giocatori,  come Giacomo Bulgarelli per esempio. Atleti che in quegli anni iniziavano ad avere una popolarità che poi è esplosa con la televisione. Ai miei tempi , ricordo, c’erano le figurine che rappresentavano la mitologia del calcio…

Cosa pensi del gioco del calcio ?

Non ho mai giocato a calcio neanche da ragazzo.

Penso che purtroppo, spesso, sia un’espressione di fanatismo irrazionale assimilabile a talune forme di religione dove per esempio si può far violenza in nome di qualcos’altro, penso a certi eccessi di tifoseria calcistica. C’è un’affinità tra la fede estrema e il tifo ed entrambe si esprimono in modo violento penso che tutto ciò che si esprime come tifo nel calcio sia la negazione dell’ individuo, un’ esaltazione di massa .

Qual è il tuo rapporto con lo sport ?

 Ogni tanto faccio sci d’acqua.

Che rapporto c’è per te tra arte e sport ?

Erano sportivi sicuramente i Bronzi di Riace, molti degli atleti dell’antichità sono tra le più belle sculture esistenti, penso per esempio a l’Auriga di Delfi. Sono tutti dei gradi atleti, la statuaria classica è spesso legata ad atleti, pugili, lanciatori di giavellotti . Il Discobolo di Mirone per esempio è un atleta meraviglioso.

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